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Ross, Jenny e il black bear che bussa alla porta a Dawson

Tra momenti di socializzazione e racconti del tutto insoliti, Dawson è un luogo magico in cui rimani invischiato e rischi di non uscirne

In queste settimane a Dawson ho avuto modo di tornare a inserirmi in comunità, facilitato dal fatto di conoscere già la zona. Questo è "il vortex" per eccellenza, un luogo magico in cui rimani invischiato e rischi di non uscirne. Ci sono dei personaggi in giro che non conoscevo e che sembrano usciti dai film dei Coen, dai racconti di London e Service.

Ogni mattina, per esempio, verso le undici vado al Pit, prendo un tazzone di caffè e metto a caricare le batterie di telefono e telecamera.

C'è un tavolino accanto all'unica presa elettrica utilizzabile e spesso lo divido con Ross. È un uomo sulla sessantina, che non fa altro che bere Yukon Gold e fumare. Difficilmente parla, beve e fuma per ore e ore. Poggia la schiena al muro e fissa il bancone, come se avesse il vuoto assoluto dentro. "Come va stamattina Ross?" gli chiedo sempre, "Bene tu come te la passi?" mi risponde balbettando. Io gli dico che non mi posso lamentare e lui "Beh neanche io, anche perché tanto non mi ascolta nessuno".

L'altro giorno ho invece conosciuto Jenny, una donna inglese che sta per sposare uno yukoner e ha comprato un cabin a Dawson ovest, oltre il fiume. Jenny qualche giorno fa aveva sentito parlare di un grosso black bear nei paraggi del suo cabin, ma pensava fosse sempre la stessa bestia innocua dell'anno scorso. Una mattina però si è svegliata con un rumore molto forte, come di una raspa che grattava sulla porta di casa. Dalla finestra appariva il posteriore di un orso enorme. Convinta dapprima di spaventarlo sbattendo delle pentole, è dovuta poi andare a prendere il fucile caricato a salve perché l'animale continuava imperterrito a tentare di sfondare la porta. È uscita allora dalla finestra sparando dei colpi ad altezza orecchio da appena cinque metri di distanza. L'orso è fuggito e i vicini sono usciti di casa applaudendo. Davanti a loro c'era Jenny con un fucile in mano e in una tenuta da notte piuttosto provocante: in topless.

Le mie giornate ora si fanno più intense. Ho fatto i primi allenamenti sul Klondike e sullo Yukon con alcune persone molto preparate e sto spargendo voce per comprare canoa e attrezzatura usata. Mi sposterò quindi a Whitehorse per ultimare i preparativi per la spedizione e partirò verso Nord. Il tempo è instabile, ma non cambierà molto di qua a giugno.

 


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