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La grande avventura

Io ci provo, davvero. Ci provo a tornarmene a casa buona buona, a fare la brava, a non perdermi e andare a letto presto. Ma la mia strada è costellata di distrazioni e tentazioni. A volte è un odore, a volte un suono o soltanto una sensazione che mi fa cambiare strada, entrare in un negozio, avventurarmi in un quartiere, intrufolarmi in una chiesa. Ogni volta che apro una porta, dietro c'è un mondo da esplorare. E io non so resistere.
La città è un universo, un immenso parco giochi pieno di divertimenti, avventure, emozioni, stramberie e squisitezze. Mi sento Pinocchio nel Paese dei Balocchi. Curiosa come Pinocchio, mi lascio trascinare. Cammino senza meta tra i quartieri, esploro, guardo, odoro, ascolto, assaggio. Mi perdo nella griglia regolare delle street e delle avenue. Mi immergo nel suono di un sax che si diffonde nei tunnel della metro. Inseguo gli odori familiari dei vecchi alimentari italiani. Esploro botteghe in cui si affollano oggetti a casaccio. Mi disoriento davanti alla varietà dei frutti nelle bancarelle di Chinatown. Mi avventuro in quartieri che profumano di cibi esotici e dove in pochi parlano inglese. Dimentico di scendere dalla metropolitana, ipnotizzata dal variopinto mosaico di volti.
La città è un immenso gabinetto delle curiosità dell'umana specie. Per secoli qui sono arrivate persone da ogni parte del mondo, inseguendo un sogno, in  cerca di nuove opportunità. Ognuno si è portato dietro le sue abitudini, i sui piatti, le sue tradizioni, le sue credenze, la sua lingua, i suoi odori, i suoi colori. E ognuno si è lasciato trasformare dall'altro e dalla città stessa, e permeare da quella naturale follia che sembra scorrere nel DNA di chi vive in questa città. Contraddittoria e affascinante, la città e la sua strana gente sembrano seguire proprie leggi della dinamica, come un organismo in continuo movimento, una creatura viva che non smette mai di sorprendere.
Ah, ve l'ho detto che vivo a New York?
A New York non si è mai preparati. New York non è l'America, New York non è l'Occidente, New York è LA città. Stratificata, complessa, articolata. New York è eclettica come i suoi palazzi, pop come la sua arte, dissonante come la sua musica, fusion come la sua cucina, folle come la sua gente. Potrei stare ore a osservare e anni a raccontare la cinica frenesia e l'immensa umanità, la darwiniana competizione e il profondo senso di comunità. Potrei, ma all'improvviso, mi sorprendo a fare come loro, come questi singolari animali di razza newyorchese. E allora ve la racconterò, sì, questa creatura strana, ma non potrò che raccontarvela dal di dentro e a modo mio. Perché essere di New York non è una questione anagrafica, è uno stato dell'animo. Forse una malattia o forse un talento.
http://www.UnderNewYork.net

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