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Arrivederci Baronessa! Se ne va la magnifica della cultura italiana a New York

La baronessa Zerilli Marimò con Stefano Albertini, direttore della Casa Italiana NYU

La baronessa Zerilli Marimò con Stefano Albertini, direttore della Casa Italiana NYU

Si è spenta nella sua casa di Montecarlo la baronessa Mariuccia Zerilli Marimò. La cultura italiana a New York perde la più ispirata mecenate, ma la fondatrice della Casa Italiana della NYU non lascia un vuoto bensì una ricca eredità di attività culturali e un nobile esempio per la comunità italoamericana

Nel dolore e tristezza per la scomparsa della baronessa Mariuccia Zerilli Marimò, ci conforta la certezza che non lascerà un vuoto tra coloro che amano l'Italia e la sua cultura in America. Perché la baronessa Zerilli Marimò ha saputo lasciare una ricchissima eredità di attività culturali in cui spicca il gioiello della Casa Italiana nel West Village, l'istituzione accademica e culturale della New York University. 

Una magnifica donna, che in poco meno di trent'anni, è riuscita a soddisfare con il suo lavoro di mecenate e di esperta storica dell'arte e musicologa, il desiderio d'Italia di molti che vivono in America. Una attività che nel 2009 venne celebrata dalla città di New York conferendole il Living Landmarks award, il prestigioso premio organizzato dalla New York Landmarks Conservancy. Premi prestigiosi ne sono poi stati assegnati tanti altri ancora alla baronessa, ma non sono le medaglie ricevute ad aver reso la sua vita così importante, ma i fatti e la concretezza di certe sue azioni intraprese in favore dell'Italia in America. 

L'impegno della baronessa per la cultura italiana a New York nasce dall'esperienza di vita accanto al marito Guido Zerilli Marimò, barone genovese di antiche e nobili origini siciliane, che fu anche giornalista e diplomatico, ma soprattutto che divenne un grande imprenditore dell'industria farmaceutica. 

mariucciaAlla sua scomparsa, la moglie Mariuccia si ripromise di far avverare il sogno del marito – che da giovane era stato studente proprio a New York –  creando un centro culturale italiano nella metropoli americana e dentro la più grande università privata degli Stati Uniti. 

Nel 1988, La baronessa  Zerilli-Marimò comprò e ristrutturò, donandola alla New York University, la storica  Winfield Scott House, creando così quel magnifico tempio della cultura italiana a New York da anni brillantemente diretto da Stefano Albertini. Negli anni, la baronessa ha anche finanziato numerose attività filantropiche e culturali, soprattutto nel campo musicale (ricordiamo il Premio Ibla) e dell'arte, promosse anche in altre importanti istituzioni nella città di New York. 

Chi scrive, ricorda con immensa gratitudine come la baronessa Zerilli incoraggiò e aiutò il magazine US Italia in quel primo nostro tentativo di fare un giornalismo italiano seguendo certi valori del giornalismo americano. Una bellissima e gratificante esperienza che ci diede la visione per la nascita, anni dopo, de La VOCE di New York.

Mariuccia Zerilli Marimò non è stata solo una energica signora tanto ricca quanto colta, che con grandi capacità ha convogliato le sue risorse nella promozione del bello dell'Italia a New York. Come abbiamo già scritto in passato, è soprattutto nel suo carattere e nei suoi valori che la baronessa ha saputo emulare la missione del suo amato marito Guido, assecondando una straordinaria curiosità e fiducia nella cultura senza preconcetti, rendendo la Casa Italiana della NYU, fin dalla scelta dei suoi direttori, l'esempio raro di come vada supportata l'Italia all'estero. Senza preconcetti, senza condizionamenti ideologici, perché è nella diversità delle espressioni, nella sua totale libertà dai condizionamenti che, come l'arte, anche la vera cultura può esprimersi e quindi essere riconosciuta.

La baronessa Zerilli Marimò quindi rappresenta l'esempio pratico e concreto per tutti coloro che con una grande disponibilità economica, potrebbero dedicarsi a lasciare un segno altrettanto indelebile per la cultura del loro paese nel mondo.  

Finora, nella comunità' degli italiani d'America, non abbiamo visto altrettanto ispirati percorritori della strada indicata dalla baronessa Zerilli. Eppure, per esempio alla grande conferenza per i quaranta anni della NIAF, sono tanti coloro che potrebbero farsi ispirare e imitare l'esempio di Mariuccia Zerilli Marimò. 

Grazie ancora baronessa, per aver così amato l'Italia e la sua cultura all'estero e quindi per aver voluto così bene a tutti gli italiani all'estero e agli amanti americani dell'Italia. Noi, che ti abbiamo voluto altrettanto bene, non ti dimenticheremo mai.

 


La Baronessa Zerilli-Marimò è stata colpita da un attacco di cuore mentre si trovava nella sua casa di Montecarlo. A darne notizia è stata la figlia Maria Chiara. I funerali sono previsti per venerdì 23 a Monaco. 

 

Qui riproponiamo una intervista di Stefano Vaccara con la Baronessa Zerilli Marimò e Stefano Albertini in occasione dei venti anni della Casa Italiana della NYU

 

Guarda il documentario dedicato a Mariuccia Zerilli Marimò e alla sua Casa Italiana>>

 

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