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Itinerari USA / Grand Canyon, inseguendo il grande viaggio americano

Foto: Elena Brunello e Web ©

Foto: Elena Brunello e Web ©

Una ferrovia del 1901 attraversa l'Arizona tra foreste e deserti per arrivare a Grand Canyon Village. Qui il fiume Colorado ha scavato, lento e implacabile, il suo corso, dando vita a un mausoleo della storia geologica del nostro pianeta. La terra rossa è abitata da serpenti a sonagli e l'ululato del coyote accompagna le notti stellate

 

“La maestosa e sublime grandezza.  La gigantesca solitudine e la grandiosa bellezza del Grand Canyon”. Sono le parole usate da Theodore Roosevelt, presidente Americano e premio Nobel per la Pace, per descrivere le profonde gole rosse che fendono la terra polverosa dell’Arizona settentrionale creando uno degli spettacoli naturali più impressionanti al mondo.

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Foto: Elena Brunello e Web ┬®

Il treno parte fischiando e sbuffando sulle rotaie di Williams, Arizona. La destinazione finale è il Railway Depot di Grand Canyon Village, il piccolo centro abitato che sorge sul versante meridionale del canyon. La ferrovia venne costruita nel 1901 dalla Santa Fe Railway Company. Centotre chilometri attraverso il selvaggio Arizona per arrivare da Williams al Grand Canyon, passando per foreste e deserti (il costo di una corsa è di 75 dollari).

Siamo nel nord dell’Arizona. Qui il Colorado, fiume che attraversa il grande Ovest fino alla California, ha scavato, lento e implacabile, il suo corso. Per milioni di anni ha eroso la roccia, creando una gola profonda quasi due chilometri e larga trenta. Il Grand Canyon si estende per quattrocento quarantasei chilometri. Un mausoleo della storia geologica del nostro pianeta, venuto al mondo circa diciassette milioni di anni fa.  Fino all’arrivo dei conquistadores spagnoli era abitato dalle popolazioni indigene dei Pueblo, dei Cohonina e deii Sinagua, progenitori degli odierni Hopi e degli Havasupai. Quando gli europei scoprirono il Grand Canyon era il 1540. Francisco Velasquez de Coronado giunse in queste gole  mentre marciava alla disperata ricerca delle leggendarie Sette Città d’Oro di Cibola, il cui mito aveva guidato e spesso punito orde di europei guidati dalla brama di ricchezza. Il gigantesco canyon inghiottì corpi e speranze degli audaci avventurieri e venne dimenticato per più di duecento lunghi anni, fino a quando, nel 1869, il grande esploratore e geologo americano John Wisley Powell, alla guida di una spedizione navale sul Colorado, approdò alle rocce infuocate dell’Arizona settentrionale e diede loro il nome di Grand Canyon: il grande canyon.

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Foto: Elena Brunello e Web ┬®

Lo sguardo si perde all’orizzonte, tra strati millenari di roccia, formazioni pietrose gigantesche e il fiume che scorre costante e deciso. Molte delle rocce che fanno parte di questo gigante geologico hanno nomi che richiamano culti religiosi; la roccia di Osiride, quella di Horus e la Piramide di Ra. Le popolazioni indigene arricchirono questa terra antica con storie e leggende. Secondo la popolazione degli  Hualapai un coraggioso eroe mitologico ferì la terra con un lungo coltello affilato, spaccando in due la dura pietra rossa, per permettere al fiume di scorrervi in mezzo. Secondo gli indiani Navajo invece, vi fu una gigantesca inondazione, sulla linea della tradizione del Diluvio Universale, e gli indiani, per essere salvati, vennero tramutati in pesci, fino a che, quando le acque finalmente si ritirarono, si ritrovarono ad abitare le sponde aride e polverose del Grand Canyon. Stando agli Havasupai, vi fu una terribile guerra tra due divinità e Hokomata decise di punire la Terra sommergendola. Il dio Tochopa tuttavia riuscì a mettere in salvo la figlia sui rami forti di un albero che cresceva nel Grand Canyon e da lì iniziò la dinastia degli indiani Havasupai.

