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Pedofilia: quando la giornata delle vittime passa “in sordina”

Al tempo del coronavirus, si dimentica di celebrare a dovere la giornata in difesa delle vittime della pedofilia proprio quando i "vampiri" si scatenano sul web

Immagine da youtube

La pandemia offusca i diritti delle vittime? Si direbbe di si se la giornata nazionale contro la pedofilia viene mediatamente annacquata in Italia, nei format e sulla carta stampata.

Il dipartimento di Stato americano lancia l’allarme sulla vulnerabilità dei bambini sottratti alle famiglie ed affidati agli istituti, o alle strutture che spesso hanno una facciata di adesione alle prescrizioni normative , mentre all’interno regna una inquietante gestione.

Proprio nel ventre di queste strutture, secondo i rapporti Usa, si infiltrano i criminali dei bambini, nei ruoli più disparati, spesso provenendo da contesti professionali insospettabili.

La preoccupante crescita dello snuff movies, emersa anche in seguito al clamoroso caso Epstein a Manhattan, dove si organizzavano secondo le accuse festini ed abusi, pone in evidenza come il mercato del sesso minorile si sia diramato in scenari variegati, appoggiati da un forte, quanto inquietante, consenso criminoso internazionale che accelera sulla rete.

Dai rapporti della XXIV giornata in tutela delle vittime emerge come il veicolo su cui oggi viaggia la pedofilia, passi sempre più sovente attraverso il grooming, l’adescamento attraverso le chat. Il consenso viene estorto con false identità ed i tempi sono notevolmente accorciati dall’accesso a fotocamere degli smartphone.

Una recente indagine, avviata nel 2018, guidata dal Central High Tech Crime Unit, ha consentito di eseguire ordinanze di misura cautelare arresti in Spagna, Italia, Francia e nel Regno Unito ponendo al centro delle indagini la necessità di rafforzare la cooperazione internazionale. La rete agevola la portata “pandemica” del fenomeno.

Già nel 2010 la pubblicazione “Pedofilia Disciplina Tutele e Strategie di Contrasto” scritto a sei mani da Marina Crisafi Marina, Eugenia Trunfio e da Luisa Bellissimo poneva l’accento su un fenomeno sempre esistito ma che negli ultimi anni, con l’evolversi dei mezzi di comunicazione e la diffusione di internet, ha assunto proporzioni abnormi, alimentando un vero e proprio mercato della new economy. Le autrici ripercorrevano infatti l’evoluzione storica e legislativa, soffermandosi sull’analisi delle antiche devianze fino ad arrivare alle nuove aberrazioni della pedopornografia online e del turismo sessuale.  Diverse fattispecie di reato, da quelle tradizionali al grooming, evidenziano l’evoluzione di un fenomeno che ha radici antichissime e che ha costantemente sconvolto la storia. A Roma è stata scoperta una cupola internazionale fatta di genitori che abusavano dei figli e che per condividere immagini o visionarne altre dovevano superare una serie di “esami” stabiliti dalla organizzazione criminosa.

Per la cupola romana solo così si arrivava ad essere “angel” ed avere pieno accesso alla banca dati dell’orrore  proprio mentre l’FBI ancora ricorda come la formazione in materia di contrasto risalga al caso di Albert Fish, il Vampiro di Brooklyn o il mannaro di Visterai,  autore di circa 100 omicidi di bambini afroamericani, che prima molestava, e poi eliminava: non era una scelta casuale, il colore della loro pelle destava meno clamore nell’opinione pubblica.

Quanti sono, oggi, tra noi i Vampiri quando nemmeno celebriamo a dovere la giornata in difesa delle vittime?

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