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Racconto di due città: la linea rossa che unisce Roma e New York

Geograficamente molto diverse, New York e Roma hanno in realtà molti punti in comune. La bellezza, i monumenti, le fazioni di tifosi e alcuni quartieri: a Roma c'è Monti, a New York il Lower East Side, l'Upper West Side sta al Flaminio come il Pigneto sta a Bushwick. E le assonanze sono sorprendentemente non sorprendenti (Read in English)

New York City e Roma. Geograficamente non hanno nessuna somiglianza, New York City è un'isola (a se stante), mentre Roma si trova al centro, nel cuore dell'Italia. Detto questo, le due hanno molte similitudini che vale la pena notare. Questi parallelismi mi si sono chiariti solo dopo aver familiarizzato con entrambi gli ambienti metropolitani che ho a fondo esplorato. Le rappresentazioni sociali applicate ad ognuna di queste città sono prolifiche, in quanto entrambe sono capitali. New York City agli occhi del mondo è la “capitale” degli USA e l'apice della maggior parte del credo e delle fondamenta del paese. Gran parte della popolazione del Mid-west (e del Sud) degli USA protesta di fronte a questa affermazione. Ma questa convinzione non è solo uno dei tanti punti di vista sugli Stati Uniti, ma rappresenta l'opinione di molta gente di fuori. Roma è una capitale di proporzioni storiche e l' autentica capitale d'Italia.

All'interno delle mura delle due città, appaiono di frequente elementi comuni. Entrambe hanno importanti strutture di bellezza architettonica o naturale conosciute in tutto il mondo. Un fiume, il Tevere, scorre attraverso Roma, mentre due fiumi, l'Hudson e l'East River, inforcano l'isola di NYC. Il Pantheon in una colonna (scusate il gioco di parole), il Flatiron nell'altra. San Pietro, l'Empire State Building. Il Colosseo, il vecchio stadio degli Yankees. Statue famose ed entrambe colme di musei. Quante metropoli al mondo posseggono simili tratti distintivi?

Le persone costituiscono le fondamenta viventi di queste “mecca”. Sia i newyorchesi che i romani sono, per stereotipo, famosi per essere scortesi. Il resto della popolazione dei due paesi ha propagandato questa immagine, ma avendo vissuto in entrambe possono dire che non c'è niente di più lontano dal vero. Persone dal di fuori di ognuno dei due paesi fanno di tutto per chiamare l'una o l'altra “casa”, creando una agguerrita competizione per riuscire ad aggiudicarsi il limitato spazio vitale di ognuna delle due città. E con la competizione arrivano anche le straordinarie storie di ognuno degli abitanti delle due città. Ognuno con la sua vibrante personalità.

Il ritmo di vita delle persone è ampiamente diverso. Mentre i newyorchesi tendono a precipitarsi articolatamente, i romani tendono a “passeggiare” meticolosamente. Una formula forse involontaria che si applica a tutti gli aspetti più interiori della città. L'happy hour dei newyorchesi è compresso in un limitato lasso di tempo, prezzi scontati, Martini e stuzzichini, mentre i romani tengono a bada la cena con un Negroni e un aperitivo. Diversi, eppure uguali. Lo sport viene preso molto sul serio, come anche la politica, in entrambe le città, con Roma in vantaggio. Sul serio, ultrà, bevete meno espresso e ascoltate più Marco Mengoni e voi, fan degli Yankees, meno birra e più tifo.

Anche la suddivisione dei tifosi per squadre si somiglia. O sei degli Yankees o dei Mets, della SS Lazio o della AS Roma (Racconto di due città di Dickens risuona vagamente in sottofondo).

La struttura dei quartieri in ognuna di queste città è ripartita in maniera ancora più profonda, se si guardano le divisioni interne. A Roma c'è Monti, a New York il Lower East Side, l'Upper West Side sta al Flaminio come il Pigneto sta a Bushwick. Le assonanze in questa scomposizione microscopica dei quartieri sono sorprendentemente non sorprendenti. Gli esseri umani agiscono e interagiscono allo stesso modo e non importa che vestiti portino e quale mare abbracci la costa del loro paese. Posso testimoniare che le convinzioni che questi individui portano avanti e perseguono costituiscono un altro legame comune, che si tratti del disfattismo nei confronti di qualsiasi attitudine o dell'ampio margine di tolleranza del Pigneto e di Bushwick, o della famiglia in cerca di più spazio e di una vita più abitudinaria nell'Upper West Side o a Flaminio. Una piccola nota a margine: entrambe le città hanno quartieri a se stanti, con dei loro confini geografici che sono anche confini sociali. A imporre una regola ai propri residenti con un proprio specifico dress code e leggi particolari sono Città del Vaticano a Roma e Brooklyn a New York.

La ragione per cui mi avventuro in questo paragone non è l'amore per la competizione – beh, forse un po' di fraterna rivalità c'è in me. Ma proprio come un padre ama i suoi figli allo stesso modo e per diverse ragioni, così io amo ognuna di queste meravigliose e stimolanti mecca. Si è aggiunto un nuovo elemento nella mia famiglia di esploratori culturali. Un membro che è già curioso quanto o più di me, a solo un mese di vita. Lei è la componente più importante di questa squadra ed il suo futuro è quello che conta di più. Per cui, ovviamente, una domanda incombe su di noi: la città eterna, la metropoli per eccellenza, o forse ci attende un nuovo orizzonte…

Poi vediamo…

 

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