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L’incubo continua: per l’OMS “la pandemia non è nemmeno vicina alla fine”

A sei mesi dalle prime segnalazioni di polmonite da causa ignota in Cina, l'OMS avverte: “Dispiace dirlo… ma noi teniamo il peggio”. Contati 500mila morti

Tedros Adhanom Ghebreyesus

Venerdì scorso era stato dato l’allarme circa una possibile seconda ondata della pandemia in autunno e ora il capo dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Abhanom Ghebreyesus, ha appena confermato “la pandemia non è nemmeno vicina alla fine“.

“Mi dispiace dirlo, ma con questo ambiente e in queste condizioni, noi temiamo il peggio. Un mondo diviso aiuta il virus a diffondersi”.

“Domani sono sei mesi da quando l’Oms ha ricevuto le prime segnalazioni di un gruppo di casi di polmonite da causa ignota in Cina”, a Wuhan, e il tragico traguardo è di 500.000 morti, mentre i casi di contagio superano i 10 milioni in tutto il mondo.

Già in Corea del Sud era tornato l’incubo del secondo lockdown e anche la Cina ha recentemente registrato nuovi focolai.

In Europa con le fasi di riapertura sono tornati a salire i contagi e Hans Kluge, direttore della sezione europea dell’Oms, ha avvertito che in undici Paesi dell’UE è in corso un’impennata di contagi che “se non controllata, spingerà ancora una volta i sistemi sanitari sull’orlo del precipizio”.

Mentre il Regno Unito si preparava alle riaperture di bar, ristoranti, pub e cinema, un nuovo picco di casi di contagio è stato registrato nella città di Leicester, in Inghilterra. Il governo ha deciso un nuovo lockdown per la città.

Negli Stati Uniti invece sono stati riportati 54.000 morti collegati a case di cura. Mentre l’aumento dei contagi nel sud e nell’ovest degli USA, stanno facendo riconsiderare le ipotesi di riapertura della ristorazione al coperto negli stati di New York e del New Jersey. Il numero dei casi è aumentato nei primi stati che hanno riaperto tra cui Arizona, Florida e Texas. Secondo i dati del New York Times, in Florida i casi si sono triplicati in 2 settimane.

La situazione non è migliore in Africa. Il coronavirus sta abbattendo la classe media in crescita.  Dal Kenya alla Nigeria, dal Sudafrica alla Ruanda, la pandemia sta decimando l’espansione economica del paese.

In Brasile sono stati raggiunti 40mila contagiati in un giorno, e l’America Latina registra 105 mila morti.

Tedros Adhanom Ghebreyesus ha chiesto un rinnovato impegno globale per salvare vite umane “il virus ha ancora molta libertà di movimento… Vogliamo tutti che questo finisca. Vogliamo tutti andare avanti con le nostre vite. Ma la dura realtà è questa… Sebbene molti paesi abbiano fatto qualche progresso, a livello globale la pandemia sta accelerando”.

“Questa è la nuova normalità” dunque dovremo imparare a convivere con questo virus.

Secondo l’Oms i paesi dovranno concentrarsi per salvare vite umane, potenziando le misure di allontanamento fisico e la condivisione di informazioni affidabili su COVID-19. I governi dovranno continuare a lavorare per sopprimere la trasmissione del virus, garantendo la tracciabilità e la quarantena dei contatti. Devono inoltre dare priorità all’identificazione precoce e alle cure cliniche, prestando molta attenzione alle persone ad alto rischio come gli anziani e coloro che già soffrono di altre patologie.

Tedros sprona anche la ricerca. Su Covid-19 c’è molto da imparare, è un virus che si scopre giorno dopo giorno, caso dopo caso. La ricerca deve essere accelerata. A questo proposito, l’OMS sta organizzando un incontro per valutare i progressi e rivalutare le priorità di ricerca per la prossima fase della pandemia.

In particolare la partnership Italia-USA sta lavorando da tempo, e sta dando importanti contributi alla scienza nella ricerca sul virus. Pier Paolo Pandolfi, durante la video conferenza organizzata dall’Ambasciata d’Italia a Washington, D.C., per spiegare l’impegno nella lotta contro COVID-19, aveva raccontato il suo coinvolgimento nella sperimentazione degli anticorpi monoclonali contro il coronavirus (link dell’incontro).

Le Nazioni Unite hanno confermato che continueranno a servire i paesi con scienza, solidarietà e soluzioni.

L’Oms prevede anche di inviare una squadra in Cina la prossima settimana per indagare sulle origini del virus. “Saremo in grado di combattere meglio il virus quando sapremo tutto, incluso il mondo in cui è iniziato” ha detto il capo dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus. Il coronavirus avrebbe avuto origine dai pipistrelli, ma non è ancora chiaro com’è stato trasmesso all’uomo.

Molti paesi hanno criticato la Cina per la sua gestione iniziale dell’epidemia, e in particolare gli Stati Uniti hanno accusato l’Oms di essere filocinese, per i ritardi circa la dichiarazione. Nonostante i membri dell’organizzazione abbiano concordato di indagare sulla risposta iniziale dell’Oms al virus durante la riunione di maggio, l’amministrazione Trump ha comunque dichiarato che avrebbe tagliato i fondi americani.

Coronavirus Structure

“L’unità nazionale e la solidarietà globale sono essenziali per attuare una strategia globale per sopprimere la trasmissione, salvare vite umane e ridurre al minimo l’impatto sociale ed economico del virus”, ha affermato il capo dell’Oms Tedros Abhanom Ghebreyesus, ma l’emergenza di Covid-19 ha messo in luce anche aspetti negativi come “segni di stigma, disinformazione e politicizzazione della pandemia” ha evidenziato.

L’incubo sembra non avere fine. La minaccia, sei mesi dopo, è più reale che mai e il mondo rischia un secondo lockdown.

“Nei prossimi mesi avremo bisogno di ancora più resilienza, pazienza e generosità” ha sottolineato preoccupato il capo dell’Organizzazione mondiale della sanità, Tedros Abhanom Ghebreyesus.

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