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Fucsia Nissoli sull’istituzione della Giornata nazionale degli italiani nel mondo

L'intervento della deputata di Forza Italia eletta in Nord America sulla discussione generale nell’Aula della Camera sulla Proposta di Legge

L'Onorevole Fucsia Nissoli interviene in Aula Montecitorio sull'istituzione della Giornata internazionale degli Italiani nel mondo

"Questi sono giorni tristi per tutti, servono coesione e solidarietà, saggezza e responsabilità, io sono pronta come sempre a fare la mia parte!"

Questa settimana è arrivata nell’Aula di Montecitorio, per la discussione generale, la Proposta di Legge sull’istituzione della “Giornata nazionale degli italiani nel mondo”.

Sono intervenuta per illustrare il provvedimento, sottolineando l’importanza del riconoscimento del ruolo dell’emigrazione nella storia del nostro Paese, anche attraverso una analisi corretta di questo fenomeno, tanto importante per l’Italia come per i Paesi che hanno accolto ed integrato i nostri connazionali.

Certo, avrei voluto condividere questo momento con tutti gli eletti all’estero, o perlomeno buona parte di essi. Purtroppo non è andata così. Resta l’amarezza di vedere colleghi che, parimenti interessati sull’argomento, disertano la naturale sede di discussione e confronto – si chiama appunto, parlamento – per poi affidare a tristi comunicati stampa una opinione a distanza senza aver cercato un confronto o un dialogo utile per raggiungere un obiettivo condiviso in favore del nostro Paese, della nostra cultura e della nostra italianità nel mondo.


Ad ogni buon conto mi pare opportuno condividere qui con Voi il mio intervento nell’Aula di Montecitorio:

 

Signor Presidente, Onorevoli colleghi,

il disegno di legge su cui siamo chiamati a discutere si propone di istituire la Giornata nazionale degli italiani nel mondo.

Un tema importante sul piano culturale in termini di riconoscimento del ruolo dell’emigrazione nella storia del nostro Paese, che ben si collega al dibattito sulla figura di Cristoforo Colombo, iniziato la settimana scorsa in Parlamento.

A tal proposito, sottolineo che, pur condividendo le finalità di questa iniziativa, non condivido la data indicata per la sua celebrazione, il 27 ottobre, ma propongo il 12 ottobre, giorno della scoperta dell’America. Una data simbolica per tutta la storia del mondo occidentale e non solo per tematiche inerenti ai flussi migratori.

Come Forza Italia siamo convinti che collegando tale celebrazione ad un evento di portata mondiale, si potrà dare maggiore risalto al ruolo dell’emigrazione nel mondo contemporaneo e rendere merito al genio di quegli italiani che hanno dato un contributo fondamentale alla costruzione di ponti tra culture e civiltà, mettendo al centro quella grande umanità che ci contraddistingue e che è espressione profonda del nostro patrimonio sociale e culturale.

Celebrare la Giornata degli italiani nel mondo significa far conoscere comunità e persone orgogliose delle proprie radici italiane e spinte dalla voglia di costruire, ciascuno in base alle proprie sensibilità ed inclinazioni professionali.
Il nostro Paese ha, in questi straordinari concittadini, le migliori risorse per progredire, per evolversi, per stare al passo con tempi tanto complessi e difficili, grazie alla logica del fare, che connota queste realtà sociali e produttive.

La Comunità italiana ha dato un contributo positivo e costruttivo allo sviluppo del tessuto sociale e culturale delle città e dei territori in cui sono insediate. Questi italiani hanno lavorato con generosità ed impegno, senza mai dimenticare le loro origini. Gli italiani all’estero hanno sempre aiutato il nostro Paese attraverso le rimesse ed hanno portato nel mondo la cultura e l’operosità italiana, tanto che oggi sono i migliori ambasciatori del Made in Italy inteso, oltre che per i prodotti italiani di qualità, anche per la cultura e le scienze espresse dal nostro Paese.
Sono effettivamente, e fuori da ogni retorica, ambasciatori dell’italianità: una sorta di diplomazia popolare che apre alla conoscenza e all’incontro, per diventare cultura di comunità innestandosi nei contesti di vita e di lavoro.

Molto spesso, in Italia, si immagina l’italiano all’estero come nelle cartoline sbiadite dei primi anni ’50. Non è così: le Comunità, perfettamente integrate, sono essenziali per il Paese dove vivono. Sono produttive e sono una risorsa sotto utilizzata per l’Italia. Questi connazionali all’estero sono in grado di elaborare proposte concrete in merito alla possibilità di creare sinergie, di vedere riconosciute le nostre eccellenze e, per loro tramite, di ampliare le relazioni culturali e commerciali fra l’Italia ed i Paesi di residenza, il tutto a favore di una unica, grande Italia.

La Giornata degli italiani nel mondo significherà anche far conoscere le sinergie che servono concretamente per il nostro Sistema Paese, riavvicinare i figli degli italiani alle proprie origini e incentivarli ad adoperarsi affinché la nostra bella Italia possa ancora sorridere al mondo. Questi giovani potrebbero aiutare la ripresa italiana più di quanto si possa pensare, se effettivamente considerati parte viva della nostra Comunità … senza frontiere, svolgendo una funzione catalizzatrice nello sviluppo economico italiano. E proprio la Giornata può ben contribuire ad una reale coesione tra l’Italia all’estero e la Madrepatria.

