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Pappi Corsicato e la precarietà intellettuale

Pappi Corsicato al Lincoln Center. Foto: courtesy @Pietro Coccia

Pappi Corsicato al Lincoln Center. Foto: courtesy @Pietro Coccia

Il regista e coreografo napoletano presenta il suo ultimo lavoro, Il Volto di un'Altra, nel corso della rassegna Open Roads. Lo abbiamo intervistato per farci spiegare la società amorale e surreale del suo film

Una satira pungente e surreale ritrae una società dell’apparire in cui il denaro è l’unica morale. Bella, un famoso personaggio televisivo interpretato da Laura Chiatti, conduce una popolare trasmissione sulla chirurgia plastica in cui gli ospiti si sottopongono a interventi eseguiti dal marito di Bella, un medico pieno di debiti interpretato da Alessandro Preziosi. Licenziata dalla produzione con la scusa che il pubblico sarebbe stanco della sua faccia, quando la donna resta vittima di un grave incidente automobilistico, decide di sottoporsi lei stessa a un intervento in diretta TV per incassare i soldi dell’assicurazione. Le conseguenze dell’operazione però andranno ben oltre le previsioni della coppia.

Il Volto di un’altra, il nuovo film di Pappi Corsicato, viene presentato al Lincoln Center, in occasione del festival Open Roads. La Voce di New York ha incontrato il regista e coreografo napoletano per parlare del suo film e di una società contemporanea dominata dalla precarietà intellettuale.

Che è effetto ti fa presentare il tuo film a New York, città dove hai a lungo vissuto?

Manco da un po’ da New York, ma è sempre bello tornarci. Poi a ,e presentare i film diverte molto, soprattutto all’estero. Mi fa piacere vedere la reazione del pubblico e, certo, c’è sempre un po’ di imbarazzo e paura, in particolare con il pubblico straniero. Ma è comunque molto divertente.

Perché un film sulla chirurgia estetica?

In realtà il soggetto è del 2000. Da allora l’ho poi ripreso più volte, l’argomento mi divertiva ma non avevo avuto l’opportunità di portarlo a termine finora. Ovviamente si tratta di una metafora che, a partire da temi che sono piuttosto dei cliché come l’idea dell’apparire o l’ossessione di partecipare a eventi mediatici, offre spunti divertenti. La cosa più importante del film però è che in questa storia vale tutto e il contrario di tutto. I personaggi sono pronti a cambiare idea su tutto, da un punto di vista estetico, come anche da un punto di vista politico. Al giorno d’oggi cambiamo idea molto velocemente: siamo immersi in una precarietà non soltanto economica, ma anche intellettuale e culturale, non abbiamo riferimenti precisi. Ed è forse anche colpa della globalizzazione. È vero che il livello culturale oggi è più alto che in passato, ma c’è anche tanta omologazione e le idee sono meno elaborate, più semplici e quindi anche più facilmente interscambiabili.

Quella ritratta nel suo film sembra essere una società in cui è più importante apparire che essere.

Sì, ma io scelto i parlarne in modo molto ironico perché trattare questo argomento in modo serio è ormai retorico. Ho voluto dare un’immagine parodistica degli status sociali di oggi. Per esempio i personaggi prendono delle purghe ogni giorno per mantenersi belli e giovani, ma ovviamente poi il fisico si ribella.

C’è qualche riferimento all’attualità politica?

Beh, nel 2000, quando mettemmo a punto questo soggetto, provai a proporlo, ma avevo delle difficoltà a farlo accettare. Oggi forse siamo pronti a parlare di queste cose con più leggerezza. Comunque il film è più semplice di quello che vuole sembrare.

 

Il Volto di un’altra sarà proiettato al Walter Reade Theatre sabato sera alle 8.45 e domenica pomeriggio all’1.15. Pappi Corsicato e lo sceneggiatore Daniele Orlando saranno presenti a entrambe le proiezioni e a fine spettacolo risponderanno alle domande del pubblico.

 

 

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