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Giada Valenti: L’Italia cantata agli italo-americani

La musicista veneziana Giada Valenti si è esibita a New York per un pubblico di americani di origine italiana che il Bel Paese lo conoscono più dalle canzoni di Harry Warren che da quelle di Mina. Repertorio e racconti di vita offrono una possibilità di riconnessione tra due mondi

 

Domenica 10 novembre il teatro della St. John University, nel Queens, ha ospitato il concerto della cantante italiana Giada Valenti. L'ambiente é tipicamente quello dei campus universitari americani ma la cosa che colpisce da subito una volta giunti all'interno del teatro é la tipologia del pubblico presente in sala: una folta schiera di italo-americani di mezza e terza età. Salta all'occhio la cura con cui le signore hanno preparato le proprie acconciature e il trucco. I signori indossano degli eleganti vestiti scuri abbinati a foulard di seta. Sembra quasi di assistere ad una prima d'opera. 

Il concerto ha inizio e il pubblico in religioso silenzio assiste all'esibizione della cantante italiana nata a Venezia e ormai da otto anni americana d'adozione. Lo spettacolo propone rivisitazioni e interpretazioni di pezzi classici della musica italiana, come Volare di Domenico Modugno, e classici della tradizione italoamericana. Tra questi non possono mancare i brani di Harry Warren ovvero Salvatore Antonio Guaragna, signore indiscusso del musical americano, celebre compositore per cinema e teatro nonché vincitore di ben tre premi Oscar. Insomma, uno dei più grandi innovatori della musica popolare americana. Quasi del tutto sconosciuto in Italia, Salvatore Guaragna negli USA viene identificato con la cultura italiana per eccellenza. Mentre tra gli italoamericani, di cui molti non parlano italiano e spesso non sono nemmeno mai stati in Italia, personaggi come Gino Paoli, Mina, Lucio Dalla e gli altri risultano troppo lontani e incomprensibili.

Giada Valenti propone, attraverso la propria musica una possibilità di riconnessione con la cultura italiana accorciando le distanze tra i due mondi. Durante il concerto, tra un brano e l'altro, l'interprete narra al pubblico aneddoti della propria vita privata nel tentativo, per altro anche ben riuscito, di proiettare lo spettatore in quelle atmosfere tipicamente italiane. Ci racconta come i propri genitori si siano incontrati e innamorati a Venezia, città dell'amore per eccellenza, e lo fa indossando bellissime maschere veneziane che donano quel tocco magico che ci porta nel mitico sogno italiano.

 

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