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Vacanze a Cuba – Parte sesta. L’arrivo a La Havana

Benito e Chiara fanno finalmente tappa nella capitale cubana dove trovano un'atmosfera vivace, quasi come nel Village di New York...

Chiara: Eccoci finalmente a La Havana. Che ne dici?

Benito: Migliore degli altri villaggi.

Chiara: Villaggi? Mi sembra un vivace angolo di New York. Il Village.

Benito: Esageri sempre. Nel Village costruiamo grattacieli. Qui vediamo case distrutte, inabitabili. Perché non le riparano? Le facciate esterne hanno stile.

Chiara: Ammetti almeno quello. Se non ci fosse l’embargo le riparerebbero.

Benito: La solita scusa dell’embargo. Se volessero…

Chiara: Da cinquant’anni non permettiamo l’importazione di materiale per costruzioni. Hai visto le loro automobili. Da anni cinquanta. Nessuna nuova può essere importata.

Benito: Vedo però qua e là grossi edifici. Nuovi alberghi.

Chiara: Il governo cubano ha fatto contratti con Spagna, Brasile, Svizzera, Italia. Danno il permesso di costruire alberghi. E poi ricevono il 51% dei guadagni sulle visite dei turisti.

Benito: Vedi? Anche noi due stiamo aiutando i comunisti con i nostri dollari.

Chiara: E ne sono contenta. Spendo volentieri.

Benito: Come mai il senatore di New York, Roberto Menendez, nato qui a Cuba, condanna ogni contatto con la sua isola. Vuole che i cubani siano isolati e puniti.

Chiara: Tu non leggi il New York Times. Lo hanno appena accusato di corruzione. Lo pagano per parlar male di Cuba, per ostacolarla.

Benito: Son solo vaghe accuse.

Chiara: È nei guai finalmente. Odia solo perché lo pagano per odiare.

 

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