Cerca

EXPATEXPAT

Built with Faith: l’arte della religiosità degli italiani di New York

Presentato al Calandra Italian American Institute della CUNY, il libro di Joseph Sciorra Built with Faith. L'autorevole studioso delle tradizioni culturali degli italiani in America, descrive in dettaglio le forme artistiche delle espressioni di fede dell'ondata migratoria italiana arrivata alla fine dell'ultima guerra mondiale 

E’ stato presentato a New York  il libro Built with Faith (Costruito con la fede), di Joseph Sciorra, direttore per i programmi accademici e culturali del Calandra Italian American Instiute del Queens College – CUNY. 

In un affollato evento tenuto nella sede di Manhattan del Calandra, Sciorra, tra i più autorevoli studiosi della storia e cultura italo-americana, ha fin dall’inizio precisato che la sua opera non è incentrata sull’incontro, spesso non privo di difficoltà e malintesi, tra gli italiani arrivati negli Stati Uniti, specialmente a New York, e la cultura locale: “In questo libro, non mi interesso delle vicende riguardanti l’integrazione degli italiani nella società statunitense poiché ci sono già moltissimi altri libri che trattano questa materia. Ciò che invece racconto è il modo in cui la religione cattolica viene vissuta, con le sue pratiche ed usanze, dalla popolazione italiana che vive a New York”.  

Buiil with FaithIl libro, pubblicato dalla ‘The University of Tennessee Press/Knoxville’, è ricco di studi etnografici, sociali e religiosi ed esplora le tradizioni religiose dei nostri connazionali arrivati nel ‘Nuovo Mondo’ dopo la conclusione della Seconda Guerra Mondiale: una tipologia di immigrazione diversa da quella avvenuta fra la fine dell’800 e gli inizi del '900, in un contesto generale totalmente cambiato, dove gli Stati Uniti, anche grazie alla vittoria del conflitto appena conclusosi, si affermarono in maniera incontrastata come la nazione più potente e prosperosa del mondo. 

Siamo nell’epoca della Guerra Fredda, nella quale fra gli stati europei si creò una netta divisione fra quelli al di qua della "Cortina di ferro"  e quelli che si trovavano nella sfera d’influenza dell’URSS, una fondamentale separazione che segnerà la loro sorte anche dopo la caduta del Muro di Berlino; il benessere e l’opulenza d’oltreoceano,  di una terra che non aveva sperimentato sul suo suolo le disgrazie dei combattimenti e delle distruzioni del secondo conflitto mondiale, attirarono parecchi italiani e New York si rivelò ancora una volta uno dei maggiori poli attrattivi per i nuovi emigranti.  

Dagli anni ’50, numerosi quartieri della Grande Mela cambiarono demograficamente soprattutto per gli influssi di afro-americani, ispanici e di questa nuova ondata di italiani: quest’ultimi portando le usanze cattoliche nei nuovi luoghi di residenza, a volte si scontrarono con i costumi delle altre etnie e, come affermato da Sciorra, il continuo cambiamento "è un determinato aspetto della vita urbana".   

Nel libro, l’autore si concentra sulla storia degli italo-americani fino agli anni ’80 ed illustra pratiche cattoliche, tradizioni, espressioni e materiale culturale ed architettura, il tutto attinente alla specificità dei diversi quartieri di New York.  Sciorra, mostrando decine di foto che testimoniano il modo in cui viene vissuta la cattolicità, ha esposto in cinque capitoli la sua opera, ognuno inerente ad un particolare aspetto della religiosità espressa dagli italiani in America: in essi si parla di statue e santuari presenti in molti giardini di italo-americani, esposti per pratiche di fede o per ringraziare pubblicamente un santo per un miracolo ricevuto, delle maestose decorazioni natalizie soprattutto a Brooklyn, nella zona di Dyker Heights, sovente tratto distintivo degli italo-americani, delle processioni organizzate dalle associazioni cattoliche a  Williamsburg, un’altra zona di Brooklyn, e dei presepi realizzati per l’avvento del Natale. Tutte queste manifestazioni, nel recente passato erano vere e proprie linee di demarcazione fra i vari gruppi etnici che vivevano in una determinata zona. 

Sciorra durante la presentazione del suo libro, ricco di immagini e dati, si è soffermato soprattutto sui presepi e sui criteri utilizzati nelle loro realizzazioni. “Mi sono appassionato al modo in cui gli italo-americani trasformano l’ambiente in cui vivono, facendolo diventare a loro familiare, quasi fosse ‘una casa’. E’ interessante vedere le particolarità di ogni quartiere riguardo le pratiche cattoliche che, inoltre, bisogna contestualizzare nel periodo storico in cui avvengono”. 

I presepi, come affermato dall’autore, sono vere e proprie forme d’arte create nelle tavernette, nei soggiorni e, a volte, all’esterno nei garage, in cui tutto è meticolosamente studiato e anche gli oggetti di uso quotidiano possono entrare a far parte della scena;  essi hanno anche un valore sentimentale, poiché ricordano l’infanzia passata, e gli emigranti più anziani cercano di tramandare questa passione alle nuove generazioni. 

Sciorra, avendo intervistato anche molte persone dedite a queste attività, ha infine affermato: “Magrado il numero di italiani in America di quella generazione sia diminuito rispetto al passato, in senso religioso ed artistico questi lavori ricoprono ancora oggi un ruolo significativo”.

 


 

Alla fine del suo intervento, abbiamo avvicinato Sciorra per porgli alcune domande: 

Sciorra

Joseph Sciorra

 

Cosa ti ha ispirato a scrivere questo libro?

“Mi ha ispirato l’osservazione di tutte queste interessanti e divertenti forme di arte che esistono fuori dalle tradizionali gallerie e dai musei di New York. Ci sono infatti anche tipi di arte che esistono nella vita quotidiana e che ci aiutano a vivere meglio in questa città”.

Cosa speri che comprendano ed imparino i lettori di questo libro?

"Vorrei far capire che le abilità artistiche si trovano in ognuno di noi. L’arte è ciò che rende unici gli esseri umani. A tal proposito, gli italiani hanno creato diverse forme d'arte a New York, alcune delle quali non sono state ancora pienamente apprezzate. Se i lettori sentissero dentro che questi modi di esprime l'arte possono aiutare oltre a risultare interessanti, ne sarei contento".

Mostrare la propria cattolicità in questa maniera, però, non appartiene solamente agli italiani.

“Esatto, poiché processioni, presepi, santuari ed altari sono realizzati da tutti i cattolici, specialmente franco-canadesi, irlandesi, ispanici e filippini. Sono dell’idea, comunque, che qui esiste uno stile unico creato dagli italiani che distinguono tutte queste forme di religiosità dalle altre comunità. Sono tutti cattolici, con le stesse pratiche religiose, ma gli italiani hanno uno stile particolare in queste realizzazioni”.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter