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Mio marito ha scritto un giallo

Si intitola Destini di Sangue, segue le indagini dell'ispettore Sangermano alla caccia di serial killer, nella sua amata Roma. Il suo migliore amico è un parroco... L'ho intervistato, per capire meglio come ha tirato fuori la storia e i personaggi e magari scovare gli accostamenti autobiografici

Sono stata giornalista per Il Messaggero e poi per l’Agenzia Giornalistica Italia, l’AGI.

Era un lavoro che mi piaceva molto ed è durato a lungo. Nello stesso tempo mio marito Marco Di Tillo, oggi collaboratore dall’Italia per La Voce di New York, scriveva testi per la Rai, come autore televisivo e radiofonico. Ma nel 2001 la nostra vita è cambiata. Abbiamo deciso di aprire un albergo insieme, l’Hotel Modigliani, nel centro di Roma, in una struttura di famiglia che stava cadendo a pezzi e aveva urgente bisogno di una ristrutturazione.

Così abbiamo iniziato la nuova avventura, tuttora appassionante. Ma due anni fa Marco ha manifestato il desiderio di rimettersi a scrivere e l’ha fatto. Scriveva al mattino e veniva in albergo al pomeriggio, così ci davamo il cambio nell’attività.

I suoi sforzi sono stati premiati dagli editori. Negli Stati Uniti, infatti, è uscito quest’anno il thriller storico The Other Eisenhower, di cui La Voce ha già parlato in passato.

In Italia invece è uscito il giallo Destini di sangue (Un’indagine dell’ispettore Sangermano), per le  edizioni Arkadia.

In quest’ultimo lavoro Marco ha messo un po’ di tutto: la letteratura gialla che, come lettore, ama follemente e poi Roma, la nostra città, oltre naturalmente ad alcune suoi accostamenti autobiografici in qualcuno dei personaggi presenti.

Ho intervistato mio marito al riguardo (nella foto sotto, lui è con me in un viaggio a Ginevra), tornando a fare, almeno per un momento e con grande piacere, il mio vecchio mestiere di giornalista.

Perché questo libro ?

Negli ultimi anni ho letto molti gialli, specialmente quelli di autori scandinavi come ad esempio gli svedesi Henning Mankell e Liza Marklund oppure l’islandese Arnaldur Indridason. Ma di italiani che mi sono piaciuti ce ne sono stati davvero pochi. Così ho cercato di scrivere un giallo io, cercando di ricreare le stesse atmosfere e situazioni che amo come lettore.

Spiegati meglio, per favore.

Non mi interessano le storie tutte azione, sparatorie e inseguimenti. Preferisco quelle in cui si è più concentrati sulla vita privata dei vari personaggi, sui loro pensieri, sui loro dialoghi. Poi mi piace la vita di provincia, di periferia. Se posso fare un paragone, diciamo che preferisco il genere alla Maigret di Simenon rispetto ad esempio ai vari Jack Higgins e John Katzenbach.

Chi è il protagonista della storia?

L’ispettore Marcello Sangermano lavora per l’Uocs, la squadra italiana che insegue i serial killer, di stanza a Roma. Uocs è un nome inventato da me. La squadra vera si chiama in realtà Uacv (Unita analisi crimine violento). Per lavoro quindi l’ispettore insegue spietati assassini ma nella vita privata è un laico consacrato.

Che cosa significa esattamente?

Ci sono molti laici che decidono di dedicare la propria vita, per quanto possibile, lavoro e famiglia permettendo, al prossimo e alla preghiera. Appartengono a ordini secolari di vario tipo. Il nostro Sangermano vive in un piccolo appartamento all’interno di una parrocchia, il suo migliore amico è il parroco don Pietro e insieme i due si occupano del Centro d’ascolto familiare e del reinserimento di alcuni ragazzi ex tossicodipendenti.

Un ispettore di polizia che aiuta i ragazzi ex tossicodipendenti insieme ad un prete?

Diciamo che nel nostro paese ci sono due categorie molto bistrattate, specie da un certo tipo di stampa. Una è quella dei sacerdoti e l’altra quella dei poliziotti, entrambi vessati spesso per differenti motivi. Io ho conosciuto bellissimi personaggi, preti da battaglia, forti, tenaci e poliziotti innamorati del proprio mestiere, puliti, coraggiosi. Ho voluto renderli protagonisti del mio libro.

Ci sono molti serial killer in Italia?

Dai dati del Ministero degli interni viene fuori che ce ne sono in circolazione ancora trenta. Siamo il quinto paese al mondo dopo gli Stati Uniti, l’Inghilterra, la Germania e la Francia. Il numero dei serial killer del passato nel nostro paese si è concentrato di più nel centro-nord.

Parlaci del serial killer protagonista di questa prima storia.

Posso dirvi che uccide soltanto persone molto anziane e che poi gli taglia la testa e la fa sparire.

Piuttosto macabro, mi sembra.

Conosci qualche serial killer che fa delle cose gentili?

Chi sono gli altri protagonisti?

I membri dell’Uocs, naturalmente. Prima fra tutti la bella Silvia Fedele, viceispettrice laureata in psicologia e perdutamente innamorata dell’ispettore Sangermano.

Ma Sangermano non è un laico consacrato?

Appunto, questo è il problema della ragazza, innamorata di un laico consacrato. Tra l’altro lui continua a dire che, per Fede, non può uccidere e tutti i suoi colleghi si domandano che cosa farebbe in caso di necessità. Ad esempio sparerebbe ad un killer per salvarli?

Lo farebbe? Ucciderebbe qualcuno per salvare un collega?

Lui risponde sempre che è campione di tiro con la pistola e che può centrare una mano armata anche a notevole distanza.

La storia si svolge a Roma, no?

E’ la mia città. Ci vivo da sempre. Amo il centro storico, gli antichi negozi. Anche se qui ho voluto privilegiare una Roma diversa, invernale, piovosa. Sembra un po’ una Blade Runner romana, popolata di strani personaggi e di sperduti alberghetti di periferia.

Ci sarà un seguito a Destini di Sangue?

Si. Il mio editore Riccardo Mostallino di Arkadia vuole creare una serie e mi ha chiesto di scrivere già il secondo episodio che uscirà il prossimo anno.

Insomma vuoi proprio mandare in pensione il famoso commissario Montalbano e sostituirlo con il tuo Sangermano?

Be’, diciamo che io ci provo a far diventare popolare questo nuovo personaggio, ce la metto tutta e mi sembra che, almeno a giudicare dalle prime impressioni, anche i lettori abbiano dato segnali molto positivi.

Dove è possibile trovare il tuo libro?

Dovunque. Nelle librerie italiane, ma anche su tutti i più conosciuti negozi di vendita online, come ad esempio Amazon, si può trovare anche in formato e-book.

Ma torni a casa a pranzo?

Finisco di scrivere un altro capitolo del prossimo libro e arrivo. Intanto metti l’acqua sul fuoco. Spaghetti aglio, olio e peperoncino?

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