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L’appello di Guterres per il cessate il fuoco: “la furia del virus illustra la follia della guerra”

Il Segretario Generale dell'ONU lancia un appello mondiale a tutti i paesi in conflitto per accettare il cessate il fuoco con lo scopo di combattere il COVID-19

UN foto/ Daniel Dickinson Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres fa appello per un cessate il fuoco globale in una conferenza stampa virtuale trasmessa sulla Web TV delle Nazioni Unite.

Ad una domanda sulla Libia, dove il generale Haftar starebbe approfittando della situazione per continuare ad avanzare verso Tripoli, Antonio Guterres ha risposto: "Le parti sono state piuttosto testarde nel non accettare la necessità di un cessate il fuoco..."

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha rilasciato un appello per avvertire i paesi in guerra di deporre le armi a sostegno della battaglia contro il Coronavirus. Guterres ha aperto la conferenza stampa digitale dicendo: “Il nostro mondo deve affrontare un nemico comune: COVID-19. Il virus non si preoccupa della nazionalità o entità, fazione o fede. Attacca tutto quanto incessantemente”.

Durante la conferenza on-line, Antonio Guterres ha ricordato le vittime più vulnerabili: le donne, i bambini, i disabili, gli emarginati e gli sfollati pagano il prezzo più alto. Il segretario generale urge un cessate il fuoco per consentire agli aiuti umanitari di raggiungere le popolazioni più vulnerabili. Il Segretario Generale dell’ONU ricorda che nei paesi devastati dalla guerra, “i sistemi sanitari sono crollati e gli operatori sanitari, già pochi in numero, sono stati spesso presi di mira. I rifugiati e altri sfollati a cause di conflitti violenti sono doppiamente vulnerabili. La furia del virus illustra la follia della guerra”. Il cessate il fuoco è essenziale per aiutare coloro che lottano contro il Coronavirus ogni giorno. Ed è per questo che Guterres ha sottolineato ciò possa giovare al mondo intero.

Guterres ha condiviso un messaggio importante verso la fine della conferenza stampa a distanza con i giornalisti accredita all’ONU: “è tempo di bloccare i conflitti armati e concentrarsi sulla vera lotta delle nostre vite. Alle parti in guerra dico: ritirati dalle ostilità. Metti da parte la sfiducia e l’animosità. Silenziate le pistole; fermate l’artiglieria; fermate gli attacchi aerei. Questo è cruciale per aiutare a creare un passaggio libero per gli aiuti salvavita, per aprire finestre preziosi per la diplomazia e per portare speranza in luoghi tra i più vulnerabili al COVID-19”.

Mentre Guterres si ispira al nuovo riavvicinamento e al dialogo tra combattimenti per consentire approcci comuni per respingere la pandemia, ha affermato che è necessario fare di più. Finora, ci sono quasi 300,000 casi in tutto il mondo e oltre 12,700 morti, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità.

Durante la conferenza stampa, James Bays di Al Jazeera ha chiesto al segretario generale la difficolta di raggiungere un cessate il fuoco globale, prendendo come esempio la Libia sempre più sotto il controllo del generale Khalifa Haftar che sta usando questo periodo per intensificare la sua campagna militare contro il governo di Tripoli riconosciuto dall’ONU. Antonio Guterres ha risposto dicendo che il cessate il fuoco non sta funzionando come dovuto, ed è per questo che tutti i rappresentati stanno cercando di creare una dinamica globale affinché tutti i paesi del mondo possano esercitare pressioni sulle parti in conflitto ovunque per fermare i combattimenti. Guterres ha detto di essere consapevole “che le parti sono state piuttosto testarde nel non accettare la necessità di un cessate il fuoco quando tutti sanno che non esiste una soluzione militare e che i combattimenti in corso aumentano solo la sofferenza e rendono la risposta al COVID-19 ora ancora più difficile”.

Antonio Guterres ha informato la stampa che l’Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni hanno lavorato su un piano, lavorando con i paesi ospitanti al fine di aiutare i rifugiati e le persone sfollate. In più, l’appello umanitario che verrà lanciato mercoledì, chiedendo $2 miliardi permetterà di avere una risposta umanitaria più efficace in relazione alle situazioni drammatiche causate dal COVID-19.

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