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Signor D’Orazio, la prego di non sentirsi “figlio di nessuno,” riesco a capire quello che prova e per questo mi impegno anche sulla cittadinanza

di Fucsia Nissoli

L'Onorevole Fucsia Nissoli risponde al lettore Donato D'Orazio sulla questione della cittadinanza perduta da molti italiani emigrati in America 

Caro Direttore,

Ecco la mia risposta alla lettera del Signor Donato D’Orazio pubblicata ieri su La VOCE.

Gentile Sig. D’Orazio,

 

La ringrazio delle sollecitazioni che Lei ha posto. La prego di non sentirsi “figlio di nessuno”, io riesco a capire quello che prova ed è per questo che mi impegno anche sul versante della cittadinanza. Poteva capitare anche a me ma io, a quel tempo, non rinunciai alla cittadinanza italiana.

Per quanto concerne questi problemi Le comunico che ho chiesto di introdurre un comma all’art. 4 del disegno di legge Marazziti ed altri: “Modifiche alla legge 5 febbraio 1992, n. 91, recante nuove norme sulla cittadinanza” (525).

Anche io ho sottoscritto tale disegno di legge con l’impegno che all’art. 4 venisse aggiunto il seguente  comma 2: “I nati in Italia, figli di almeno un genitore italiano, che hanno perso la cittadinanza in seguito ad espatrio, per cause non direttamente imputabili a loro stessi o per motivi di lavoro, riacquistano la cittadinanza italiana nelle forme previste dalla legge purché ciò non sia in contrasto con accordi bilaterali internazionali in vigore»”.

Pertanto, vediamo se durante l’esame in Commissione affari costituzionali riusciamo a far passare il fatto che chi aveva la cittadinanza italiana e l’ha persa non per colpa sua possa riacquistarla di diritto.

Infatti, durante il precedente Governo, avevo avviato un dialogo sul tema con il Ministro Kyenge che si era detta disponibile ad accogliere tale richiesta.

Come vede si lavora anche in silenzio per il bene della Comunità italiana all’estero, speriamo di riuscire a portare a casa i risultati attesi.

Molto cordialmente

Fucsia Nissoli

 

 

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