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Festa della Repubblica a New York: una maratona sportiva e culturale, tutta made in Italy

di Maurita Cardone e Chiara Zaccherotti

La due giorni di celebrazioni iniziata domenica per la Festa della Repubblica ha unito italiani, italo-americani e newyorchesi che amano l’Italia in un tourbillon di presentazioni, concerti, performance e degustazioni, con un focus sullo sport e l’Expo 2015, una vetrina delle eccellenze e un ricordo di Giacomo Matteotti

Una maratona sportiva e culturale. La possiamo riassumere così la due giorni dedicata alle celebrazioni della Festa della Repubblica a New York, una ricorrenza che ha visto coinvolte non soltanto le Istituzioni italiane presenti in città, ma in generale tutta la comunità italiana e italo-americana e tutti i newyorchers che amano l’Italia. Manifestazioni musicali, presentazioni di prodotti italiani, performance artistiche e culturali, degustazioni di prodotti tipici del nostro Paese: un programma ricco di iniziative ed eventi tutti incentrati sul buono e il bello del Made in Italy e dedicati a due filoni conduttori principali, lo sport e Milano Expo 2015.

Dopo la Caccia al Tesoro di domenica 1 giugno, i festeggiamenti si sono estesi a tutta la giornata di ieri, sotto l’egida organizzativa del Consolato Generale d’Italia, dell’Istituto Italiano di Cultura (al momento, ricordiamo, senza direttore e gestito quindi dal Console), dell’Ente Nazionale Italiano per il Turismo e dell’Italian Trade Agency, con la collaborazione della Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University, la Scuola d’Italia G. Marconi, il CONI e tutti i partner coinvolti che hanno sostenuto la riuscita dell’iniziativa.

National Sports Day

Il National Sports Day alla Scuola Italiana G. Marconi.

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L’artista Paolo Spano e alcune delle opere esposte alla Scuola Marconi

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Il primo evento della mattinata è stato il National Sports Day, una giornata dedicata allo sport che ha visto coinvolti gli alunni della Scuola d’Italia G. Marconi in piccole competizioni sportive organizzate con la collaborazione del CONI: dalla pallacanestro al calcetto, dai percorsi di atletica agli esercizi con l’hula hoop, per i ragazzi è stata un’occasione d’oro per avvicinarsi alle varie sfumature della disciplina sportiva. E anche l’arte ha celebrato lo sport alla Scuola Marconi dove, in contemporanea con gli eventi del 2 giugno, è stata allestita la mostra dell’artista Paolo Spano che ha realizzato una serie di quadri dedicati a diverse discipline sportive.  
Velvet Park

Velvet Park

Velvet Park, la mostra dell’artista Teresa Cinque.

Nel frattempo, presso la sede del Consolato, il pubblico assisteva all’opening della mostra dell’artista Teresa Cinque, Velvet Park, una vera e propria foresta di velluto comparsa a Park Avenue. Si tratta di una mostra molto particolare che ha visto l’installazione di alberi di velluto sulle pareti dell’edificio consolare e che sarà visibile per tutti i visitatori fino a settembre prossimo. “Un progetto site specific – lo ha definito il Console Natalia Quintavalle – che consolida la vocazione del salone del Consolato generale a ospitare l’arte. Dopo le pitture caravaggesche di Nunziante, i Poetari e Frottage di Giorgio Milani e la mostra dei reperti etruschi, spetta adesso a Teresa Cinque il compito di raccontare al Consolato e ai suoi visitatori il nostro Paese con il linguaggio dell’arte”.

Kickstarting

La performance Kickstarting #2 all’Istituto Italiano di Cultura dellÔÇÖartista Andrea Mastrovito.

Kickstarting #2: l’Italia è una repubblica fondata sul pallone
Sempre nel pomeriggio, si è inaugurata una performance assai originale: palloni macchiati di grafite letteralmente calciati verso una delle pareti dell’Istituto Italiano di Cultura. L’idea è venuta ad Andrea Mastrovito, un giovane artista italiano che ha trovato ispirazione in un quartiere abbandonato di Bushwick. “Insieme a 100 bambini provenienti da varie scuole del quartiere – ci racconta ho avviato un programma sociale di educazione artistica nell’ottica di rivalutare in modo originale alcune zone degradate del quartiere. C’era un grande muro grigio che abbiamo colorato semplicemente utilizzando un pallone da calcio e della grafite”. L’idea, non si può negare, è alquanto curiosa, ma ha un nobile obiettivo: favorire l’interessamento all’arte e alla cultura. L’uso del pallone da calcio, poi, era perfettamente in linea con il tema dei festeggiamenti: “L’immagine che ho scelto per la performance – ha aggiunto è la prima pagina di Milano Sera all’indomani del referendum. Lo stile, la titolazione, tutto mi ricordava le prime pagine dei giornali di quando l’Italia ha vinto i mondiali. Ma del resto – e qui arriva la provocazione cos’è l’Italia se non una repubblica fondata sul pallone?”.

