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La ricetta dell’American Dream

Annalisa Menin nella sua immagine professionale di agente immobiliare a New York

Annalisa Menin nella sua immagine professionale di agente immobiliare a New York

Positività e tanta voglia di fare, questi gli elementi che hanno permesso ad Annalisa Menin di trasferirsi dall'altro capo del mondo e realizzare i suoi sogni

 

Il viaggio e l’ottimismo sono nel suo Dna. A soli 16 anni parte da sola con la curiosità e l’entusiasmo di un’adolescente alla scoperta del mondo: destinazione Cile. Qui vive sei mesi grazie ad Intercultura, un’organizzazione che promuove scambi ed esperienze all’estero. Dal Cile si sposta in Francia e poi in Canada. La sua vita, però, ad un certo punto si ferma per un po’. Nel 2002 ha un grave incidente che la blocca a letto per 8 mesi. La diagnosi medica è rassicurante ma ci vuole pazienza e tempo per tornare a camminare. Una situazione che può demoralizzare, ma non per lei. Grazie alla sua forza di volontà e positività si rimette in piedi e durante l’Università, vola in Germania dove trascorre un anno grazie al progetto Erasmus. Rientra in Italia e le si presenta una nuova occasione per viaggiare. La prende al volo. Questa volta, destinazione: New York! Qui si ferma. Sono ormai sono trascorsi 7 anni ed è felice della sua scelta. E’ stato un periodo nella Big Apple ricco di sfide, soddisfazioni, crescita personale e professionale. Ora ha la Green Card, un lavoro come agente immobiliare e altri sogni da realizzare insieme al marito.

“La predisposizione d’animo con la quale nella vita ci apprestiamo ad affrontare le diverse situazioni condiziona in modo determinante i risultati delle nostre azioni”.

Positiva, determinata, creativa e sempre pronta a rimettersi in gioco Annalisa Menin, 30 anni di Prozzolo di Camponogara in provincia di Venezia arriva a New York nel 2006 grazie ad uno stage previsto dal suo corso di studi in Commercio estero all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Richiede ed ottiene uno stage di tre mesi presso Valentino. Una volta nella City se ne innamora. Così ritorna per un secondo stage nell’aprile 2007 presso Anna Sui. Questa volta determinata a rimanere. Così durante quest’esperienza trova lavoro come Business Analyst presso una compagnia di software finanziari a Wall Street. Dopo cinque anni sente l’esigenza di avere nuove sfide professionali: “A fine del 2012 ero giunta ad una fase di stallo nel mio lavoro ed ho cambiato strada. Ho preso la licenza per diventare agente immobiliare. Eccomi oggi a lavorare per Corcoran, una delle agenzie immobiliari più rinomate di New York”.

Annalisa, ha avuto un’opportunità e l’ha presa al volo. Sapeva che voleva tornare a New York, già dopo il primo stage in Valentino e non voleva lasciare nulla di intentato. “Non mi piace l’idea di vivere di rimpianti per non aver provato a fare qualcosa. Durante la seconda esperienza di stage sono arrivata molto (e sottolineo il ‘molto’) combattiva. Mi sono trovata al posto giusto nel momento giusto ed ho trovato un ottimo lavoro. A chi viene qui in cerca di lavoro consiglio sempre di non demordere. ‘Gutta cavat lapidem’ (la goccia scava la pietra…) come diceva un mio caro amico. Nella mia esperienza aver continuato a crederci ed essere stata sempre, e nonostante tutto, molto positiva ed umile nel mio approccio alla ricerca del lavoro, è stato essenziale”.

“La gente è superba soltanto quando ha qualcosa da perdere, e umile quando ha qualcosa da guadagnare”. Henry James

Menin con il marito Marco

Annalisa con il marito Marco

Annalisa vive nella Big Apple con il marito Marco. Si sono sposati nel 2010 e l’organizzazione del suo matrimonio le ha dato un’ulteriore opportunità lavorativa. “Ci siamo sposati in Italia. E’ stato un matrimonio tradizionale con tanti amici e le nostre famiglie. La modalità di organizzazione era forse più americana: tutto studiato nei minimi dettagli. Tanto che dopo il mio matrimonio mi è stato proposto di organizzare eventi per lavoro. Da li è nata infatti Regalia Events: una piccola compagnia che organizza eventi in Italia e negli Stati Uniti. Un progetto “on the side” che tutt’ora va avanti”.

Aver avuto al suo fianco Marco ha addolcito la durezza della città: “Ho vissuto la città in due, assieme a mio marito. Ci siamo sempre aiutati molto, ci siamo supportati lavorativamente, sul livello personale, su tutto. Essere in due aiuta a combattere in questa citta’”.

Nonostante si è in due può capitare di avere momenti duri e pensare “ma cosa ci faccio qui?”, “mollo tutto e vado a vivere in Toscana. Apro un B&B”. E forse un giorno lo farà. Di solito questo ragionamento dura una mezz’ora, il tempo di realizzare che, tutto sommato, a New York si sta molto bene.

