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Il Columbus Day non deve morire. Il parere della Console Generale Natalia Quintavalle

Si festeggia il Columbus Day in America e la città di New York è pronta ad accoglierlo con una festosa parata lungo la Fifth Avenue. Abbiamo chiesto il punto di vista della Console Generale a New York, Natalia Quintavalle, che ci riporta alle motivazioni per le quali questo giorno è ancora importante per l'immagine dell'Italia all'estero

Al via le celebrazioni per il Columbus Day 2014. Tra consensi e polemiche, anche quest’anno si rinnova la tradizione newyorchese della parata lungo la  Fifth Avenue. Vi prenderà parte anche la Console Generale Natalia Quintavalle, che ha voluto ricordare il significato di questa festa e ne ha ribadito l’importanza per l’Italia. Non mancando di precisare che si colloca nel contesto dell’Italian Heritage e Culture Month, cui è dedicato tutto il mese di Ottobre, per la Console Generale a New York il Columbus Day resta un appuntamento da non perdere.

Perché è importante per un Paese come l’Italia una celebrazione quale il Columbus Day in America?

La celebrazione del Columbus Day in America, con la parata sulla Fifth Avenue, rimane importante per l’Italia perché è la manifestazione più visibile e di maggiore partecipazione fra quelle che celebrano l’Italian Heritage and Culture, cui è dedicato l’intero mese di Ottobre. In questa occasione, si ricorda il contributo dato dagli italiani alla costruzione e allo sviluppo della città di New York e a far diventare gli Stati Uniti la nazione leader che è oggi. lo scopo non è però solo celebrativo, è anche quello di rafforzarei i legami fra gli Stati Uniti e l’Italia e fra l’America di oggi, con la sua ricchezza multiculturale, e l’Europa, da cui sono arrivati milioni di persone e da cui continuano ad arrivare giovani talenti. E’ anche un’occasione per raccogliere fondi, per offrire borse di studio a studenti che non hanno i mezzi per affrontare i costi di un’educazione di eccellenza in questo Paese ed è quindi uno sforzo a favore della cultura.

Lei, da Console generale, ha già partecipato a diverse edizioni di questa festa. Qual è stato il suo primo Columbus Day?

Il mio primo Columbus Day è stato nel 2004 da spettatrice, quando prestavo servizio presso la rappresentanza permanente presso le Nazioni Unite, ma il primo dall’interno è stato nel 2011. E’ stata un’occasione speciale perchè ero appena arrivata a New York come Console Generale e avevo appena partecipato alle commemorazioni per il decennale dell’attacco alle torri gemelle in cui sono morti molti italoamericani, soprattutto nelle fila dei soccorritori ed in particolare dei pompieri.

In passato il Columbus Day era caratterizzato dal coinvolgimento, anche con supporto finanziario notevole, delle regioni, province e comuni italiani. La crisi economica in Italia ha influito nella partecipazione?

E’ vero che in passato partecipavano alla parata molti rappresentanti di Comuni e Regioni dall’Italia ed è altresì vero che la riduzione delle risorse disponibili per questi enti ha indotto molti di loro a rinunciare alla missione negli Stati Uniti, ma ancora oggi i sindaci dei paesi da cui più forte è stata l’emigrazione verso gli Stati Uniti, se pensano di effettuare una missione a New York, considerano la data del Columbus Day come un appuntamento da non mancare.

 

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