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Gli italiani che scolpirono il presidente. Il viaggio si conclude al Lincoln Memorial

La maestosa statua collocata nel Lincoln Memorial fu realizzata dallo studio Piccirilli

La maestosa statua collocata nel Lincoln Memorial fu realizzata dallo studio Piccirilli

L'ultima tappa dell'Italian American Country tour ci porta a Washington dove visitiamo il Lincoln Memorial la cui maestosa statua fu realizzata nel Bronx dallo studio Piccirilli, il più rinomato laboratorio di scultura del tempo. La loro arte aveva tratto nutrimento dalle radici italiane, ma i Piccirilli si consideravano americani. 

 

Ieri siamo volati a Washington, dopo aver lasciato la macchina che per un mese ha portato l’Italian American Country tour a ovest, fino a toccare la West Coast. Siamo arrivati nel luogo dove l’America celebra i suoi padri, da George Washington a Thomas Jefferson, ad Abraham Lincoln. 

Washington Memorial

La Reflecting pool e l’obelisco del Washington Memorial sullo sfondo

In pochi sanno che proprio il mausoleo di Lincoln racchiude un pezzo di storia italo americana: la maestosa statua collocata nel Lincoln Memorial venne scolpita nel Bronx dallo studio Piccirilli, il più rinomato laboratorio di scultura del tempo. Veterano del Risorgimento, Giuseppe Piccirilli era emigrato nel 1888 con i suoi sei figli, Ferruccio, Attilio, Furio, Masaniello, Orazio e Getulio. I principali scultori dell’inizio del XX secolo, come Daniel Chester French che aveva progettato Lincoln, inviavano i modelli in gesso al laboratorio Piccirilli. Lì, i fratelli trasformavano i calchi in monumentali opere d’arte collocate poi nelle maggiori città americane. Oltre a Lincoln, i Piccirilli scolpirono trenta statue per il Brooklyn Museum, l’Arco di Washington Square a Manhattan, la Tomba del Milite Ignoto nel cimitero nazionale di Arlington, la fontana di Dupont Circle a Washington e i famosi leoni all’esterno della New York Public Library. 

La loro arte aveva tratto nutrimento dalle radici italiane, ma i Piccirilli si consideravano americani. “Una volta sono tornato nella mia città natale – disse Attilio nel 1938 – Cosa ho trovato? Mi sentivo uno straniero in Italia. Parlavo la lingua, ma non riuscivo a pensare in italiano. […] ho capito che ero un vero americano quando ho portato il corpo di mia madre dall’Italia […] L’abbiamo sepolta qui e ho creato una statua dedicata alla maternità per lei […] quando si seppelliscono le persone care nel suolo di un paese, ti rendi conto che apparterrai a quella terra per sempre”.

Scultori e scalpellini durante i lavori di costruzione del Jefferson Building, edificio storico della Library of Congress (1891-1893)

Scultori e scalpellini durante i lavori di costruzione del Jefferson Building, edificio storico della Library of Congress (1891-1893)

Paolo Battaglia e Daniela Garutti

Paolo Battaglia e Daniela Garutti al dipartimento Prints and Photographs della Library of Congress

La prima delle cinquecento fotografie che compongono Trovare l'America, il libro di Paolo Battaglia da cui il progetto Italian American Country è iniziato, mostra i lavori di costruzione del Jefferson Building di Washington, nucleo storico della Library of Congress. L'immagine è del 1894 e fa pensare alle raffigurazioni medievali dei cantieri delle cattedrali romaniche, all'interno delle quali si trasferivano centinaia di scultori e scalpellini per lavorare in sede, sotto la direzione del maestro, alla decorazione dell'edificio. La fotografia è stata scelta perché la bottega della Library parlava in gran parte italiano, essendo composta principalmente da scultori toscani, liguri e piemontesi. 

Ci è sembrato giusto chiudere il cerchio del nostro tour nelle radici italiane d'America tornando lì, nel cuore degli States, dove tanti hanno lasciato una traccia oggi anonima. Abbiamo riguardato negli occhi quegli artigiani attraverso le foto originali custodite nella sezione Print and Photographs degli archivi del Congresso, e ci è sembrato di accorciare un poco le distanze temporali attraverso il contatto con un medium, la stampa fotografica, prodotto nel medesimo tempo e luogo. 

Dopo una visita del 1899, il giornalista Ugo Ojetti scrisse della nuova Biblioteca nell'"America Vittoriosa": “Quando, sulla collina del Campidoglio per la prima volta vedete la Biblioteca del Congresso, si ottiene la prova più radiosa non solo della forza e dell'ambizione di questo nuovo popolo, ma anche del suo potenziale intellettuale. Tutta la loro sete di conoscenza, per tutto ciò che è stato pensato o sognato nel mondo – per dominare completamente il passato e il futuro poiché il presente è sicuro nelle loro mani – è chiaramente manifestata qui, in tutta la sua esagerazione frenetica e quasi infantile e in tutta la bellezza del nobile, fiero, indomabile desiderio”

 



mappa

Questa è l'ultima tappa dell'Italian American Country, un tour di 6.000 miglia e 15 tappe attraverso gli USA alla scoperta degli italoamericani che vivono nelle piccole comunità. Da questo viaggio nasceranno un libro fotografico e un documentario che vedranno la luce nella primavera/estate del 2015. 

 

 

Il progetto è nato a seguito della pubblicazione del libro Explorers Emigrants Citizens edito daAnniversary Books e disponibile su Amazon.

 

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