“Dove c'è una grande volontà non possono esserci grandi difficoltà”. 
Niccolò Machiavelli

Avendo viaggiato fin da giovane, per lei, trasferirsi a New York è stato più semplice: “Non è stato troppo difficile lasciare l’Italia, ero davvero positiva e pensavo che qui avrei trovato qualcosa. Sono stata fortunata e mi sono saputa adattare. Del resto la fortuna è dove si incontrano opportunità e preparazione, giusto?”. Di conseguenza vivere nella City non le ha creato particolari disagi. La lontananza dalla famiglia l’ha sopperita con la tecnologia. “L’Italia mi manca sempre. Mi mancano gli amici e la famiglia. Qui si rimane sempre un po’ stranieri. Grazie a Skype ed internet ci si sente vicini. Devo dire che mia mamma a 60 anni ha imparato ad usare il computer (ed è bravissima!). Ci sentiamo tutti i giorni via email e una o due volte a settimana via skype. Mia madre dice sempre che parla più con me che con le mie due sorelle e mio fratello che abitano a 5 minuti di distanza da lei”. Per quanto riguarda il cibo, per lei amante della cucina, non è un grosso problema, anche perchè a New York si trova tutto. Ha fatto fatica ad abituarsi alla mentalità newyorchese: “qui tutti sono di corsa, tutti sono alla ricerca di qualcosa: una casa, un fidanzato/a, un lavoro. C’è chi arriva e chi parte. C’è chi sta per qualche mese, magari qualche anno, e poi se ne va. Di conseguenza, si fa fatica, nella mia esperienza, ad avere un gruppo di amici con i quali vedersi continuativamente. Questa è forse la parte più difficile per me”.

Un’altra cosa difficile per Annalisa è stata l’attesa della Green Card, la famigerata Carta Verde. “Fino a che non arriva, non si è liberi di cambiare lavoro (o quantomeno può essere difficile riuscirci). Quei lunghi mesi, trascorsi in attesa della carta verde, sono stati davvero duri. Li ho superati grazie al progetto di Regalia Events e grazie ai tanti, tantissimi corsi, che ho seguito. Financial Accounting, Marketing Planning, Yoga, Pilates, Painting, Arte, lezioni di cucina e chi più ne ha, più ne metta. E’ anche questa una fase da passare. Anche in questo caso ci vuole pazienza e ci si arriva”. Annalisa è una persona molto positiva. Questo suo atteggiamento nei confronti della vita l’ha aiutata molto ad affrontare gli imprevisti. Per lei, infatti, gli unici veri problemi riguardano la salute. “Lo dico con cognizione di causa (n.d.r. Annalisa ha avuto un incidente stradale all’età di 18 anni, a causa del quale ha trascorso molti mesi a letto). Il resto, si può affrontare. La chiave, nella mia esperienza, è stata l’essere pazienti ed il fare tutto passo per passo. Pian piano abbiamo trovato lavoro, abbiamo ottenuto la green card, cambiato casa. Poi io ho cambiato lavoro; il prossimo livello di difficoltà sarà avere un figlio a New York. Sono sicura che anche quello si farà. Ci sarà una curva di apprendimento da affrontare, come per tutte le altre tappe della vita, ma faremo anche quella”.

“Ogni potere umano è composto di tempo e di pazienza”. Honoré de Balzac

Grazie alla sua esperienza può essere d’aiuto a chi vorrebbe provare a vivere a New York il sogno americano. Secondo lei l’approccio da avere è “zero formalismi, grande aperture mentale, combattività e la capacità di adattarsi. Mi piace sempre ricordare che quando sono arrivata a New York vivevo in una camera a Maspeth, nel Queens. Dire che era molto modesta è un eufemismo. Da li sono passata all’Upper West, poi ad Harlem, poi di nuovo nell’Upper West e, da qualche anno, io e mio marito abbiamo comprato un carinissimo appartamento a Long Island City, che sta diventando una delle zone più cool di New York. Insomma, si inizia dal basso e pia piano si migliora. Step by step”. Consiglia soprattutto di fare ciò che rende felici e soddisfatti. “Non c’è un unico modo di vedere e vivere la vita. Ho sempre voluto di più e, grazie a questa mia prerogativa, pian piano sto ottenendo di più. Ho scelto di vivere e lavorare fuori casa, con tutte le difficoltà del caso. Se fossi rimasta avrei avuto comunque delle difficoltà, sarebbero solo state diverse”.

La cosa che le piace di più nel vivere negli Stati Uniti è la meritocrazia. Se sei in gamba, se ti impegni e se lavori sodo, prima o poi arrivi. Ovunque tu voglia arrivare. Questo è stato ciò che l’ha motivata in questi 7 anni. Anche se i tempi ora sono diversi come racconta “In questo momento è un po’ più difficile trasferirsi e trovare lavoro (sponsorizzato con un visto), rispetto al 2006/2007. Spesso ricevo email dall’Italia da amici o conoscenti che vorrebbero cambiare vita. A loro dico di non provare a farlo dall’Italia. Purchè non si ci sia un trasferimento interno da una sede italiana ad una americana, è molto raro trovare un impiego dal nostro paese. Ci sono più possibilità di trovare un’occupazione vivendo nella città, mettendoci la faccia e la voglia, anche se capisco che non tutti possono lasciarsi alle spalle una vita, amici, famiglia e partire. Inoltre bisogna adattarsi a ciò che si trova inizialmente, per poi arrivare pian piano all’obiettivo. Purtroppo il problema del Visto c’è. Non si può evitare. Bisogna trovare un modo per lavorarci intorno ed attendere il momento giusto per ottenere la carta verde. E’ un processo lungo, ma non appena si arriva alla fase carta verde, la discesa inizia”. Il sogno di Annalisa è di allargare la famiglia ‘vorrei avere un piccolo americano sgambettante in casa e tra qualche anno non mi dispiacerebbe cambiare città, rimanendo all’estero, ma avvicinandoci all’Italia. Inoltre mi piacerebbe prendere una pausa e fare un bel viaggio di 6-9 mesi, una sorta di mini viaggio del mondo”.

 

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