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L’italiana che vuole allenare New York

Allenamento fisico e consapevolezza, postura e teatro: questi gli elementi di una storia che parte dall'Italia e arriva a New York con The Godi Method il nuovo stile di personal training elaborato dall'italiana Claudia Godi

Respirazione e ripetizione sono alla base di The Godi Method®, una nuova metodologia di allenamento che insegna “come mantenere un corretta postura durante l'attività fisica ottimizzando così il movimento e riducendo sforzi non necessari, fornendo gli strumenti che permettano di avere consapevolezza del proprio corpo, anche quando questo è sotto sforzo”. Detto così sembra scontato, ma non lo è affatto se pensiamo alla meravigliosa inconsapevolezza in cui in questi anni tutti si buttano in palestre e centri yoga per essere fit, perdere peso, rilassarsi, sciogliersi i muscoli o farsi i muscoli. Eserciti di donne e uomini di tutte le età si riversano a Central Park a fare jogging, power walking, biking e tai chi, affollano palestre per corsi e allenamenti di ogni sorta, frequentano classi di yoga declinato in ogni sua forma, pagano profumatamente personal trainer più o meno certificati da cui si fanno torturare in salotto la mattina presto.

E tutto questo va benissimo, nella misura in cui fare esercizio è importante. Ma è ancora più importante fare esercizio correttamente, o almeno consapevolmente, altrimenti possono essere guai. Questo nuovo metodo richiede una profonda comprensione e una grande precisione in ognuna delle attività fisica che facciamo quotidianamente. Si chiama The Godi Method® perché a crearlo è stata Claudia Godi, italiana che vive a New York con alle spalle anni di formazione e lavoro come personal trainer specializzata in ginnastica posturale, e con un interessante percorso di vita e lavoro che l'ha portata dall'ISEF a Firenze alla recitazione a New York e a Roma, e poi all'apprendistato e quindi l'esercizio in studi fisioterapici, palestre, fino al diploma all'American College of Sports Medicine, che le ha dato la certificazione ACSM per lavorare negli Stati Uniti come istruttrice fitness e personal trainer. E anche quest'ultima, per chi conosce un po' l'ambiente, non è cosa da tutti…

1Ci vorrebbe un altro articolo per raccontare una vita così movimentata e la passione per recitazione ed esercizio fisico che per Claudia sono sempre andate a braccetto. “Ho fatto l'ISEF a Firenze – racconta Claudia – e a 17 anni, ho cominciato a insegnare ginnastica artistica nella palestra Ginnastica Il poggetto (di Margherita Mondini e Mauro Selvi). Poi, dopo la tesi, i miei genitori mi hanno regalato un viaggio a New York, per studiare alla Strasberg. In quegli anni non era una scuola cara come adesso, anche se io ero comunque la più povera lì dentro. Dormivo nel dormitorio del Salvation Army a Gramercy park, quel bellissimo parco di cui solo i residenti hanno le chiavi, loro e noi che dormivamo al Salvation Army! Io all'epoca parlavo e capivo poco l'inglese, quindi imparavo tutto a memoria, anche se a volte non capivo nulla. Ma la Strasberg è stata un'esperienza importantissima per me.

Poi, tornata a Roma, Claudia Godi voleva continuare con la recitazione, ma si è accorta da subito che l'Accademia Silvio D'Amico non faceva per lei: il metodo era diverso da quello della Strasberg e non le interessava molto. “Sono tornata a New York, ma non più alla Strasberg, alla Carnegie Hall, dove insegnava da anni Mr. Robert X. Modica, un insegnante straordinario e per me un mentore, era uno sperimentatore, fuori dagli schemi, insegnava ogni giorno, ad ogni ora, e lì ci andavano tutti, non era una scuola classica, per ricchi, come le altre a New York. Modica applicava il metodo Meysler, i cui esercizi si basavano essenzialmente sulla ripetizione e questo mi è servito tantissimo, non solo per la recitazione, ma anche per la mia attività di personal trainer, che comunque in quegli anni stava andando avanti”.

