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A Washington, premiate le “tre donne sagge”

di La VOCE NY

ll riconoscimento dell’Organizzazione Nazionale Donne Italo Americane (National Organization of Italian American Women, NOIAW) celebra l’eccellenza femminile italiana in America. Tra le vincitrici di quest'anno anche Laura Benedetti, abruzzese doc

Il prestigioso premio Three Wise Women è stato conferito per il 2014 ad Anita Botti, Carol Acinapura Trawick e all’aquilana Laura Benedetti.  La premiazione avvenuta il 15 gennaio, nel corso dell’Epifania Celebration a Washington, si è tenuta all’interno della sala meeting del Maggiano’s Restaurant.

Chi sono dunque, le tre “sagge” donne italo-americane insignite del titolo? Carol Acinapura Trawick, presidente della Trawick Foundation, Anita Botti, direttore dell’Office of Global Women’s Issues presso il Dipartimento di Stato Usa e Laura Benedetti, direttore del Dipartimento di Italiano della Georgetown University. Le tre hanno ricevuto l’ambito premio direttamente dalla presidente della NOIAW di Washington Diana Femia, e da Constance Morella già deputata al Congresso degli Stati Uniti ed ex ambasciatore USA presso l’OCSE. La comunità abruzzese ha applaudito con orgoglio la vittoria di Laura Benedetti, aquilana di nascita e “americana” di adozione. Laura si è laureata con il massimo dei voti all’Università “La Sapienza” di Roma con una tesi su Luigi Pirandello. Il suo interesse per la letteratura l’ha spinta poi a continuare gli studi presso la University of Alberta (Edmonton, Canada) dove l’incoraggiamento del prof. Enrico Musacchio, l’ha ispirata ad elaborare una tesi di Master sul tema del giardino nella poesia epico-cavalleresca. Il duplice interesse per il Rinascimento e la letteratura moderna ha contraddistinto le tappe del suo successivo percorso, che l’ha vista poi conseguire un Ph.D. alla Johns Hopkins University (Baltimora, Usa) e svolgere per otto anni attività d’insegnamento e di ricerca alla Harvard University (Cambridge, Usa). Laura ha pubblicato, tra l’altro, oltre alle opere già sopra citate, gli atti di due convegni (Gendered Contexts: New Perspectives in Italian Cultural Studies) e l’edizione di un trattato rinascimentale di Giovambattista Giraldi Cinzio, “Discorso dei romanzi”. Attualmente la Benedetti ricopre le posizioni di professore ordinario e direttore del dipartimento di italiano, presso la Georgetown University di Washington.

Le vincitrici del premio: da sinistra, Carol Acinapura Trawick, Laura Benedetti, Anita Bott

Le vincitrici del premio: da sinistra, Carol Acinapura Trawick, Laura Benedetti, Anita Botti.

Diana Femia madrina della serata, ha voluto sottolineare che il conferimento del premio alla Benedetti è motivato non solo dai risultati raggiunti nella critica letteraria, ma anche la sua instancabile attività di promozione della cultura italiana. Nel suo discorso di ringraziamento poi, la Benedetti ha ricordato di non essere nata italo-americana al contrario delle altre due premiate, ma di esserlo diventata durante un ricco percorso di esperienze umane e professionali che l’hanno portata dall’Aquila agli Stati Uniti attraverso lunghi soggiorni in Canada e in Francia. La critica di genere nord-americana l’ha portata a riservare grande attenzione al ruolo delle donne nella letteratura, come personaggi e come autrici. È da questa attenzione che sono scaturiti i suoi lavori più significativi, come La sconfitta di Diana. Un percorso per la Gerusalemme liberata, The Tigress in the Snow. Motherhood and Literature in Twentieth-Century Italy (vincitore, a Pescara, del Premio Internazionale Flaiano per l’Italianistica) ed il suo ultimo lavoro, la traduzione inglese delle Esortazioni alle donne e agli altri se a loro saranno a grado di Lucrezia Marinella (1571-1653). Corredato da un’introduzione e da oltre quattrocento note esplicative, il volume Exhortations to Women and to Others if They Please costituisce l’unica edizione moderna, in qualsiasi lingua, del rarissimo lavoro di Marinella, sopravvissuto in sole tre copie e mai ripubblicato dopo la princeps , la prima edizione del 1645. Laura Benedetti, tra l’altro, si è anche detta particolarmente felice “di essere la prima rappresentante del mondo accademico a ricevere il premio, e di considerare questo onore quale riconoscimento dell’importanza del lavoro che l’intero Dipartimento di Italiano della Georgetown University svolge perché la cultura italiana continui a costituire parte vitale dell’identità americana”.  

Intensa è anche la sua attività pubblicistica. I suoi articoli spaziano dalla letteratura medievale alla produzione narrativa più recente, che ha seguito da vicino per dieci anni quale curatrice della voce “letteratura italiana” per l’Encyclopedia Britannica Year in Review. Nel corso della sua carriera ha organizzato numerosi incontri, seminari e convegni, tra i quali Dopo la caduta: memoria e futuro, che si è svolto a L’Aquila il 5 e 6 giugno 2010. Studiosi e scrittori provenienti dall’Italia e dagli Stati Uniti si sono alternati a rappresentanti del mondo culturale cittadino nell’esame dell’impatto psicologico e sociale del terremoto del 6 aprile 2009 e di eventi simili, della funzione terapeutica della letteratura e del ruolo che la cultura è chiamata a svolgere per ripristinare il senso di appartenenza e di comunità. Per la sua università, la Benedetti cura al momento un programma estivo in Italia, che quest’anno tornerà all’Aquila dopo quattro anni di sospensione a causa del sisma del 2009. Numerose e di alto profilo sono anche le attività culturali che il Dipartimento diretto da Laura Benedetti conduce, in collaborazione con l’Istituto italiano di Cultura e con l’Ambasciata italiana a Washington.