Mi sia consentito ribadirlo: i migliori promotori dell’Italia all’estero sono quei concittadini che, vivendo con dignità e con successo, nei cinque continenti, ben rappresentano l’italianità ed il nostro Paese.

Sono fermamente convinta che noi connazionali che viviamo e lavoriamo all’estero rappresentiamo una risorsa culturale ed economica, anche in termini di prodotto interno lordo generato, che a pieno diritto contribuisce a sviluppare il “Sistema Italia”, anche a sostegno di quella ripresa economica che, a parole, tutti auspicano ma che, in Italia, stenta a trovare azioni concrete.

Per tali ragioni ritengo che la Giornata degli italiani nel mondo sia un momento importante di consapevolezza civica per il nostro Paese, in grado anche di aprirci a nuove opportunità e di creare quella cultura che vede, nell’Italia che vive fuori dai confini nazionali, una parte viva e significativa del tessuto nazionale.

La Giornata quindi è un giusto riconoscimento per la nostra storia passata e un contributo importante per quella futura. E la coincidenza con la data simbolo della scoperta dell’America potrebbe aggiungere significati e slancio.

 

Dopo la discussione generale, ci siamo riuniti due volte in Commissione Esteri per dare un parere agli emendamenti e per valutare una possibile e diversa data dal 27 ottobre (giorno in cui, nel 1988, fu istituita l’AIRE, proposta dalla maggioranza) e del 12 ottobre, data della scoperta dell’America, da me proposta.

Ero e resto convinta, come ho detto nel mio intervento, che sia un’ottima idea quella di far coincidere la Giornata degli italiani nel mondo con l’epica impresa di Cristoforo Colombo, non solo per ribadire l’importanza della medesima, ma perché il 12 ottobre è una data simbolo, impressa nella mente di molti nei cinque continenti.
Ne può, una strumentale polemica, aliena alla storia ed alla nostra identità, inficiare tale data o la figura di Colombo. Per quanto alcuni si sforzino, di voler strumentalmente mescolare le carte, con il solo fine di gettare fumo negli occhi, resta un dato di fatto: l’immagine di un italiano, esploratore, innovatore, sognatore e visionario, che ha cambiato la storia del mondo, rappresenta la migliore raffigurazione, ancestrale, di un popolo straordinario come il nostro.
Personalmente sono stanca di vedere abbinata la nostra storia di migrazione, che ha generato personaggi di successo, ovunque siamo andati, ad immagini desuete o agli attuali flussi migratori. Anche il più umile dei nostri emigranti ha portato con se voglia di lavorare, di emergere unitamente alla cultura popolare che ha voluto preservare.
Francamente non ho voglia, in questo momento, di rispondere a vane polemiche e gratuiti insulti di chi non ha neanche la voglia di presenziare alla discussione di un tema tanto importante. Mi sia concesso anche qui ribadire, tuttavia, che abbiamo un aula, nella nostra capitale, dove l’esercizio del confronto, unitamente alla difesa delle proprie idee, è parte fondante della nostra democrazia. Basta esserci.
Io non ho preclusioni, semplicemente ragiono e non difendo una posizione personale, ma una data storica, condivisa da tutti. Resta oscuro, viceversa, perché si voglia puntare su date diverse e che non hanno alcun significato simbolico di una rilevanza quantomeno paritetica.
Il provvedimento poteva essere votato oggi in Aula, ma la maggioranza non ha voluto votare, così il provvedimento è tornato in commissione per ripetere un’altra volta tutto l’iter legislativo ! Potrei quindi definirlo un atteggiamento terroristico ? Certamente no, per quanto colpisca la circostanza, dato il momento e le priorità che tutti abbiamo, per cui la maggioranza faccia scelte politiche, per il proprio tornaconto, anziché operare a favore degli italiani all’estero. Del resto cosa ci si potrebbe aspettare da eletti all’estero che non vengono in aula a difendere la propria proposta ma preferiscono delegare a colleghi eletti in Italia ?

Su questo modo di fare, io ed altri colleghi, abbiamo espresso il nostro disappunto e riporto di seguito quanto dichiarato in maniera congiunta:

Camera: FI, Lega, FdI, Misto – Noi con l’Italia, e Misto – Usei / peccato ritorno in commissione ddl Giornata italiani nel mondo

Roma, 5 nov – “Il disegno di legge istitutivo della Giornata degli italiani nel mondo torna in Commissione Esteri. Peccato perché si poteva portare a casa un bel riconoscimento per la Comunità italiana all’estero, ma la maggioranza ha preferito sottrarsi al voto democratico sugli emendamenti nell’Aula di Montecitorio.
Avremmo potuto confrontarci sulla data più adatta per questa celebrazione e poi scegliere, ma la propensione al dialogo evidentemente non è così radicata tra questa maggioranza di governo. Bisognerà ancora aspettare per scegliere una data simbolica, che dovrebbe essere di tutti e unire gli italiani che vivono dentro i confini nazionali con quelli che vivono all’estero e che tanto hanno dato per lo sviluppo della Madrepatria”.

Lo dichiarano i deputati Nissoli Fitzgerald (FI), Formentini (Lega), Del Mastro Delle Vedove (FDI), Lupi (Misto – Noi con l’Italia) e Sangregorio (Misto – Usei).

Questi sono giorni tristi per tutti, servono coesione e solidarietà, saggezza e responsabilità, io sono pronta come sempre a fare la mia parte!

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