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Learn Italy: la scuola che è più di una scuola

Massimo Veccia, fondatore della rete Learn Italy

Massimo Veccia, fondatore della rete Learn Italy

Nel 2010 c'era solo un'aula a Midtown, oggi c'è un'intera rete. L'idea: insegnare non solo la lingua,  ma la cultura italiana. Massimo Veccia, fondatore del network, racconta la sua impresa a La VOCE di New York

C'è chi vuole andare alla ricerca delle proprie radici, chi vuole finalmente imparare a parlare con la nonna, chi invece si prepara al viaggio di una vita. Chi vuole darsi un tocco di charme o chi vuole vantarsi ordinando la cena italiana con accento perfetto. C'è sempre un buon motivo per imparare l'Italiano. E insieme alla lingua imparare a conoscere l'Italia, la sua cultura, il suo stile di vita. Perché Italia, almeno da questa parte dell'oceano, è sinonimo di buon vivere, ma qualche volta vuol dire anche business.

Questo è lo spirito con cui nasce Learn Italy, una scuola che vuole essere più di una scuola. A fondarla è stato Massimo Veccia, imprenditore italiano che, lasciatasi alle spalle la carriera di musicista, negli anni '90 ha deciso di prendere in mano l'attività di famiglia e dedicarsi all'insegnamento. Da decenni i genitori gestivano degli istituti paritari a Frosinone, ma Massimo, con la passione per i viaggi e la conoscenza di tre lingue straniere, aveva altri progetti: voleva insegnare l'Italiano agli americani. Soprattutto a quegli americani che in Italia hanno le proprie radici, ma che di italiano non hanno ormai più nulla, se non quell'attrazione e quel desiderio sempre nel cuore.

“Anni fa – racconta Massimo Veccia a La VOCE di New York – andai a fare un viaggio in Canada e incontrai la comunità italiana di Toronto. In quell'occasione, da più persone sentii dire la stessa cosa: qui vengono spesso politici e autorità italiane, fanno grandi progetti e promesse di scambi con l'Italia ma poi ripartono e non se ne sente più parlare. Così mi venne l'idea di dare continuità a dei programmi di scambio culturale, di portare avanti un progetto di lungo periodo per l'insegnamento dell'italiano. L'idea iniziale era di portare gli americani in Italia e offrire un'esperienza di apprendimento della lingua italiana sul campo”.

Ma poi avvenne l'inaspettato: mentre si trovava a New York per mettere a punto la macchina organizzativa, una scuola di inglese con cui stava collaborando gli offrì la possibilità di prendere in affitto un'aula di quella scuola per avviare dei corsi di Italiano. È nata così la prima sede Learn Italy, nonché la prima scuola aperta da Massimo Veccia in territorio straniero.

Fondata nel 2010, oggi Learn Italy è passata da una sola aula a due scuole a New York, una a Midtown (nella foto qui a destra) e una nell'Upper West Side, ed è il cuore di una rete in espansione. A fare parte del network sono diverse realtà sul territorio italiano e americano. La filosofia è sempre quella di insegnare l'Italiano come cultura e non semplicemente come lingua e di dare agli studenti la possibilità di entrare in contatto con l'Italia autentica, sia in America che nel nostro paese. A scuola, oltre alle attività di aula, gli studenti hanno a disposizione un ricco programma di attività che prevede incontri con personaggi della cultura e dell'arte, happy hour con prodotti enogastronomici rigorosamente italiani (nella foto sotto, un momento dell'happy hour con la birra Moretti, organizzato lo scorso giugno), momenti di conversazione.

Oltre alle sedi newyorchesi, negli USA ci sono una scuola a Miami e una nel New Jersey, mentre un'altra sta per nascere a Brooklyn e altre richieste sono arrivate da California e Texas. Alcune sono delle scuole preesistenti che si sono unite alla rete Learn Italy per ampliare i propri servizi: “In alcuni casi facciamo solo formazione alle persone che andranno ad insegnare in queste scuole — riprende Massimo Veccia — in altri casi le scuole diventano parte della nostra realtà e in questo modo aumentano la propria visibilità e migliorano offerta didattica e servizi. Per esempio, le scuole possono offrire ai propri studenti la possibilità di fare viaggi studio in Italia appoggiandosi ad altre realtà della nostra rete su territorio italiano. E non c'è solo l'insegnamento della lingua, ma cerchiamo di offrire agli studenti una versa esperienza dell'Italia”.

Gli studenti americani che vogliono trascorrere un periodo nel nostro paese hanno a disposizione una grande varietà di programmi tra cui scegliere: la scuola di Torino ha messo a punto un programma food and wine che porta gli studenti a degustare vino nella regione del Barolo; a Verona si studia italiano sui testi dell'opera lirica mentre la sera si può assistere agli spettacoli dell'Arena o anche scegliere il programma di cucina in cui si parla italiano mentre si preparano piatti della tradizione gastronomica locale; ancora cibo e vino ad Arezzo dove i programmi di lingua si combinano con corsi di cucina e degustazioni di vini e oli; lingua e natura, invece, in Maremma dove le lezioni si tengono in un casale immerso nel paesaggio toscano; nel Salento l'Italiano si studia in una masseria dove si organizzano anche corsi di panificazione, lezioni di yoga e classi di pittura. Altre sedi, pur non offrendo corsi così specifici, cercano sempre di integrare l'offerta didattica con la conoscenza del territorio e della cultura italiana, così, nella sede centrale di Roma, i programmi coniugano l'insegnamento della lingua con l'esplorazione della città e visite ai musei; a Firenze, dove gli studenti sono ospitati nell'antico palazzo Spinelli, l'Italiano va di pari passo con l'arte, la storia e la cultura; e lo stesso avviene nella sede di Pistoia-Prato. Learn Italy ha infine anche una sede a Londra.

Più che scuole, queste sono “agenzie culturali”, come le definisce Massimo Veccia che, con il suo caratteristico ottimismo, ci spiega che quella che vuole esportare è un'Italia moderna: “Non ci limitiamo a insegnare la lingua italiana, ma vogliamo contribuire a creare una visione dell'italia. Una visione contemporanea di un'Italia attuale e globale. Un'Italia più Jovanotti e Fabio Volo e un po' meno Modugno. Vogliamo portare la lingua e la cultura italiane in più aree possibile, ma allo stesso tempo vogliamo che questo sia un business redditizio. Con le nostre scuole diamo una reale opportunità a degli imprenditori e offriamo anche un'occasione a tanti giovani che vanno all'estero in cerca di lavoro. Il nostro staff, infatti, è italiano al cento per cento”.

Ed è proprio questo uno dei tratti che rende unica questa scuola, perché, sorprendentemente, a New York, non ci sono altre scuole private di lingua totalmente gestite da italiani. Inoltre i centri Learn Italy, grazie a un accordo con l'Università degli Stranieri di Siena, sono gli unici nella Tristate area autorizzati a fare corsi e rilasciare certificati Ditals, per l'insegnamento della lingua italiana agli stranieri.

Tra metodi di insegnamento innovativi, attività culturali, partnership dell'eccellenza, i centri Learn Italy sono quello che mancava per riportare l'Italiano sull'altra sponda dell'Atlantico. E con un 30 per cento di studenti di origine italiana, possiamo sperare che John impari finalmente a capire che cosa dice grandma Pina.

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