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Marilyn, i Kennedy e quel boss che li voleva morti

di Valentina Succi - DR donnareporter
Marilyn Monroe con John e Robert Kennedy a New York il 29 maggio 1962

Marilyn Monroe con John e Robert Kennedy a New York il 29 maggio 1962

Intervista con Stefano Vaccara, autore del libro Carlos Marcello. Il boss che odiava i Kennedy (Editori Riuniti, 2013)

I Kennedy, la mafia italoamericana, le donne. Un mix esplosivo che non smette mai di affascinare, sebbene si siano utilizzati fiumi di inchiostro per analizzare fenomeni e personaggi. Un contributo interessante arriva dal giornalista Stefano Vaccara, che vive e lavora a New York: il suo libro si intitola Carlos Marcello. Il boss che odiava i Kennedy ed è pubblicato in Italia da Editori Riuniti. Il libro è uscito anche in una versione per gli Stati Uniti. C’è un capitolo dedicato ai controversi rapporti fra i fratelli Kennedy e le donne famose che ruotavano attorno ai palazzi del potere. Vaccara ha risposto ad alcune domande.

I Kennedy sono stati ricattati dalle donne che frequentavano? E in che modo? 

La mafia accumulava informazioni su scandali potenzialmente esplosivi e all’occorrenza inviava lei stessa le sue “esche”, ma non ci sono prove che i Kennedy furono ricattati durante la presidenza di JFK. Le frequenti “scappatelle” extraconiugali sia di John che del fratello Robert, allora ministro della Giustizia, nella Washington del tempo non facevano notizia. Nel senso che i giornalisti americani si giravano dall’altra parte riguardo alle storie di letto dei potenti. Ma una cosa sono le avventure di sesso, e un’altra quando le si accompagnano con la droga e addirittura gli omicidi.

Come si possono spiegare o interpretare questi binomi cosi ricorrenti: potere-donne; donne – politica; malavita –donne? 

Gli uomini più scalano il potere e più si cacciano nei guai per le donne. Non i veri mafiosi però, che conoscono bene e sfruttano a loro vantaggio queste debolezze dei politici mentre cercano di entrarci in affari per poi ricattarli. La mafia getta attorno agli uomini di potere con cui deve interagire e scambiare favori (certo i politici, ma anche magistrati, poliziotti, banchieri etc.) quella rete di “tentazioni” per poi sfruttarla a suo vantaggio. 

Come inquadra la morte di Marilyn Monroe e il rapporto che aveva con i fratelli Kennedy? 

Il sospetto è che Marilyn sia stata uccisa da sicari mafiosi, proprio la sera che Bobby era stato visto entrare nella sua abitazione. Uccidere Marilyn, simulandone il suicidio, e allo stesso tempo avendo le prove che il ministro della Giustizia era con lei quella stessa sera è un’arma di ricatto che poteva arrestare ogni tentativo di reazione di RFK al momento opportuno. Un’altra teoria è che sia stata la Casa Bianca a sbarazzarsi di Marilyn che minacciava di rivelare le relazioni con i fratelli Kennedy, situazione che avrebbe compromesso le chance di rielezione di JFK.

La Monroe fu l’unica fiamma dei Kennedy? 

Nei mille giorni da presidente, JFK ebbe probabilmente incontri sessuali con altrettante donne, per lo più sconosciute, anche prostitute, che venivano portate alla Casa Bianca per soddisfare l’insaziabile appetito sessuale del presidente. La più famosa fu proprio Marilyn. Per Bobby l’amante più famosa non fu la Monroe ma… Jacky Kennedy! 

Jacqueline Kennedy è dunque una figura controversa? 

Jacqueline Kennedy sapeva benissimo delle infedeltà del marito presidente. Ma allora le donne accettavano queste trasgressioni dei mariti potenti a patto che fossero tenute discrete. Si narra persino che Jacqueline avrebbe avuto un incontro con Marilyn Monroe circa un mese prima della morte dell’attrice, in cui la implorò di non rivelare la sua relazione con il marito alla stampa per non sconvolgere la vita dei suoi figli…. Jacqueline, dopo la morte del marito-presidente, finì per farsi “proteggere” da Bobby Kennedy con cui nacque una vera e propria passione d’amore rimasta a lungo sconosciuta al pubblico; per la “protezione” finanziaria, invece, Jackie scelse l’armatore Aristotele Onassis.

Pubblicato su DR http://www.dierremag.com/donnareporter/2013/04/27/2760/

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