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Le donne e la febbre dell’anello

Un'immagine tratta dal film di Nicholas Stoller, The Five-Year Engagement, con i protagonisti Emily Blunt e Jason Segel

Un'immagine tratta dal film di Nicholas Stoller, The Five-Year Engagement, con i protagonisti Emily Blunt e Jason Segel

I diamanti rimangono migliori amici o con l'emancipazione sono diventati peggior nemici? 

 

La prima volta che venni in America, la questione engagement ring -anello di fidanzamento-, mi si è presentata su un piatto d'argento. Frequentavo una Università vicino New York ed andavo in visita dai miei parenti americani ogni tanto nel weekend, proprio lì iniziai a familiarizzare con espressioni del tipo fiancee – fidanzato-, bachelorette party -addio al nubilato-, bridal shower e così via. Si stavano sposando tutti, cugine più giovani di me erano già ad organizzare il loro matrimonio, a fare paragoni con gli anelli di fidanzamento delle amiche e a comprare casa, mentre io dovevo ancora laurearmi. Mi sembrava tutto molto bello, ma anche strano.

Ero appena giunta nella città dove le donne -come ci capita di vedere spesso anche nei film- si mostrano indipendenti e al top, più forti degli uomini sempre con la voglia di arrivare e distruggere con tutte le loro forze il famigerato glass ceiling e le differenze di genere. Ed invece col cavolo. La mentalità delle americane anche nella Grande Mela, non è molto distante da quella di donne, che ad esempio vivono nella provincia del Sud d'Italia. Non lo dico come una cosa negativa, al contrario, fa bene testare un pò di umanità, in un posto dove sembra essersi ormai, quasi annientata.  Dove le relazioni monogame sembrano una chimera, e le persone hanno apparentemente un'allergia al volersi impegnare a lungo termine con qualcuno. All'inizio pensai fosse solo una questione di tradizioni familiari, i miei parenti sono pur sempre di origini italiane e portano in genere, avanti la "nostra" idea di famiglia, vagli a spiegare poi che in realtà in Italia non esiste quasi più. 
A New York poi ci sono rimasta a vivere, ed ho testato con mano, la febbre dell'anello che le americane hanno, particolarmente dai 26 anni in su. Mi è capitato a lavoro, di sentire urla e risatine e vedere poi la persona in questione sfoggiare il birlocco con orgoglio, come se avesse raggiunto il traguardo di una vita. O al contrario ragazze fidanzate da anni con la faccia da funerale, perchè il loro compagno non ha fatto ancora la proposta. Non è solo questo. In America si è bombardati di programmi, reality show, negozi, dedicati esclusivamente al matrimonio. Dal programma di David Tutera, il designer che organizza matrimoni da sogno a persone che non se lo possono permettere a Kleinfield il negozio di Manhattan dove tutte le donne trovano il loro abito da principessa, per finire con il super kitsch Bridezillas dove si possono seguire le peggiori "signore" d'America coronare il loro sogno d'amore, in mezzo a risse, parolacce e cerimonie tenute in location di dubbio gusto. 
In fondo però che male c'è. Ricordo quando con mia madre da piccola guardavo le soap operas americane, in cui i protagonisti si sposavano e divorziavano di continuo. Le attrici commosse al momento del proposal -la proposta di matrimonio-, i lunghi pianti dopo il "sì". Abbiamo sognato tutte un momento del genere, non credo affatto a questa tendenza al voler essere a tutti i costi indipendente che investe le donne di oggi, in qualsiasi parte del mondo, se ci si innamora, si vuole trascorrere (o si ha l'illusione almeno per qualche tempo) la vita col proprio partner, si sogna insomma un momento così. Lui inginocchiato con l'anello in mano, noi che scoppiamo a piangere e diciamo sì.

In America come al solito tutto questo diventa eccessivo. La fantasia nota anche come "matrimonio all'americana" è invece una realtà che comprende una serie di deliziose assurdità, che vanno dai francobolli con le foto della coppia per gli inviti, ai magneti per il frigo con l'immagine dei due piccioncini con la frase "save the date", i pannelli con foto che riassumono la loro storia agli invitati nella sala ricevimenti. Di tutti questi fronzoli, l'elemento più insidioso rimane sempre l'anello di fidanzamento. Circa l'80% delle spose americane riceve il solitario qualche mese, o un anno prima dell'effettiva data del matrimonio. All'inizio pensavo che fosse soprattutto un grande spreco di soldi. Cosa di cui sono sempre stata convinta, anche quando mi capitava di andare ad un matrimonio in Calabria. Poi in fondo ho cambiato idea, perchè soffermarsi a pensare a cose così o al fatto che l'anello possa rappresentare o meno una promessa di amore eterno? O ancora peggio un simbolo che va a ledere la nostra preziosa indipendenza?

Poche, anzi pochissime donne di fronte ad un diamante scintillante- dimentichiamoci per un attimo anche del partner inginocchiato in attesa di una risposta – si stanno a chiedere cosa significa, lo afferrano e basta. Questo accade in America come in Italia, in Inghilterra come in Africa, siamo tutte uguali. L'anello è anche un simbolo di status oltre che di impegno in una relazione. Il partner spende parte del suo stipendio, per mostrare a tutti che ci può mantenere economicamente, prima che noi pronunciamo il fatidico sì. Per chi poi non è infastidita dalla questione uguaglianza uomo-donna, l'anello di fidanzamento rappresenta anche se vogliamo un grosso ed evidente segnale di DIVIETO, per gli altri uomini. 
E' curioso come il femminismo, soprattutto in America, abbia fatto sparire una serie di retrograde tradizioni  legate al matrimonio- come il cambio nome una volta sposati- ma non la pratica degli anelli di fidanzamento. Forse la ragione è che molte giovani donne, cresciute in questo clima di uguaglianza uomo-donna, non pensano al significato di queste tradizioni che sono rimaste. In questo modo è facile guardare ad un anello di fidanzamento semplicemente come ad un bel pezzo di gioielleria, finendo con l'accettarlo col sorriso sulle labbra, (cosa di cui sarò colpevole al 99% anche io, quando e se succederà!)

L'unica cosa preoccupante è che tutto questo trambusto riflettendoci, mostra soprattutto come molte donne misurino ancora il valore della loro relazione in questo modo, con la proposta, mentre gli uomini no. Preferiamo ancora l'anello e all'interno della relazione ce ne freghiamo spesso dell'uguaglianza, vogliamo ancora la promessa di un amore eterno sugellata da un diamante. Se fossimo davvero cambiate, useremmo allora altri simboli per mostrare il nostro impegno al partner. Un tatuaggio per esempio, potrebbe essere un'idea, economica e popolare, che farebbe però perdere tutta la magia, o no? 

 

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