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USA impongono sanzioni contro 18 banche iraniane, trema l’economia dell’Iran

Con questa mossa l'amministrazione Trump sfida gli alleati europei e minaccia milioni di vite nello Stato islamico, che rischia di cadere nella povertà assoluta

Il Segretario di Stato USA, Mike Pompe, (Flickr / GPA Photo Archive)

Il Segretario al Tesoro Steven Mnuchin: “Il nostro programma di sanzioni continuerà fino a quando Teheran non smetterà di appoggiare attività terroristiche e metterà fine al programma nucleare". Il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif: "Gli iraniani sopravvivranno a questa ultima crudeltà. Ma cospirare per far morire di fame una popolazione è un crimine contro l'umanità... Dovranno affrontare la giustizia"

L’amministrazione Trump ha sfidato gli alleati europei, imponendo sanzioni a ben 18 banche iraniane, le uniche che non erano ancora state prese di mira.

La mossa minaccia di far crollare l’economia iraniana già colpita dalle vendite di petrolio perse e da una vasta gamma di sanzioni statunitensi già imposte al paese dopo che il presidente americano Donald Trump si è ritirato dall’accordo nucleare iraniano nel 2018. Le nuove sanzioni avranno anche conseguenze umanitarie devastanti, in un paese già in bilico a causa della pandemia di Covid-19 e della crisi valutaria già in corso.

Steven Mnuchin, Segretario al Tesoro USA (wikipedia)

Il Segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha affermato che l’azione “riflette il nostro impegno a bloccare l’accesso illecito ai dollari. Il nostro programma di sanzioni continuerà fino a quando Teheran non smetterà di appoggiare attività terroristiche e metterà fine al programma nucleare”.

I governi europei si oppongono alle sanzioni contro il settore finanziario iraniano, poiché le loro banche e attività potrebbero essere danneggiate. Sono infatti a repentaglio anche le imprese straniere che lavorano con i prestatori iraniani.

Le banche iraniane prese di mira saranno tagliate fuori dal sistema finanziario internazionale, e alle entità straniere che facevano affari con loro sono stati concessi 45 giorni per concludere i loro rapporti con gli istituti di credito iraniani prima che le modifiche entrino in vigore.

La decisione dell’amministrazione Trump ridurrà anche i canali utilizzati dall’Iran per importare beni umanitari, e le maggiori preoccupazioni sono rivolte a cibo e medicine, hanno fatto sapere preoccupati funzionari europei. Con l’aumento del numero di sanzioni, le carenze di farmaci e trattamenti salvavita, si intensificheranno più di quanto non lo siano già, alimentando anche le preoccupazioni sulla povertà della popolazione in Iran. Inoltre, è molto probabile che la mossa svaluterà ulteriormente la valuta iraniana, creando una crisi di liquidità.

Il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif ha accusato Washington per cercare di “far saltare in aria i nostri canali rimanenti per pagare cibo e medicine” e incoraggiando il suo popolo ha twittato: “gli iraniani sopravvivranno a questa ultima crudeltà”. “Ma cospirare per far morire di fame una popolazione è un crimine contro l’umanità. Colpevoli e promotori, che bloccano i nostri soldi, dovranno affrontare la giustizia”.

Le sanzioni statunitensi minacciano dunque milioni di vite nello Stato islamico.

Il ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif accusa Washington su Twitter per le sanzioni statunitensi

L’azione si basa su un ordine esecutivo che Trump ha emesso a gennaio che conferisce al Segretario di Stato USA Mike Pompeo e a Mnuchin un’ampia autorità per sanzionare qualsiasi parte dell’economia iraniana.

Il mese scorso, gli Stati Uniti hanno dichiarato il ritorno unilaterale delle sanzioni delle Nazioni Unite contro l’Iran a seguito dell’uscita degli Stati Uniti dall’accordo nucleare del 2015. La mossa è stata respinta non solo dall’Iran, ma anche dalle Nazioni Unite e dagli alleati europei.

Il Segretario di Stato USA, Mike Pompeo, disse che la massima pressione sull’Iran sarebbe continuata fino a quando l’Iran non avesse smesso di diffondere “caos, violenza e spargimento di sangue”.

Il ministro degli Esteri dell’Iran Mohammad Javad Zarif (wikipedia)

Secondo The Washington Post, la mossa rappresenta un’importante spinta pre-elettorale. L’amministrazione Trump è già riuscita a devastare l’economia iraniana, senza però riuscire a moderare il comportamento di Teheran o limitare il suo programma nucleare. Infatti, dalla decisione di Trump di ritirarsi dall’accordo nucleare iraniano nel 2018, Teheran ha superato i limiti imposti ed ha arricchito più uranio di quanto non facesse prima della firma dell’accordo.

Le banche prese di mira dagli Stati Uniti sarebbero Amin Investment Bank, Bank Keshavarzi Iran, Bank Maskan, Bank Refah Kargaran, Bank-e Shahr, Eghtesad Novin Bank, Gharzolhasaneh Resalat Bank, Hekmat Iranian Bank, Iran Zamin Bank, Karafarin Bank, Khavarmianeh Bank, Mehr Iran Credit Union Bank, Pasargad Bank, Saman Bank, Sarmayeh Bank, Tosee Taavon Bank, Tourism Bank e Islamic Regional Cooperation Bank.

“L’azione di oggi prende di mira il regime iraniano e non è diretta al popolo iraniano”, ha detto il dipartimento del Tesoro, e ha affermato che le nuove misure punitive avrebbero ancora “consentito transazioni umanitarie a sostegno del popolo iraniano”.

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