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La Repubblica del cinema. Le celebrazioni del 2 giugno a New York

Dalle finestre del palazzo del Consolato spuntano immagini di film che hanno fatto la storia del cinema italiano per l'installazione che accompagna il documentario

Dalle finestre del palazzo del Consolato spuntano immagini di film che hanno fatto la storia del cinema italiano per l'installazione che accompagna il documentario

La Festa della Repubblica a New York è ormai una tradizione per le Istituzioni e la comunità italiane e italo-americane. Una lunga giornata di eventi e iniziative dedicati a tutti gli amanti del Bel Paese. Il filo conduttore  di questo 2 giugno è stato il cinema made in Italy / Guarda la galleria fotografica

 

La Festa della Repubblica a New York è una tradizione ormai consolidata che vede riunite, ogni anno, le Istituzioni italiane, la comunità italiana e quella italo-americana in una serie di eventi e iniziative di interesse non solo per gli italiani residenti o di passaggio, ma anche per tutti i New Yorkers che amano l'Italia.

Quest'anno il filo conduttore delle celebrazioni, estese lungo 4 giorni a partire da domenica 31 maggio, è stato il cinema italiano: dalla Caccia al Tesoro Fotografica, alla proiezione di documentari e film, fino anche all'opening di mostre e alla presentazione di libri, tutto ha avuto come macro sfondo la magnificazione del cinema Made in Italy.

Il clou dei festeggiamenti è stato ovviamente martedì 2 giugno, giorno in cui, 69 anni fa, gli italiani hanno scelto la Repubblica come forma di Stato da dare all'Italia dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e la sconfitta del Fascismo. In un via vai tra Park Avenue e la 67° strada (gli edifici delle Istituzioni italiane presenti a New York sono tutti a pochi passi l'uno dall'altro), la giornata è stata veramente piena e articolata.

Tutto è cominciato alle 10 di mattina, con la consegna delle onorificenze di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica d'Italia, Cavaliere del Lavoro, Ufficiale dell'Ordine al Merito e Commendatore, che ha visto, quest'anno, coinvolti, Silvana Mangione, Francesco Iachello, Angela Mazzarelli, Frank Corvino, Aldo Mancusi, Silvia Formenti, Vincent J. Viola, Carmine Pisacreta, Salvatore Scardigno, Thomas Bellavia, Angelo Bio, Victor Paladino, Salvatore Comella, Michael White e Antonio Cardillo.

Nel frattempo, a pochi isolati di distanza, l'Italian Trade Agency apriva le porte al pubblico per celebrare la cultura enogastronomica italiana. “Prendendo ispirazione dal tema dell'Expo – ha dichiarato il nuovo Trade Commissioner Maurizio Forte, alla sua prima ufficiale presentazione pubblica – il programma sviluppato dalla nostra Agenzia è stato incentrato su vini e prodotti tipici italiani, non solo per regalare piacevoli occasioni di degustazione ai nostri ospiti, ma soprattutto per sottolineare l'importanza del Made in Italy in questo settore, nel quale le attività produttive sono fortemente collegate alla difesa delle tradizioni, dei mestieri e dei territori”. Oltre a banchetti enogastronomici (tra i quali l'immancabile Lou Di Palo e suoi formaggi, Marco Mocellin con i salumi Parmacotto, Paul Sevigny con l'Amaretto Disaronno, la Pizzeria Don Antonio e la cuoca Rosanna Di Michele), nella sala che all'ICE ha ospitato i festeggiamenti del 2 giugno erano presenti anche: la scrittrice Elisa Simonelli, che ha presentato il suo libro Il Paese dove tutto è possibile; la Montaclair University, che insieme a La VOCE di New York e ad Art Motion Picture ha presentato il progetto sperimentale Business Italian Style, illustrato dalle rappresentanti delle tre realtà coinvolte, Teresa Fiore ed Enza Antenos (Montclair University) e Maurita Cardone (La VOCE di New York); Eugenia Paulicelli che, con alcuni studenti della CUNY University, ha raccontato ai presenti i progetti Sprezzatura e New York City Fashion Index, entrambi parte del progetto Made In Italy Lab, all'interno del programma di Fashion Studies e connesso con il programma di italiano del Queens College, che saranno presentati anche all'Expo di Milano (Eugenia è una nostra Columnist e presenterà i dettagli di questi due progetti nella sua rubrica FASHIONOLOGY.

Nel primo pomeriggio, dietrofront verso Park Avenue, prima all'interno dell'Istituto di Cultura, dove sono state inaugurate la mostra Manhattan: Portraits of a City, di Marco Martella, in collaborazione con l'American-Italian Cancer Foundation, e quella Minimal Devices of Mulrisensory Reanimation, di Daniele Puppi, poi nuovamente al Consolato, per l'opening della mostra di Minya Mikic GAPscape – State of Art – Italia, curata da Achille Bonito Oliva, e la cerimonia di premiazione dei vincitori della Caccia al Tesoro Lights, Camera, Action!, il cui primo premio, una Vespa, se l'è aggiudicato la coppia composta da Alexo Wandael e Alessandra Rotondi.

Un'altro veloce passaggio all'Istituto di Cultura (Consolato e Istituto sono uniti da un simpatico terrazzino all'aperto) per l'apertura ufficiale della Biblioteca Lorenzo da Ponte e la presentazione del libro Italian Fascism's Empire Cinema, di Ruth Ben Ghiat, per poi tornare nuovamente al Consolato per la cerimonia finale, con la consegna delle onorificenze di Ufficiali ai giornalisti Giampaolo Pioli e Maria Bartiromo (alla quale hanno preso parte anche gli ambasciatori Inigo Lambertini e Sebastiano Cardi), l'esecuzione dell'Inno d'Italia e dell'Inno Europeo, da parte degli studenti della Scuola d'Italia Guglielmo Marconi, e dell'Inno nazionale statunitense, eseguito da Theresa Sareo, e, infine, la proiezione del video A trip to Italy: the best movie of your life, realizzato dall'Italian National Tourist Agency (ENIT) e presentato da Eugenio Magnani. Tra il pubblico, in prima fila, anche Walter Veltroni, questo pomeriggio alla Casa Italiana Zerilli-Marimò per presentare I bambini sanno, il suo ultimo documentario, nel quale sono state raccolte le testimonianze di 39 bambini, di età compresa tra gli 8 e i 13 anni, su l'Italia, la vita, gli adulti e il futuro.

Gran finale musicale, quindi, all'Istituto di Cultura, con il Concerto Giovanni Guidi Trio, che ha visto riuniti tre dei più grandi talenti italiani del jazz in una performance imperdibile per gli appassionati del genere: Giovanni Guidi al piano, Joao Lobo alla batteria e Thomas Morgan al basso.

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