 

neo

I neo cavalieri posano insieme al console Natalia Quintavalle (a sinistra). Foto: Vito Catalano

I neo cavalieri

Come da tradizione, il 2 giugno il Consolato consegna anche le onorificenze a coloro che hanno ricevuto il riconoscimento di cavaliere della Repubblica. Quest’anno a essere premiati sono stati Joseph Scelsa, Joseph Guagliardo, Maria Fosco e Vincenzo Pascale.
L’Expo 2015, una presentazione in contemporanea mondiale
Infine, il grande evento conclusivo. La Festa si è conclusa nel luogo da cui era partita il giorno prima con la caccia al tesoro (la sede del Consolato) ed è qua che si è celebrato l’altro filone conduttore delle celebrazioni, ovvero l’Expo Milano 2015: una presentazione che si è svolta in contemporanea mondiale in 123 Ambasciate, 48 Consolati Generali e 9 Rappresentanze Permanenti e che a New York ha visto la partecipazione del Segretario generale del Ministero degli Esteri, Michele Valensise, in rappresentanza del governo italiano.

Premiati dalla vice console, Lucia Pasqualini, i vincitori della caccia al tesoro, ai quali sono state ufficialmente consegnate le chiavi della Vespa S150 (primo premio della gara), l’evento si è chiuso con una sorpresa musicale: un’incredibile esecuzione a cappella dell’Inno d’Italia e dell’Inno alla Gioia (inno ufficiale dell’Europa) delle Women of The World, un gruppo di cantanti provenienti da angoli diversi del pianeta.

 

Una vetrina del made in Italy su 67th Street

Mentre su park Avenue si festeggiava così, girato l’angolo, su 67th Street, anche all’Italian Trade Agency si celebrava l’Italia con un’intera giornata dedicata alle eccellenze del made in Italy. Per l’occasione la sede dell’ICE si è trasformata in una vetrina di prodotti italiani, spaziando dalla tecnologia alla moda, passando per l’immancabile food and wine. Esposti negli spazi dell’agenzia tanti prodotti di diverse aziende che orgogliosamente portano nel mondo l’eccellenza italiana. C’era la Piaggio con la Vespa, di recente arrivata alla conquista delle strade di New York. C’erano gli pneumatici Pirelli e l’ultima creazione di Masciarelli, una bicicletta ultra leggera per l’occasione decorata dal tricolore e dalla sigla ITA. In vista dei mondiali di calcio poi, c’era Panini con l’album World Cup che raccoglie le figurine di calciatori dei mondiali dal 1970 al 2010. E nell’anno del trionfo del cinema italiano, non poteva mancare un omaggio a La Grande Bellezza, il film di Sorrentino vincitore dell’Oscar come migliore opera straniera. La bellezza in questo caso è quella della sartoria italiana dell’azienda Attolini che ha realizzato gli abiti indossati da Toni Servillo nei panni di Jep Gambardella. Spazio anche all’abbigliamento femminile con il marchio Bellucci.

tobiaE poi ancora fashion con Capri Touch, Curiel, Fedon,Tobia, e Cenci, in uno spazio dedicato alla creatività artigianale di aziende di sartoria e pelletteria che propongono linee rigorosamente fatte a mano. Francesco Leone, presidente di Tobia ci ha spiegato che gli abiti da uomo realizzati dalla sua azienda vengono fatti esclusivamente su misura, con cuciture fatte a mano e asole cucite dalle suore di un convento vicino Spoleto: tutte qualità che i clienti dello showroom newyorchese sembrano apprezzare. Stefano Pileggi, sales manager North America per Fedon, azienda nata a Belluno nel 1919 come produttore di astucci per occhiali e da tre anni sbarcata negli USA, ci racconta che i loro prodotti sono riusciti addirittura a conquistarsi un posto nell’arte contemporanea del MoMA per due brevetti su oggetti di design. A conferma che la creatività italiana è il nostro migliore biglietto da visita e il più importante tesoro su cui capitalizzare.

