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Ministro Fontana, lei portavoce della famiglia? In coscienza, pensi più alle donne!

Da una cittadina italiana residente a Londra, riceviamo e con grande interesse pubblichiamo

di Elisa Di Folco

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Lorenzo Fontana, Ministro della Famiglia (senza portafoglio), in occasione del giuramento al Quirinale (Foto Quirinale.it)

Inoltre, il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana ha affermato di non essere contro i gay però non ritiene giusto riconoscere loro il matrimonio... Il crollo della natalità è dato da altre problematiche, non dall’aborto o dalle famiglie arcobaleno. Noi alla famiglia ci crediamo davvero, e lei, Signor Ministro?

Caro Ministro Lorenzo Fontana,

Ammiro il suo coraggio nel parlare di famiglia, natalità e famiglie omosessuali, rimanendo con quella faccia tosta. A sentirla mi viene la pelle d’oca. Io non sono una mamma però a ventisei anni sei in quella fase nella quale stai cercando una tua carriera lavorativa e nel frattempo il mio orologio biologico avanza… allora che fare?

Lei dice che la famiglia è la cosa più importante, da salvaguardare, peccato che in Italia si fanno le cose solo al fine dell’immagine e non della sostanza, altrimenti i suoi provvedimenti al riguardo sarebbero altri.

Lei vorrebbe risolvere il calo di natalità introducendo più consultori al fine di dissuadere dall’aborto: Non c’è da preoccuparsi caro Ministro perché oggigiorno le coppie ci pensano bene a fare figli data la precarietà lavorativa e lo scarsissimo supporto che spetta loro, niente a che vedere con gli altri paesi Europei: come la Francia, la Germania, l’Olanda e i paesi Scandinavi, dove il periodo di indennità è fino ai tre anni, di cui il primo pagato, e maggiore è il sostegno economico specialmente se si ha più di un figlio.

Quando parla di famiglia, si rivolga alle donne che nascondono il pancione al lavoro per paura di essere isolate o perdere il ruolo acquisito, o al datore di lavoro che ritiene le donne madri “meno produttive”. Sono quattro su dieci le donne costrette a dimettersi per “mobbing” durante o dopo la gravidanza, lo dicono i Sindacati e l’Osservatorio Nazionale Mobbing.

Il tasso di occupazione femminile in Italia è tra i più bassi in Europa, conferma l’ISTAT, ovvero il 48%. Trentamila sono le donne che si dimettono dopo la gravidanza perché non riescono a conciliare lavoro e vita familiare.

Vogliamo parlare della carenza di asili pubblici (35%) e le infinite liste di ammissione? Anche questo influisce molto.

Quindi, caro Ministro vuole essere il portavoce della famiglia? Si metta una mano sulla coscienza e pensi alle donne che devono decidere tra famiglia e lavoro, come al gioco dei pacchi e si rimbocchi le maniche per risolvere queste problematiche.

Lei afferma di non essere contro i gay però non ritiene giusto riconoscere loro il matrimonio, è un po’ come dire sono vegetariano però mangio solo il pollo.

Io trovo che tutto ciò sia innaturale, e il crollo della natalità è dato da questi fattori non dall’aborto o dalle famiglie arcobaleno, perché noi alla famiglia ci crediamo davvero, e lei?

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