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La voce del Super Bowl. Renée Fleming

La soprano che ha cantato l'inno americano per l'apertura dei giochi, lo scorso 2 febbraio, dice a La VOCE: "È stato elettrizzante quando mi hanno chiesto di esibirmi"

In America il Super Bowl è l'evento sportivo più importante dell'anno, in grado di paralizzare tutta la nazione davanti al teleschermo per un giorno intero, ed è quasi considerato come un giorno di festa nazionale. È l’equivalente della finale di Champions League in Italia. E ha tutta una sua ritualità: prima dell'inizio del match, tradizione vuole che venga suonato e cantato (anche in linguaggio dei segni), prima America The Beautiful e poi l’inno nazionale americano, The Star-Spangled Banner (La bandiera adorna di stelle). Quest’anno la cantante che si è esibita per celebrare il SuperBowl, tenutosi domenica 2 febbraio, è la divina soprano Renée Fleming.

La cantante lirica, avvezza anche alla musica leggera, ottenne il suo primo grande successo nei panni de La Contessa d'Almaviva nelle Nozze di Figaro alla Houston Grand Opera, e in seguito ha conquistato il pubblico dei palcoscenici più prestigiosi al mondo, tra cui la Metropolitan Opera House di New York, la Royal Opera House di Londra e l’Opéra National di Parigi.

Adorata dal pubblico e dai grandi compositori – quali André Previn, con il quale ha eseguito l’adattamento operistico di Un Tram Chiamato Desiderio – Renée Fleming è stata ribattezzata come la “più grande soprano americana” e la “diva del popolo” (the people’s diva). Difatti ha dato lustro al suo paese con ben 4 Grammy Awards (uno dei premi più importanti degli Stati Uniti nel settore dell’industria musicale), e si è esibita in occasione dell’assegnazione del Premio Nobel per la Pace nel 2006, delle Olimpiadi di Pechino nel 2008, a Buckingham Palace per il Giubileo di Diamante di Elisabetta II nel 2012, e nello stesso anno il presidente americano, Barack Obama, le ha assegnato la medaglia al Merito per le Arti.

Renée Fleming, oltre ad essere dotata di una voce celestiale, ha anche uno spiccato senso dell’umorismo, come ha dimostrato durante una sua partecipazione al Late Show di David Letterman e al The Tonight Show With Jay Leno, dove ha cantato, sulle musiche di alcune arie d’opera famose, dei testi che dileggiavano i tempi odierni.

Attualmente la soprano sta furoreggiando al Metropolitan di New York con l’opera Rusalka, dove interpreta l’omonima protagonista, che è uno spirito dell'acqua, dei laghi e dei fiumi, legata alla mitologia slava. Proprio dopo lo spettacolo, l'artista ci ha rilasciato questa breve intervista in esclusiva per La VOCE di New York:

Quali sono le sue impressioni su questo recente SuperBowl e come è stato essere la prima cantante d’opera a cantare l’inno nazionale d’apertura?

È stato tutto molto emozionante, è stata un’esperienza meravigliosa ed è stato elettrizzante quando mi è stato chiesto di cantare.

Adesso è alla Metropolitan Opera con Rusalka, come è legata a quest’opera?

Rusalka è tra i miei ruoli preferiti. Me la sono portata con me per molto tempo e direi che è uno di quei ruoli perfettamente calzanti. La Canzone Alla Luna è molto importante per me, quest’aria è stata determinante soprattuto all’inizio della mia carriera.

Tra tutte le occasioni prestigiose durante le quali si è esibita, qual è stata la più significativa?

Non ne ho una preferita, ho talmente tanti ricordi meravigliosi. Sono stata molto fortunata.

Qual è il suo rapporto con l’Italia?

Non ci sono stata così spesso, ma naturalmente la amo, come tutti d’altronde. Tutti gli americani amano l’Italia, la cucina, viaggiare per il paese… Ricordo una vacanza lì qualche anno fa che fu paradisiaca.

 

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