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Gaspare Giacalone, dalla City di Londra a Sindaco di Petrosino

Un uomo richiamato in Sicilia dalla voglia di far rinascere il proprio paese, Petrosino, incastonato tra Mazara del Vallo e Trapani. La battaglia di Gaspare Giacalone per difendere la spiaggia da chi voleva privatizzarla. E per difendere il mare da chi vorrebbe piazzare un parco eolico a due miglia dalla costa 

L’amore per la propria terra e il richiamo che essa stessa suscita talvolta è più forte di un lavoro, di un successo, di una condizione di vita decisamente migliore. La tua città di origine si fa sentire come la voce della propria madre e ti richiama a sé: ti chiede aiuto per liberarla da qualcosa che le fa male. Questo è accaduto a Gaspare Giacalone, attuale Sindaco di Petrosino, una cittadina incastonata tra Mazara del Vallo e Trapani; e questo è il racconto un ritorno a casa, in Sicilia: il racconto di un uomo che decide di fare qualcosa di serio per la sua città.

Incontriamo il Sindaco e tutta la Giunta: tutti giovani, tipica grazia e calore dei siciliani. Con il Sindaco ci spostiamo sulla spiaggia di Petrosino, che il bravo Carlo Puca ha appena raccontato in Petrolio su Rai Uno, per uno speciale dedicato alla mafia e all’energia. La spiaggia è bella, selvaggia, il vento soffia fortissimo e ci rendiamo conto che le pale eoliche che vorrebbero installare in quel tratto di mare sarebbero uno scempio ambientale senza fine. Il Sindaco indica dei posti alternativi per i parchi eolici, ma non il mare, la costa o l’azzeramento di un intero territorio che vedrebbe spazzata via la macchia mediterranea di Petrosino fatta di vigneti, di vino, di agricoltura e di persone che amano e vivono questa terra. Andiamo poi sul lungomare: i pescatori, le barche e quel mare che ti acceca con il suo azzurro e le isole che ti guardano di fronte con il porto di Mazara del Vallo da un lato.

Sindaco, dalla City di Londra a Petrosino, in Sicilia, una storia singolare, la sua…

“Ho lasciato Londra, dove vivevo e lavoravo da tredici anni per la Banca Europea Ricostruzione e Sviluppo e mi occupavo di progetti per i Paesi in via di sviluppo. Nel 2011, tornando a casa per le vacanze natalizie, i miei amici di Petrosino mi hanno prospettato la possibilità di fare un percorso insieme e puntare alla candidatura a Sindaco. Questa cosa ha sicuramente fatto crescere in me la voglia di impegno per la mia città che da troppo tempo stava vivendo una situazione di degrado politico, culturale, sociale ed economico e da troppo tempo prigioniera di una certa illegalità diffusa”.

L’illegalità si manifesta poche ore prima dello spoglio elettorale che l’avrebbe vista a capo del Comune: cosa accadde quel giorno?

“Nella giornata della mia elezione a Sindaco, mentre stavamo guardando ancora i risultati dello spoglio, veniva firmata l’autorizzazione ad un imprenditore per costruire un stabilimento balneare in un’area Sic-Zps, sigle che stanno per Sito d’interesse comunitario e Zona di protezione speciale. La costruzione di questo stabilimento e il fatto che la spiaggia più importante del nostro Comune veniva in pratica occupata da un privato è stato uno dei motivi che ha portato ad un presa di coscienza di tanti giovani che mi hanno coinvolto in questa battaglia di civiltà che si è poi trasformata nella battaglia politica. L’immobile sulla spiaggia è stato smantellato dopo il sequestro da parte dell’autorità giudiziaria  per abusivismo edilizio. Qualche giorno fa, con l’ultima operazione, la Magistratura ha posto sotto sequestro tutte le proprietà (per un valore di 100 milioni di euro) dello stesso imprenditore, titolare di diversi stabilimenti balneari, di alberghi e ristoranti che, secondo le accuse formulate dagli inquirenti, deve rispondere di una colossale evasione e truffa ai danni dello Stato”.

Essere Sindaco antimafia cosa significa?

“Ma io non mi sento di essere un Sindaco antimafia. Molto semplicemente, mi sento di essere un Sindaco che fa il suo dovere e che vuole fare rispettare la legge. Lo faccio senza pensare alle conseguenze elettorali o a quanto sia potente la persona che mi trovo davanti.  Dò per scontato che siamo in tanti così e che sia normale”.

Sindaco, è noto il suo “no” al parco eolico: ci sono anche proposte innovative nel campo energetico?

“Noi, a Petrosino, vogliamo assolutamente incentivare la produzione di energie alternative e pulite, purché questa venga fatta nel rispetto delle regole e, soprattutto, dell’ambiente e del nostro territorio. Noi diciamo no al Parco Eolico Off Shore così com’è stato progettato, troppo vicino alla costa, che andrebbe a deturpare l’habitat naturale del nostro mare, con grandi ripercussioni sia dal punto di vista economico legato al lavoro dei nostri pescatori, sia per il grande impatto nei confronti di una costa che vive di turismo e che sta cercando si svilupparsi proprio grazie alle sue bellezze paesaggistiche. Dopo tanta fatica, abbiamo recuperato il lungomare di Petrosino che, durante l’estate, vive il momento più importante: momento in cui, grazie alla collaborazione di tanti giovani, associazioni e privati, mettiamo in campo tutte le nostre migliori risorse umane per promuovere il territorio, le nostre produzioni locali, ma anche la l’arte, la musica, il cinema, il teatro e la cultura in genere, con diverse rassegne che fanno da traino per le manifestazioni estive. Attività culturali che negli ultimi anni hanno visto crescere con ottimi risultati il numero di presenze turistiche nel nostro territorio. Noi puntiamo su questi aspetti fondamentali per la crescita del nostro Comune”.

Quali sono i risvolti della vicenda per il progetto di parco eolico off shore che prevede un investimento di circa 500 milioni di euro?

“Il progetto presentato dalle Tozzi Renewable Energy, Tre SpA e Bbc Power, prevede 48 pale eoliche alte 150 metri di cui 90 in immersione, installate a due miglia dalla costa tra Capo Feto (Mazara) e Punta Biscione (Petrosino). Noi siamo per le energie alternative e vogliamo incoraggiare la produzione di energia innanzitutto per uso domestico e aziendale. In una Sicilia e in un territorio che ha visto le mani della mafia sull’eolico vogliamo che ci siano delle regole certe e chiare per tutti sulla produzione in senso speculativo di energia. Questo progetto del parco a mare non ci piace perché è troppo vicino alla costa, appena 2 miglia e sarebbe un precedente storico ad una distanza così ravvicinata. Pensiamo ai danni all’ambiente, al mare, alla pesca, ai meravigliosi fondali, ai reperti archeologici e al turismo. Ma la cosa più sconvolgente che abbiamo denunciato in conferenza di servizi è che il progetto si basa su studi falsati. Praticamente hanno titolato ‘Parco off-shore a Mazara del Vallo’ e condotto gli studi di impatto ambientale su Mazara. In realtà, copre solo ed esclusivamente l’intero tratto di costa di Petrosino, come una barriera. Hanno scritto che Petrosino è disabitata e che la costa è abbandonata, invece noi siamo un Comune a vocazione turistica. Per ora è tutto fermo al Ministero dell’Ambiente e noi continueremo a vigilare e fare sentire forte la nostra voce perché non si proceda con il progetto così com’è”.

Foto tratta da youtube

 

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