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“La cultura come identità”: Giorgio van Straten e il ruolo dell’Italia a New York

La video-intervista della Voce di New York al direttore dell'istituto italiano di Cultura, confermato per un secondo mandato

"L'Italia è viva, ricca di creatività e capace ancora di generare cultura". Il direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di New York Giorgio van Straten, ne è certo: tutto fa cultura. Lo scrittore, nato a Firenze, è direttore dell'istituto dal 2015 e ci ha parlato del ruolo del nostro Paese a New York: dall'arte alla letteratura, dai libri alla lingua

La diffusione della cultura italiana in America: è questa la ragion d’essere dell’Istituto Italiano di Cultura di New York. Dall’arte alla letteratura, dai libri ai social network e soprattutto alla lingua, “tutto fa cultura”, perché negli Stati Uniti, dell’Italia si apprezza e si imita soprattutto il lifestyle, in tutte le sue forze, come ci spiega il direttore Giorgio van Straten, al suo secondo mandato alla guida del prestigioso istituto newyorkese.

Scrittore di romanzi e saggistica, traduttore, vincitore di vari premi, tra cui lo Zerilli-Marimò, van Straten si è occupato di storia, ebraismo, giornalismo e mezzi di comunicazione, musica, teatro, arte. Nato a Firenze nel 1955, dal 2015 è direttore dell’istituto italiano di Cultura a New York. Tra il sunto di quanto svolto durante il primo mandato e lo sguardo ben proiettato al futuro, abbiamo parlato con lui di libri e di opere, abbiamo sentito parlare di testi del passato (“perché è da essi che si impara per il futuro”) e abbiamo riscoperto l’amore dell’America verso l’Italia. La considera fonte di ispirazione e di ingegno. Perché, come ci spiega il direttore, che sarà protagonista di una nuova rubrica sulle pagine de La Voce di New York focalizzata sui libri del passato, “l’Italia è viva, ricca di creatività e capace ancora di generare cultura”. Lo abbiamo incontrato e intervistato per affrontare questi e altri temi, nella prestigiosa sede di Park Avenue, a Manhattan.

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