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L’assalto alle statue di Colombo: chi è il vero violento?

Ci sentiamo anche noi una minoranza da rispettare e perché mai non dovremmo essere rispettate? Forse solo perché siamo italiane e non "Native" ?

di Susy De Martini e Fucsia Fitzgerald Nissoli

Una immagine della statua di Cristoforo Colombo vandalizzata a Detroit (Dal sito internet del Detroit News)

Chi scrive fa spesso colazione per lavoro insieme a New York, ed ogni volta che vediamo la statua di Colombo pensiamo anche al suo immenso coraggio che gli ha permesso di sfidare la paura più grande, quella di andare incontro all’ignoto e di insegnare a tutti noi che se si vuole andare  “in un posto dove non si è mai stati, bisogna prendere una strada che non si è mai presa”

Guardando le foto dei monumenti dedicati a  Cristoforo Colombo imbrattati o presi a martellate in varie città degli USA, e ci riferiamo alle foto apparse sui siti ed i quotidiani di tutto il mondo delle statue aggredite più che brutalmente, abbiamo provato la sensazione di aver ricevuto sulla nostra pelle un episodio di violenza a nostro avviso più grave da un punto di vista psicologico che fattuale.

In nome del “Politically correct”,  infatti, alcuni sostenitori delle cosiddette minoranze si sono avvicinati ad alcune statue di un Simbolo dell’Italia tutta ed hanno iniziato a distruggerle, ovviamente solo dopo aver accertato che il numero di giornalisti e fotografi presenti fosse più che adeguato.… e tutto questo in nome della protesta contro la violenza e lo schiavismo.

Ebbene chi ha fatto violenza a chi?

Che ne direste se un tale decidesse di entrare in casa vostra e di appiccicare, ovviamente senza chiedervi alcun tipo di permesso, e dopo aver criticato tutte le vostre scelte di vita, anche un semplice adesivo con una scritta, ovviamente decisa da lui, sul televisore o sulla vostra scrivania e sulla porta della camera dei bambini?

Pensiamo non avreste difficoltà ad affermare, anche senza l’ausilio di una Psicologa, che le possibilità potrebbero essere solo due: l’una, il gesto di un folle e, la seconda, quella di un comportamento sì “sano“ ma maleducato e violento, per l’assoluta assenza di rispetto sia per le vostre idee che per gli oggetti a voi più cari.

Un folle, infatti, in un episodio più acuto degli altri del suo delirio narcisistico, potrebbe pensare di aver distrutto l’oggetto odiato, solo per il fatto di averlo “posseduto” almeno virtualmente, ad esempio “imbrattandolo” o colpendolo a martellate come purtroppo è avvenuto, seppure solo per pochi minuti. Infatti, l’aggressività e l’odio per la realtà circostante che nasce dal conflitto angoscia-attacco diventa sintomo in caso di nevrosi o peggio di psicosi. Questo non è ovviamente il caso di una persona sicuramente perfettamente equilibrata come sono i pacifisti “politically correct” americani che sono entrati in “casa nostra” imbrattando o cercando di distruggere un nostro Simbolo. Si, diciamo casa nostra, perché quei monumenti sono stati donati dagli italiani all’estero alle città nelle quali vivono, da molti anni, dopo aver fatto incredibili sacrifici e che adesso lì sono e si sentono casa loro! Come a casa ci sentiamo noi al Columbus Circle di New York, altro sito nel mirino dei più che violenti esponenti del politically correct (e scusateci ma non ne possiamo più di sentire una a parola così fasulla).

Ebbene sì, una di noi due, Susy, è non solo Genovese ma vive a poche centinaia di metri da quella statua e la saluta e le sorride tutte le mattine quando passa da lì. Ed ebbene sì, noi due facciamo spesso colazione insieme a New York, per organizzare il nostro lavoro, ed ogni volta che vediamo la statua di Colombo pensiamo anche al suo immenso coraggio che gli ha permesso di sfidare la Paura più grande, quella di andare incontro all’ignoto e di insegnare a tutti noi che se si vuole andare  “in un posto dove non si è mai stati, bisogna prendere una strada che non si è mai presa”! Ci sentiamo anche noi una minoranza da rispettare e perché mai non dovremmo essere rispettate? Forse solo perché siamo italiane e non “Native “? E ci chiediamo, quanti fra quelli che hanno imbrattato e preso a martellate la Statua di Cristoforo Colombo sono realmente “Nativi Americani “ ? E quanti invece di loro sono in America grazie all’intuizione e al coraggio proprio di Colombo ed alla speranza di costruire un Mondo Nuovo ed aperto a tutti! A tutti vuol dire anche alla minoranza italiana, alla quale noi siamo fiere, ma proprio fiere, di appartenere.

L’impressione che abbiamo di quanto sta accadendo nella mente degli  “anti Cristoforo” è quella della rappresentazione di una violenza ben architettata in termini “pubblicitari“ con l’arroganza di colui a cui tutto è permesso, anche il diritto di “imbrattare “ il simbolo del lavoro e dei valori di tutto un Popolo.

Susy De Martini, medico neuropsichiatra, già parlamentare al Parlamento europeo, è l’attuale Coordinatrice di Forza Italia USA.  

Fucsia Fitzgerald Nissoli, da oltre vent’anni residente in Connecticut, è la Deputata al Parlamento Italiano – Circoscrizione Estera – Ripartizione Nord America e Centro America – Coordinatrice Forza Italia Nord e Centro America.

  • Enzo Pollono

    Questo proclama delle due aderenti a Forza Italia se la prende con il politically correct, ma e`, con tutta evidenza, politically motivated. Non si propone di ragionare, ma di fare appello a emozioni crude. )(

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