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Mutu: due fratelli, due coscienze e un solo Dio

Prima volta a New York per Mutu, la storia di Aldo Rapè su due fratelli siciliani che si ritrovano dopo anni di silenzio e mettono a confronto le loro vite, tra scelte giuste e scelte sbagliate, tra puzzi e profumi della vita; in cartellone per il festival In Scena! martedì 17 e domenica 22 giugno

 

Vocazioni, scelte e voci dalla coscienza. Il teatro sociale nella rassegna In Scena! riveste un ruolo di primo piano nella programmazione del festival, che martedì 17 apre il sipario su Mutu, la storia di due fratelli siciliani, Saro e Salvuccio, che dopo anni di silenzio si ritrovano e mettono a confronto le loro esistenze: una vocata al bene, l’altra fatta di malavita e scelte sbagliate. Prete l’uno e mafioso l’altro, i due fratelli tornano a parlarsi dopo 10 anni. Da quando si sono lasciati le loro vite sono profondamente cambiate e oggi sono due uomini sotto lo sguardo dello stesso Dio.

Lo spettacolo teatrale racconta il mondo dei drammi interiori e familiari, temi cari e masticati da Aldo Rapè, che di Mutu ha scritto il copione, collaborando alla regia di Aldo Versari, insieme a Marco Carlino. Il rumore di fondo è la mafia, elemento che ha segnato profondamente le loro vite, ma che si rivelerà un passaggio chiave nella loro riconciliazione finale.

Mutu è presentato da Prima Quinta, una compagnia nata nel 2005 che si occupa sia di teatro che di cinema; le tematiche sociali sono al centro delle sue scene, costruite sempre attraverso lo studio costante sulla parola come drammaturgia contemporanea e sul linguaggio del corpo dell’attore che alla parola dà vita. Oltre a cortometraggi e fiction pluripremiati in campo nazionale e internazionale, il percorso di sperimentazione e ricerca della compagnia è continuato anche in teatro, con Ammucciuni, Io sono morto ieri, A un passo dal cielo (W la mafia), anch’essi spettacoli che hanno ricevuto numerosi riconoscimenti, ma con Mutu la compagnia si è portata a casa il premio come Migliore Spettacolo Straniero al Festival Avignon Off 2012.

Ora lo spettacolo è pronto per approdare a New York con estrema soddisfazione di tutto l’entourage. A raccontarlo a La VOCE e Aldo Rapè.

 

Il preteChi sono Saro e Salvuccio?

Saro e Salvuccio sono due fratelli siciliani dei nostri giorni. Fratelli che si sono persi per tanto tempo che poi dopo dieci anni si incontrano nuovamente. La vita ha deciso per loro il momento del riavvicinamento.

Quali sono le contraddizioni sociali, spirituali e culturali che portano in scena?

I due fratelli portano in scena le contraddizioni di una terra, la Sicilia, tanto bella quanto maledetta. Portano in scena le contraddizioni dell'uomo, la vita e la morte, le scelte giuste e quelle sbagliate, il male ed il bene, il bianco ed il nero. Portano in scena il puzzo ed i profumi della nostra vita.

Quanto la mafia ha condizionato le loro esistenze e i loro modi di vedere la vita?

La mafia ed il compromesso mafioso hanno per sempre segnato le loro vite. Ma c'è un modo per uscirne: aiutandosi l'uno con l'altro.

Qual è la percezione di queste tematiche fuori dall’Italia?

C'è una percezione superficiale delle vicende e delle tematiche trattate, ma poi quando gli spettatori hanno la possibilità di condividere il nostro lavoro, danno una rilettura diversa, con più metri di valutazione. Dietro ogni dramma e ogni scelta di vita c'è sempre qualcosa di più profondo, di silenzioso. C'è la storia di ogni uomo.

Cosa ha significato per tutta la compagnia vincere il premio Migliore Spettacolo Straniero, al Festival di Avignone nel 2012?

Un momento importante per il nostro lavoro. Quando ti confronti con 1.300 compagnie provenienti da tutto il mondo, tutti lavori eccellenti, e vieni scelto…be’, è sempre qualcosa di bello e significativo. Il premio è un riconoscimento per un'isola intera: sono state la nostra cultura ed il nostro paese a essere scelte e premiate. Per noi, rappresenta uno stimolo per fare sempre meglio e per poter essere all’altezza di confronti anche sul piano internazionale.

Poi l’esordio a New York: è la prima volta? Quale sarà la reazione del pubblico newyorchese e quanto effettiva la familiarità con le tematiche che Mutu porta in scena?

New York è la capitale del mondo. È la prima volta che tocchiamo il suolo americano e non possiamo essere che contenti. Quella che portiamo in scena è una grande storia d'amore tra due fratelli siciliani, una storia che parla di scelte, si solitudine, di partenze e ritorni, di sofferenza e dolore, ma anche gioia. Tematiche sempre attuali in ogni paese del mondo.

 


 

Mutu

Di Aldo Rapè

Regia Lauro Versari, con Aldo Rapè, Marco Carlino

Presentato da Prima Quinta

Martedì 17 giugno 2014, 8.00 pm, Casa Italiana Zerilli-Marimò, 24 W 12th Street (Manhattan).

Domenica 22 giugno, 7.30 pm, Bernie Wohl Center del Goddard Riverside, 647 Columbus Avenue (Manhattan).

 

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