È proprio quel passo dalla recitazione al personal training che rende unico il percorso di Claudia Godi. “Io avevo fatto la tesi di laurea sulla figura del personal trainer, in un momento in cui non c'era ancora la moda del personal trainer che c'è adesso, non si sapeva nulla. Tant'è che mia mamma, da ricercatrice, mi prendeva in giro perché facevo la tesi su un argomento su cui non c'erano fonti, esisteva solo un libro! Devo anche ringraziare mia madre perché sono cresciuta con modelli di rigore scientifico che mi sono poi sempre portata dietro, anche nel mio lavoro, in un ambito in cui ci sono invece molti metodi, molte mode, in cui non c'è alcun rigore scientifico”.

Già a Roma, subito dopo la laurea e l'esperienza alla Strasberg di New York, l'interesse per quel mondo si approfondiva: “A Roma ho lavorato presso lo studio di un fisioterapista bravissimo, Luigi Salvino. Poi ho cominciato a seguire il lavoro presso l'AIFIMM, dove applicavano il Metodo Mézières, e questo mi ha aperto un mondo; infatti il metodo che ho poi elaborato è basato essenzialmente sul Mézières. A Roma per anni ho lavorato in altri centri, passando dalla ginnastica girotonica al fare la preparatrice atletica presso il centro tennis RAI, con il maestro Piero Picchione.”

2Lontana dalle mode, a New York Claudia Godi si è poi costruita un suo spazio, partendo proprio dal Metodo Mézières e arrivando ad un suo metodo che sta avendo molto successo. “Qui il Mézières non è conosciuto come in Europa, tant'è che mi contattano clienti da diverse parti degli Stati Unti che hanno letto che io applico il Metodo Mézières e si fanno migliaia di chilometri per venire a fare il metodo con me”. Ma cos'ha di particolare The Godi Method® rispetto al Mézières? “Ho elaborato un metodo che, partendo dal Mézières, insegna a riconoscere e rompere le sinergie muscolari nell'esercizio fisico, facendo in modo che il movimento sia fluido e l'impatto sulle articolazioni ridotto… È difficile da spiegare a parole, sul mio sito c'è un breve video che spiega in modo efficace di cosa si tratta”.

Ben oltre la semplice ginnastica, il metodo di Claudia Godi non ha sesso né età: “Il mio metodo è per tutti, diciamo che l'obiettivo non è suggerire modalità di movimento 'corrette', bensì fornire gli strumenti in modo che ciascun individuo trovi la modalità di movimento più adatta e funzionale a sé”. Si tratta di esercizi precisi e mirati, in sessioni individuali o di gruppo, assegnati da Claudia dopo un'attenta analisi individuale compiuta nella prima seduta. “È importantissimo fare gli esercizi nel modo corretto, conoscere il proprio corpo e i propri limiti, per non avere poi delle spiacevoli conseguenze. Le persone oggi vanno in palestra o a fare yoga in maniera spesso incauta. Non tutti gli esercizi vanno bene per tutti, dipende dal nostro corpo, da com'è fatto, da come lo usiamo, da quanto ne siamo consapevoli. Quindi siamo noi per primi che dobbiamo conoscere il nostro corpo, 'sentirlo', e quindi capire quali esercizi e quali attività fisiche vanno bene per noi.”

The Godi Method® ci insegna quindi che, in palestra come in tutto quello che facciamo ogni giorno, la parola chiave è consapevolezza, e in particolare consapevolezza di sé. E su questo terreno si incrociano la psicoanalisi e la psicoterapia, scienze care a questa città, e in cui quasi tutti prima o poi inciampiamo, non fosse altro che attraverso un articolo di giornale, un conoscente in analisi da anni, un film su New York e la psicanalisi (o New York è la psicanalisi?). Utile quindi, saperne un po' di più anche della consapevolezza del copro oltre che dell'io. Tanto più che basta un po' di attenzione, concentrazione, piccoli esercizi, e costanza.

 

Per chi fosse interessato, Claudia Godi tiene un workshop sabato 12 dicembre al Continuing Education Department dello Swedish Institute di New York (necessaria la pre-iscrizione: www.swedishce.com, 212.924.5900 x 146, ce@swedishinstitute.edu).

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