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L’ONU condanna le forze di polizia in Oregon: no a detenzioni arbitrarie e illegali

Per 56 notti Portland è stata avvolta in gas lacrimogeni, la polizia federale lanciava i manifestanti sulle auto e arrestava i pacifici; adesso interviene l'ONU

Anti-racism protests, June 2020. Photo: Wikimedia.Commons

Dopo che il sindaco di Portland, Ted Wheeler, ha affermato che si trattava di un attacco alla democrazia, venerdì l'ufficio per i diritti umani dell’ONU ha condannato le forze di polizia in Oregon: i diritti dei manifestanti e dei giornalisti devono essere protetti. Le forze di sicurezza schierate dovrebbero utilizzare la forza "solo quando necessario, in modo proporzionato e in conformità con gli standard internazionali" ha affermato la portavoce Liz Throssell dell'Ufficio dell'Alto commissario per i diritti umani

I manifestanti e i giornalisti nelle città di Portland, Oregon, devono essere in grado di prendere parte a manifestazioni pacifiche senza rischiare l’arresto arbitrario, la detenzione, l’uso non necessario della forza o altre violazioni dei diritti, ha detto venerdì l’ufficio per i diritti umani delle Nazioni Unite a Ginevra

Trump nella caricatura di Donkey Hotey

La portavoce Liz Throssell dell’Ufficio dell’Alto commissario per i diritti umani ha riferito che alcuni manifestanti pacifici a Portland sono stati arrestati da ufficiali non identificati. Le autorità dovrebbero assicurarsi che le forze di sicurezza schierate “utilizzino la forza solo quando necessario, in modo proporzionato e in conformità con gli standard internazionali”.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva inviato agenti federali a Portland e in altre città (un contingente simile a Seattle), per ridimensionare i disordini a seguito delle proteste sul razzismo, scatenatesi dall’uccisione di George Floyd per mano di un poliziotto bianco, lo scorso 25 maggio. Ma la decisione ha infiammato ulteriormente le proteste contro il governo federale negli ultimi giorni.

Portland, una delle città più bianche d’America è diventata il centro delle proteste di Black Lives Matter. La stragrande maggioranza di manifestanti era bianca. Il razzismo qui è un argomento più complicato.
I manifestanti hanno alzato i pugni in aria e hanno cantato: “Questa non è una rivolta, è una rivoluzione” e la città è rimasta avvolta in gas lacrimogeni per ben 56 notti.
Agenti in borghese mentre pattugliavano le strade di Portland, hanno lanciato manifestanti su veicoli non contrassegnati. Secondo le notizie manifestanti pacifici sono stati arrestati.

 

Il governatore dell’Oregon lo ha definito “un palese abuso di potere” e il sindaco della città, Ted Wheeler, ha affermato che si trattava di “un attacco alla nostra democrazia”; ha quindi denunciato gli agenti federali per una “reazione eccessiva”.
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha detto giovedì che indagherà sull’uso della forza da parte degli agenti federali contro i manifestanti a Portland.

Le Nazioni Unite dunque hanno espresso preoccupazione per il fatto che tali azioni possano dar luogo a detenzioni arbitrarie o illegali e discriminatorie.

“Gli agenti delle forze dell’ordine e le forze federali devono essere chiaramente identificabili in modo da poter essere ritenuti responsabili di eventuali incidenti di abuso” ha affermato la portavoce Liz Throssell.

La Throssell ha dichiarato che il Comitato dei diritti umani delle Nazioni Unite pubblicherà un commento generale, o una guida, il 29 luglio, riguardante questioni che includono sia le proteste fisiche e online, l’ordine pubblico e il lavoro dei media nel diritto all’assemblea pacifica.

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