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Il mio amico Natale Mondo, il poliziotto ucciso due volte e non solo dalla mafia

L'agente della Squadra mobile di Palermo viene raggiunto dai colpi d'arma da fuoco il 14 gennaio del 1988. Ma era stato già "ammazzato" il 6 agosto 1985

Natale Mondo Palermo 1952-1988

Immediatamente dopo l'arresto di Natale Mondo chiesi al mio vecchio ufficio, di essere convocato dal PM Domenico Signorino che conduceva le indagini, ma non fui mai convocato. Avrei testimoniato sull'onestà e fedeltà di Natale nei confronti del vice questore Ninni Cassarà

Domani ricorre l’anniversario della morte violenta di Natale Mondo, poliziotto della Sezione investigativa della Squadra mobile di Palermo, diretta dal vicequestore Ninni Cassarà. Si, Natale fu attinto da colpi d’arma da fuoco il 14 gennaio del 1988 esplosi davanti al negozio di giocattoli della moglie Rosalia. Ma Natale, invero, era stato ammazzato il 6 agosto 1985, allorquando in via Croce Rossa a Palermo, furono uccisi Ninni Cassarà e Roberto Antiochia. Natale Mondo si salvò, riparandosi dietro l’auto di servizio, con la quale tutti e tre erano giunti innanzi l’abitazione di Ninni.

Immediatamente dopo l’agguato a Cassarà, Natale Mondo fu additato come la talpa che diede le informazioni ai killer di Cassarà e Antiochia. E fu per questi motivi, che Cosa Nostra avrebbe risparmiato la vita a Natale, così dissero i bastardi di turno. Falso, tremendamente falso. Non era vero! Natale, era legato a Ninni Cassarà da amore fraterno. Natale in via Croce Rossa, fu ucciso nell’anima e nella mente. Io non ero più a Palermo, c’eravamo incontrati, qualche mese prima dell’agguato di via Croce Rossa, quando io e Natale accompagnammo Ninni a casa sua. Natale poi venne arrestato, anche per problemi di droga. Sia l’accusa di “traditore” che quella relativa alla droga, risultarono essere infondate. Natale fu scagionato.

Immediatamente dopo l’arresto di Natale chiesi al mio vecchio ufficio, di essere convocato dal PM Domenico Signorino che conduceva le indagini, ma non fui mai convocato. Avrei testimoniato sull’onestà e fedeltà di Natale nei confronti di Cassarà e chiarire i rapporti di Natale con un certo personaggio dell’Arenella, che conoscevo personalmente. Purtuttavia, nonostante fosse agli arresti domiciliari, mi recai a Palermo per far visita a Natale. Nell’occorso, dimostrai la mia totale e incondizionate fiducia. Natale pianse molto quel giorno. Quelle lacrime di verità mi colpirono molto, causando in me tanto dolore: io e Natale eravamo legati da intensa e sincera amicizia.

A distanza di anni, caro Natale, nutro forti dubbi che la falsa affermazione di “talpa” sia stata originata da uomini di Cosa nostra. Come l’altra falsa “voce” secondo la quale il movente dell’uccisione del collega Lillo Zucchetto, era da ricercare su questioni di “fimmini”. Ho seri dubbi su tante cose e più passa il tempo e più i dubbi aumentano. Amico mio, che dirti ancora? Che sei sempre nel mio cuore, caro Natale.

 

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