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Riapre a New York S. F. Vanni Bookstore, prima libreria italiana d’America

Riaperta grazie al contributo del Centro Primo Levi di New York, S. F. Vanni Bookstore coniuga passato e presente e affianca alla originale libreria degli Anni Trenta una stanza multifunzionale che sarà dedicata a iniziative culturali di vario tipo. Debutto per la CPL Editions che presenta i suoi primi libri tradotti dall'italiano all'inglese

La S. F. Vanni Bookstore riapre nel cuore del West Village dopo 11 anni di inattività e lo fa con un intento ben preciso: omaggiare la storia del libro italiano a New York e dare nuova luce a quel posto che dal 1884 aveva rappresentato per tutti gli immigrati italiani arrivati dalla penisola un luogo di incontro, un centro culturale e un punto di riferimento. Chiusi dal 2004, infatti, i locali di quella che è stata una delle prime librerie di New York sono stati riaperti su iniziativa del Centro Primo Levi di New York, che proprio in occasione dell'opening ha lanciato la CPL Editions, il progetto editoriale con cui il Centro intende tradurre in inglese nuovi o importanti libri italiani. L'idea è quella di ritagliarsi un posto nella storia della piccola editoria italiana a New York proponendo e-books e testi print on demand e la S.F. Vanni Bookstore il luogo ideale per il raggiungimento di questo obiettivo.

Il designer Jonathan Wajskol.

Il designer Jonathan Wajskol.

All'inaugurazione della S. F. Vanni Bookstore La VOCE non poteva mancare. Presenti tutti i protagonisti che hanno reso possibile la realizzazione di questo ambizioso progetto: dalla Direttrice del Centro Primo Levi di New York, Natalia Indrimi, al Direttore editoriale della CPL Editions, Alessandro Cassin, al designer Jonathan Wajskol, colui che insieme all'architetto Bonnie Roche ha disegnato la grafica e concepito lo spazio. Al numero 30 West della 12th Street, infatti, ci sono (proprio perché sono stati voluti così) due ambienti ben distinti. Da una parte i locali dello storico bookstore, lasciati intatti così come sono stati ritrovati (anche l'odore riporta indietro nel tempo…); dall'altra, invece, un ambiente semplice ed essenziale che rappresenta la sala di benvenuto alla libreria e che, come spiegato da Wajskol, diventerà uno spazio dedicato a iniziative culturali di vario tipo.

“Sarà uno spazio culturale dedicato all'analisi dei libri: abbiamo in programma di organizzare delle book presentation di tutti i nostri libri nel dettaglio, con l'autore del libro che sarà chiamato a leggere e dibattere; ma organizzeremo anche proiezioni di documentari e seminari rivolti anche a giovani studenti”.

I due tavoli nella sala di benvenuto di S. F. Vanni Bookstore.

I due tavoli nella sala di benvenuto di S. F. Vanni Bookstore.

Dissonante, ma d'effetto il voluto accostamento tra il vecchio e il nuovo, un binomio riproposto anche sui due tavoli nella sala di benvenuto: su di uno i vecchi libri, quelli che hanno fatto la storia della S. F. Vanni a New York; sull'altro i primi libri con cui debutta la CPL Editions, tra cui I Am Counting on You, on Everyone, di Gemma Vitale Servadio, Return to Erfurt, di Olga Tarcali, Skirmishes on Lake Ladoga – Venice to Rome: in Flight from the Racial Laws, di Roberto Bassi, e A Silver Martian – Normality and Segregation in Primo Levi’s Sleeping Beauty in the Fridge, di Paola Mieli.

La libreria per ora resterà aperta per circa quattro-cinque mesi, ma ci auguriamo vivamente che possa trovare il modo e le energie per farlo in maniera definitiva. Perché, come ha spiegato Natalia Indrimi nell'intervista rilasciata a La VOCE prima dell'openingRiaprire Vanni è stato un passo preciso, un omaggio alla storia del libro italiano a New York, alla tradizione della "bottega" dove ogni merce è stata portata da qualcuno che ha viaggiato e che l'ha scelta, all'idea di uno spazio in continuo mutamento, tra passato e presente, un richiamo alle "scole", le piccole sinagoghe italiane che servivano per tante attività comunitarie a seconda dell'ora del giorno o del giorno della settimana. Questo piccolo edificio commerciale in una strada di fastose "brownstones" ha una sua personalità funzionale e modesta ma è uno dei pochi luoghi del Village ad aver mantenuto la sua ragion d'essere per ben più di un secolo. L'idea di uno spazio libri del Centro Primo Levi è legata a questo luogo specifico e se avrà un futuro dipende da questo legame”.

 

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