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Incursioni aeree in Afghanistan

I Dialoghi di Mario Fratti

Sul dramma dei bombardamenti aerei americani che hanno colpito il centro traumatologico di Medici Senza Frontiere a Kunduz, in Afghanistan, Chiara e Benito, come al solito, hanno ognuno la loro personalissima idea

Chiara: Hai letto? Altro errore delle nostre incursioni aeree.

Benito: Uno su cento. Succede.

Chiara: Questa volta hanno distrutto l’ospedale dei “Dottori senza limiti”. Abbiamo ucciso 22 persone, fra dottori, infermieri e pazienti.

Benito: Dici “abbiamo”. Che c’entriamo noi? Perché dici “abbiamo”?

Chiara: Colpa collettiva. Dobbiamo essere presenti nel bene e nel male. Quando aiutiamo i rifugiati e salviamo un presidente Africano o Asiatico che era nei guai ci vantiamo nei giornali. Scrivono “Noi Americani abbiamo…”.

Benito: Non ricordo di aver visto la frase “Noi Americani abbiamo salvato Pinco Pallino”.

Chiara: È sottinteso che dobbiamo essere orgogliosi, noi tutti, dei successi.

Benito: Brava. Ma bisogna sottolineare solo i successi.

Chiara: No. Bisogna parlare anche degli errori. Bombardare un ospedale! Assurdo!

Benito: Ovviamente, non avevano quella intenzione. Dove è successo?

Chiara: Kunduz, in Afghanistan.

Benito: Deve esser colpa delle autorità locali. Avranno dato false informazioni alle nostre forze aeree.

Chiara: False?

Benito: Erronee. L’esercito Afghano è disorganizzatissimo. Sbagliano tutto. E fuggono alla prima occasione. Lasciano città intere nelle mani dei Talebani o dell’Isis.

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