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Vacanze a Cuba – Parte seconda

Una strada de L'Havana. Foto: Nav a from Toronto, Canada; via Wikimedia Commons

Una strada de L'Havana. Foto: Nav a from Toronto, Canada; via Wikimedia Commons

Continua il viaggio di Chiara e Benito a Cuba e continuano i loro battibecchi: i due hanno un punto di vista diametralmente opposto sul regime cubano. Benito vede solo i lati negativi, Chiara invece...

 

Chiara: Un albergo elegante. Ti piace?

Benito: Non è cubano. Ho controllato. E’ spagnolo.

Chiara: Ci sono molti alberghi gestiti da stranieri. Han fatto i contratti col governo. Cinquanta per cento va all’isola per finanziare scuole di medicina. Sono gratis, lo sai?

Benito: So anche che mandano i loro dottori in sperduti villaggi africani. Molti disertano e vanno poi in Europa.

Chiara: Il 6%, l’ho letto. Sono umani. Hanno la laurea. Vogliono che frutti loro il massimo. Più di quello che vengono pagati da Havana.

Benito: Sono furbi. Non accettano la dittatura dei fratelli Castro.

Chiara: Ricordati di dir sempre F. C. Non c’è qui il culto della personalità. Nessun manifesto che celebri il leader.

Benito: Ne ho visto uno nella vetrina di una scuola. Il tuo F.C.

Chiara: Io non ne ho visto nessuno.

Benito: Guardavi dall’altra parte dell’autobus. Hai visto quanta gente faceva la fila?

Chiara: Una ventina. Come succede spesso anche a New York.

Benito: L’hai notato il povero asino che tirava un pesantissimo carretto?

Chiara: Ne ho visti due. Usano anche gli animali per trasportare merci.

Benito: E le automobili? Hai visto in che condizione sono? Dei rottami.

Chiara: La maggior parte sono quelle degli anni Cinquanta. L’embargo ha proibito l’arrivo, l’acquisto delle nuove auto.

Benito: Ne ho viste tre o quattro nuove ed eleganti. Saranno quelle dei privilegiati. Ce ne son tanti, di certo.

Chiara: E’ possibile. Il cibo t’è piaciuto?

Benito: Albergo spagnolo. Cibo spagnolo. Abbondante e squisito.

 

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