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Le armi di Manuel Greco contro la VHL: successo, ottimismo e ironia

Da 25 anni combatte contro la malattia di Von Hippel-Lindau e da 15 vive a New York una vita di successi e soddisfazioni professionali. Al suo lavoro alla Morgan Stanley affianca l'impegno nella VHL Alliance, per supportare la ricerca su questa sindrome genetica, aiutare i pazienti e sensibilizzare l’opinione pubblica

Prendere la vita con ironia e leggerezza, affrontarla con coraggio anche quando ci sembra che il destino sia stato duro con noi. Abbiamo molto da imparare dalla storia di Manuel Greco, romano da oltre 15 anni a New York.

Dopo la laurea e un dottorato in Fisica, Manuel parte per Londra per un master alla London School of Economics . Il suo non è il solito racconto del “cervello in fuga” anche se Manuel, a vent’anni guardava già oltre e sapeva che la sua carriera in Italia non avrebbe avuto le stesse opportunità che ha  poi realmente avuto a Londra e New York.

Di Manuel ci colpisce la consapevolezza e la serenità con cui da venticinque anni convive e combatte contro la malattia che lo colpì nel vivo della sua adolescenza. Aveva 17 anni, Manuel, quando, tuffandosi nel mare di Positano e nel mare della vita, scoprì di essere affetto da VHL, conosciuta come  la malattia di Von Hippel-Lindau (lo racconta nel video a fondo pagina; in inglese). Una malattia genetica rara caratterizzata da un aumentato rischio di sviluppare tumori soprattutto negli occhi, cervello, midollo spinale e reni. Ha un’incidenza di 1 su 35.000 ma di questa malattia si conosce poco (qui un video spiega cos'è la VHL).

BassoDa quando ha saputo di essere affetto da questa sindrome, Manuel continua a sottoporsi costantemente a interventi chirurgici per rimuovere le neoplasie che di volta in volta si presentano in posti diversi. Lui non si arrende e, con forza, piuttosto che piangersi addosso e autocommiserarsi, ha preso di petto la vita e il destino che gli ha assegnato. Da qualche anno, affianca al suo lavoro alla Morgan Stanley come responsabile dell’ufficio statistica, il suo impegno nella VHL Alliance, una charity molto attiva che ha l’obiettivo di far conoscere questa malattia, supportare i pazienti e la ricerca, mettere in rete medici, creare eventi  per informare e sensibilizzare l’opinione pubblica.

Il prossimo Gala, che servirà anche a raccogliere fondi a sostegno della ricerca, si terrà giovedì 29 Gennaio al Bowery Hotel di New York e oltre a Manuel ci saranno molti vip, amici, supporter di una causa nobile, tra cui la paracadutista Roberta Mancino che sarà special guesta della serata. La causa è stata sposata anche da attori come William Dafoe e il regista Emanuele Crialese, amico di Manuel che sarà presente con un messaggio video.

Manuel ogni giorno si sente grato alla vita. Vive a Williamsburg e ha un lavoro che lo gratifica, ama la musica, quando può suona il basso in un gruppo musicale e sogna di fare il DJ. Dice grazie alle splendide persone che lo circondano e che in questi anni lo hanno supportato con affetto e coraggio. Ai colleghi di lavoro e agli amici che gli regalano momenti meravigliosi. E soprattutto alla moglie, una cantante rock pop di origine Indiana con cui Manuel condivide momenti meravigliosi. Il suo é un messaggio di speranza che ci insegna ad amare la vita così com’è e a non arrenderci mai. Non c’è retorica nelle sue parole ma solo una lucida consapevolezza del saper vivere con grande ironia .

Manuel, tu dimostri grande coraggio e serenità quando parli della tua malattia. Cosa ti ha aiutato in questi anni e ti aiuta ancora oggi?

Manuel durante uno dei suoi frequenti ricoveri in ospedale

Manuel durante uno dei suoi frequenti ricoveri in ospedale

Il fatto di essere ottimista nonostante i momenti buoi, di pensare positivamente, di vedere il lato bello nelle cose. Mi ha aiutato la mia famiglia, che mi ha permesso, grazie anche alla loro posizione economica abbiente, di avere accesso ai più grandi specialisti in America e alle migliori cure. Mi danno coraggio e forza i miei splendidi colleghi al lavoro, i miei amici e quella donna bellissima e meravigliosa che è mia moglie.

Ci saranno stati dei momenti in cui tutto era molto difficile?

Quando mi venne diagnosticata questa malattia, mi diedero un’aspettativa di vita di 10 anni. Da allora sono passati 25 anni e sono ancora qui a lottare. C’é sempre una grande speranza anche se non so fino a quando vivrò.

Speranza o fede?

Non sono un credente. Credo nella forza e nel progresso della medicina e nella forza della vita. Credo in me e nel mio essere positivo. Certo, ci sono delle cose che sfuggono al controllo degli esseri umani ma nonostante questo dobbiamo sempre pensare in maniera ottimista.

La tua è una carriera brillante alla Morgan Stanley. E’ stato difficile conciliare il lavoro quando si devono affrontare, spesso annualmente, operazioni chirurgiche come quelle che affronti tu?

Manuel con la moglie, una cantante pop-rock di origine indiana

Manuel con la moglie, una cantante pop-rock di origine indiana

​Gli interventi per fortuna non lasciano postumi pesanti. Mi sento ancora una volta di dire che sono una persona fortunata. Ho dei colleghi meravigliosi che mi supportano, ho avuto la possibilità di studiare in ottime università e di fare un lavoro bellissimo.

Oggi ti occupi, anche con la charity di cui fai parte, di far conoscere questa malattia. Cosa si deve sapere?

Informiamo sugli screening che bisogna fare annualmente per poter prevenire. L’incidenza è di 1 su 35.000 ed è una malattia genetica. La ricerca sta andando avanti ma ancora si deve fare e si può fare di più.

In che modo ti ha cambiato la malattia?

Mi ha fatto superare la timidezza

La lezione più grande che hai imparato da questa vita?

Divertirsi, prendere tutto con ironia e leggerezza.

Ripeti sempre che sei grato alla vita. E a chi?

Ai miei genitori, perché persone intelligenti che mi hanno dato grandi possibilità. Vivo a NY, la città dove tutti vorrebbero vivere, lavoro in una banca dove molti vorrebbero lavorare, ho una moglie bellissima e una vita sociale intensa. Se fossi nato povero in una famiglia con disagi e senza strumenti intellettuali, probabilmente non sarei qui oggi. Non è un buon motivo per dire grazie ogni giorno?

 

In questo video Willem Dafoe spiega cos'è la VHL>>

 

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