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Guterres al One Planet Summit: “Abbiamo avvelenato aria, terra e acqua”

Nel 2021 ricostruire meglio dopo Covid-19. Al vertice sulla biodiversità anche Conte. Un'economia verde creerebbe 191 milioni di posti di lavoro entro il 2030

Organizzato dalla Francia in collaborazione con le Nazioni Unite e la Banca Mondiale, l’11 gennaio si è tenuto a Parigi il vertice “One Planet Summit” (OPS) dedicato alla biodiversità, con l’obiettivo dichiarato di rilanciare la diplomazia “verde”.

I leader mondiali, tra cui anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, sono intervenuti in videoconferenza. Hanno presentato le loro iniziative e si sono impegnati per azioni concrete sui 4 temi dell’agenda: la protezione degli ecosistemi terrestri e marini, la promozione dell’agro-ecologia, la mobilitazione dei finanziamenti, il legame fra deforestazione, la protezione delle specie e salute umana.

All’apertura del vertice, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato che proteggere e ripristinare la biodiversità è “nel nostro interesse”.

La pandemia di Covid-19 ha dimostrato le conseguenze degli squilibri dell’ambiente ed il Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres, ha illustrato le conseguenze dell’abuso della Terra: “Abbiamo avvelenato l’aria, la terra e l’acqua e abbiamo riempito gli oceani di plastica. Ora, la natura sta contrattaccando: le temperature stanno raggiungendo livelli record, la biodiversità sta collassando, i deserti si stanno diffondendo, e gli incendi, le inondazioni e gli uragani sono più frequenti… Mentre ricostruiamo, non possiamo tornare alla vecchia normalità… La ripresa dalla pandemia è la nostra occasione per cambiare rotta. Con politiche intelligenti e investimenti giusti, possiamo tracciare un percorso che porta salute a tutti, rilancia le economie e costruisce resilienza e salva la biodiversità”.

Le innovazioni e le soluzioni basate sulla natura sono particolarmente promettenti, ed in particolare, secondo il World Economic Forum, potrebbero creare 191 milioni di posti di lavoro entro il 2030.

La videoconferenza del One Planet Summit 2021 (YouTube)

Il “Great Green Wall” per il Sahel e il Sahara, un’iniziativa lanciata negli anni ’80 per combattere la desertificazione nella vasta regione attraverso la diffusione delle pratiche agroecologiche e rinverdire la zona, ha ricevuto un impegno di oltre 14,2 miliardi di dollari in nuovi finanziamenti nei prossimi 10 anni.

Il presidente della Mauritania, Mohamed Cheikh El-Ghazouani, nonché presidente della Conference of Heads of State and Government of the Pan African Agency for the Green Great Wall, ha accolto con favore l’annuncio.

Fin dal suo inizio nel 2007, il programma “Great Green Wall” ha piantato miliardi di alberi e sostenuto decine di migliaia di famiglie locali. Il suo percorso serpeggia lungo il margine meridionale del deserto del Sahara in Africa, dalla costa atlantica al Mar Rosso.

“La pandemia ci ricorda che distruggere l’habitat naturale, di fauna e flora ha delle implicazioni sulla salute umana” ha detto il premier Giuseppe Conte nel suo intervento, assicurando che “la tutela dell’ambiente sarà un pilastro della presidenza italiana del G20”.

Il 2021 “sarà un anno cruciale per il pianeta” con diversi appuntamenti, tra cui il congresso mondiale dell’Unione internazionale per la conservazione della natura e la conferenza sul clima Cop26, promossa in partnership da Regno Unito e Italia. Infine, il premier Conte ha assicurato che il Bel Paese punterà a “perseguire la sfida della neutralità climatica”.

Per il Segretario Generale dell’ONU, Antonio Guterres, “è giunto il momento di… allineare i flussi finanziari pubblici e privati con gli impegni dell’accordo di Parigi e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) e integrare l’obiettivo della neutralità del carbonio in tutte le decisioni economiche e fiscali”.

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