gruppo

Alberto Zamperla, brand ambassador del Torcolato, il console Natalia Quintavalle, La somellier Alessandra Rotondi, il direttore dell’ICE Pier Paolo Celeste

Nel corso della giornata all’ICE, il direttore Pier Paolo Celeste ha guidato gli ospiti nel percorso alla scoperta del made in Italy, tra una degustazioni di vino (il Torcolato promosso da Alberto Zamperla l’ha fatta da padrone a fine pasto, introdotto dalla sommelier Alessandra Rotondi) e una di olio (Monini e Colavita), un assaggio di formaggi (offerti da Di Palo) e uno di prosciutti (Parmacotto). “Siamo preoccupati – ha scherzato Celeste quando ci siamo fermati a scambiare due battute con lui nel primo pomeriggio – perché contavamo di avere circa 300 presenze in tutto il corso della giornata e finora abbiamo contato 295 persone. Ci fa particolarmente piacere vedere che ci sono stati più americani che italiani perché è a loro che dobbiamo comunicare le eccellenze del nostro paese”. A fare da cicerone tra cibi e vini è stato Fred Plotkin, esperto di italianità che si è costruito una reputazione intorno alla cultura gastronomica e all’opera e che ha esordito spiegando: “Ho iniziato ad appassionarmi di Italia quando mi sono accorto che tutte le cose che mi interessavano o erano nate in Italia o in Italia si facevano meglio che dovunque altro”.

Tra una degustazione e l’altra, nel pomeriggio anche uno dei simboli del made in Italy per eccellenza, la Ferrari, ha avuto il suo momento, con la presentazione della nuova California T.

“I prodotti italiani – ha detto ancora Celeste – hanno tre elementi che li rendono grandi: creatività, bellezza e storia. Sono tutte qualità che anche gli americani ci riconoscono: su questa scia vogliamo inserire nuovi prodotti”.

La festa della Repubblica per l’ICE era iniziata già domenica con un aperitivo italiano alla High Line Ballroom che è stato occasione per assegnare il premio Italian Brand Ambassador, rivolto a personaggi del mondo dell’imprenditoria che si sono distinti per la promozione dei prodotti italiani in America.

La Repubblica di Matteotti

Stefano Albertini

Stefano Albertini, direttore della Casa Italiana Zerilli- Marim├▓ ha introdotto la tavola rotonda su Matteotti

Intanto alla Casa Italiana della New York University, la Festa della Repubblica si celebrava ricordando un personaggio che fu fondamentale per la costruzione della moderna italia e che tuttavia viene spesso sottovalutato: Giacomo Matteotti. In una tavola rotonda, organizzata in collaborazione con il Centro Primo Levi, che ha preceduto la proiezione del film  di Florestano Vancini ll delitto Matteotti (1973), Mauro Canali (Università di Camerino) e Spencer Di Scala (University of Massachusetts Boston) hanno raccontato la vicenda politica del parlamentare socialista italiano, ucciso dalla allora neo nata polizia fascista, nel 1924. Canali ha esposto i risultati delle sue ricerche sull’omicidio Matteotti, aprendo nuove letture e scenari sul ventennio fascista (ve ne racconteremo nel dettaglio a breve). “Abbiamo scelto di celebrare il 2 giugno ricordando la figura di Matteotti – ha detto Stefano Albertini, direttore della Casa Italiana – perché riteniamo imporante, nel giorno della Repubblica, ricordare che la storia che sotto il fascismo tutto andasse bene prima dell’avventura coloniale e delle leggi razziali è solo un mito. Il fascismo nasce come movimento violento”. Ed è certo importante ricordarlo nel giorno in cui si celebrano (o dovrebbero celebrarsi) i valori di libertà e democrazia che la Repubblica rappresenta e che gli italiani scelsero con il referendum del 2 giugno 1946.  Valori che Albertini ha rievocato con le parole di Matteotti stesso, a chiusura della tavola rotonda: “Uccidete pure me, ma l’idea che è in me non la ucciderete”.

Il “grazie” del sindaco

Si è chiusa così una giornata intensa per una comunità italiana a New York che sempre più in questa città mostra di avere tante anime. Rubando le parole al sindaco Bill de Blasio, che ha inviato un messaggio per condividere con l’Italia l’entusiasmo di questa festa, a tutte le istituzioni coinvolte, ai partecipanti e a chi ha reso possibile l’organizzazione di questa iniziativa va un sentito “Mille grazie!”.

 

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