Il Consiglio Direttivo del NOIAW

Il Consiglio Direttivo del NOIAW

La NOIAW dunque, anche quest’anno da grande risalto con questo premio alle donne italo-americane che si distinguono per eccellenza nel loro campo professionale. L’organizzazione vanta nella sua composizione molte personalità onorarie. Tra queste Nancy Pelosi, deputata al Congresso e già Speaker (Presidente) della Camera Usa; Geraldine Anne Ferraro, scomparsa a Boston nel 2011, già deputata al Congresso, poi ambasciatore presso un’organizzazione dell’Onu. Marie L. Garibaldi, giudice alla Corte Suprema del New Jersey dal 1982 al 2000; Patricia DeStacy, presidente e amministratore delegato della CPB, finanziaria della radio-tv pubblica americana; Rosa L. DeLauro, deputata al Congresso; Lidia Matticchio Bastianich, famosissima cuoca, scrittrice e personaggio televisivo; Matilda Raffa Cuomo, moglie di Mario Cuomo, ex Governatore dello stato di New York, fondatrice del Mentoring Usa-Italia, onlus di solidarietà; Barbara DeBuono, docente alla George Washington University, presidente di Orbis International, organizzazione sanitaria che aiuta a curare e prevenire la cecità; ed infine, la baronessa Mariuccia Zerilli-Marimò, molto attiva nelle attività filantropiche e componente della delegazione Permanente della Santa Sede presso l’Onu. Vedova di Guido Zerilli-Marimò, ha donato alla New York University la Casa Zerilli-Marimò, dove ora ha sede il Dipartimento di Studi italiani dell’ateneo privato più grande d’America.

L’organismo di governo della NOIAW è il Consiglio Direttivo Nazionale. Rigorosamente composto da un team di donne italo-americane. Questa è l’attuale formazione: Aileen Riotta Sirey, fondatrice e presidente emerita (Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana, Medaglia d’onore Ellis Island); Betty Santangelo, presidente dell’Assemblea dei Soci (è uno dei migliori avvocati d’America, vincitrice del Burton Award 2008); Maria T. Vullo, vice presidente (avvocato, è stata vice Procuratore Generale nello Stato di New York); Diana Femia, Tesoriere (è stata senior Director per il New York Mercantile Exchange per più di 23 anni); Cristina Matera, affermato medico endocrinologo che insegna alla Columbia University; Donna DeMatteo, una dei soci fondatori dell’organizzazione (drammaturga, è direttore esecutivo della Fondazione Herbert Berghof – Drammaturghi e teatro); Patricia A. Martone, avvocato, è specializzata in diritto dei brevetti, tra i migliori avvocati del settore negli States; Mary Ann Mattone, è stata Director of Nursing presso la Columbia University, dopo di che lasciato il mondo accademico, ha lavorato come broker a Wall Street;  Angela Mazzarelli, giudice alla Corte Suprema dello Stato di New York; Maryrose Barranco Morris, che ha insegnato ed è stata direttore accademico del Centro di Formazione TC della Columbia University; Angela T. Sculti, ex direttore della Corporate & Community Relations; Jo Ann Daddio Larsen, affermata dirigente di marketing, comunicazione, pubblicità nel settore bancario; Anne Marie D'Attelo, avvocato, attualmente opera nel settore delle assicurazioni; Maria Tamburri, direttore esecutivo.

La NOIAW oltre a salvaguardare e promuovere il patrimonio linguistico e culturale del Bel Paese, sostiene da anni l’eccellenza femminile di origine italiana ed è al servizio dei suoi associati attraverso programmi culturali ed opportunità di networking. L’organizzazione aiuta molto le giovani donne attraverso borse di studio nazionali, tutor e programmi di scambio culturale. L’organizzazione conta sull’associazione di molte donne provenienti da diverse esperienze professionali. Le componenti dell’associazione sono medici, avvocati, artiste, scienziate, infermiere, donne d’affari, educatrici, scrittrici, giudici e casalinghe.

La NOIAW fondata nel 1980 per iniziativa di Aileen Riotto Sirey e d’un gruppo di donne italo-americane – tra le quali Geraldine Ferraro, Matilda Raffa Cuomo, Donna DeMatteo, Constance Mandina e Roseanne Coletti – cerca da allora di creare una rete nazionale per combattere stereotipi e pregiudizi etnici, promuovendo modelli positivi. L’Organizzazione, in Usa, ha giurisdizione federale, ma conta Sezioni in numerosi Stati americani. Attualmente la NOIAW si è trasformata in un’organizzazione internazionale che tiene collegamenti attraverso eventi e conferenze tra donne d’origine italiana in America, Argentina, Australia e ovviamente con donne in Italia. Le attività e la funzione svolta dalla NOIAW costituiscono un orgoglio per la comunità italiana in America e per l’Italia, per l’onore che le donne italo-americane rendono al Paese delle loro radici.

 

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