Il Grand Canyon si divide in due versanti, il South Rim, a meridione, e il North Rim, a settentrione.  Il Grand Canyon Village, punto di partenza per le escursioni, si raggiunge in treno da Williams o in macchina attraverso la Route 67. Uno degli itinerari più emozionanti consiste nell'attraversare a piedi i due rim, da un versante all'altro. Il percorso, conosciuto come il leggendario R2R (Rim to Rim), consiste in trentasette chilometri di sentiero. Il clima del versante meridionale è decisamente più caldo rispetto al North Rim. Bisogna inoltre ricordare che la differenza di temperatura tra l'altipiano e il fondo della gola può essere molto elevata, con 38° gradi estivi sul letto del fiume e -10° gradi invernali in cima al versante settentrionale.  South Rim è aperto tutto l’anno, sette giorni su sette e ventiquattro ore su ventiquattro. Il versante settentrionale invece, apre il 14 maggio 2014 e rimane aperto fino al 15 ottobre 2014. Il costo di entrata nel Parco Nazionale del Grand Canyon varia dai 12 dollari a persona, per chi vi entra a piedi, in bicicletta o moto, e 25 dollari per i veicoli privati. Il biglietto di ingresso ha una durata di sette giorni e vale per entrambi i versanti.  Il R2R può essere percorso a piedi, con zaino e tenda, oppure a dorso di mulo fino al letto del fiume. L'itinerario parte da Yaki Point (South Rim), scende fino al fiume Colorado, risale il versante opposto e termina a North Rim. Normalmente si calcola un tempo di quattro giorni per completarlo, oppure due giorni per scendere fino al Colorado e risalire dallo stesso versante. Yaki Point è raggiungibile durante tutto il giorno con l'autobus normale (Kaibab/Rim Route) o con l'Hiker's Express la mattina molto presto per chi volesse partire all'alba o durante la notte. Il sentiero che scende da Yaki Point fino a Phantom Ranch, un lodge di legno e pietra in tipico stile western, sulle sponde del Colorado, è chiamato South Kaibab Trail.

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Foto: Elena Brunello e Web ┬®

Il North Rim Trail risale da Phantom Ranch fino a North Rim. Considerate il dislivello che andrete a percorrere, dal momento che Yaki Point si trova a 7,2060 piedi, mentre Phantom Ranch  a 2,460 piedi. Il sentiero scende molto ripido attraversando i punti di sosta di Cedar Ridge, dove troverete gli ultimi bagni, Skeleton Point, Tip off, per poi passare attraverso il Kaibab Suspension Bridge sul fiume Colorado e arrivare a Phantom Ranch, dove troverete un comodo lodge e, poco distante, il Bright Angel Campground, dove potrete  piantare la vostra tenda. Nel caso voleste campeggiare liberamente all’interno del parco, è possibile farlo dopo aver ottenuto un Backcountry Permit al Backcountry Office, nel Grand Canyon Village. Il permesso ha un costo di 20 dollari e la durata di una settimana. Dovrete indicare, a grandi linee, dove intenderete piantare la tenda; lo scopo è quello di permettere ai ranger, in caso di emergenza, di sapere dove venirvi a cercare. Troverete acqua disponibile in tre punti dislocati sul sentiero: all'inizio dell’itinerario, un’altra volta giunti sul fiume e alla fine del North Kaibab Trail, quindi preoccupatevi di portare con voi acqua sufficiente  per dissetarvi e mantenervi idratati. Qualora decideste di ritornare sui vostri passi prima del previsto, senza scendere fino a Phantom Ranch, calcolate sempre per la risalita il doppio del tempo che avete impiegato a scendere. Durante l'estate le temperature possono essere decisamente elevate; è consigliabile quindi  partire di buon ora alle prime luci dell’alba per approfittare del fresco della mattina e riposare invece durante le ore più calde.

Una volta scesi fino a Phantom Ranch potrete rinfrescarvi, rilassarvi con una buona birra e rifocillarvi con un'ottima bistecca ai ferri. L'itinerario verso il North Rim prosegue verso North Kaibab Trail, arrampicandosi per i canyon di Bright Angel e Roaring Springs. Dall'altipiano settentrionale, dove termina il sentiero, è possibile dormire all'North Rim Lodge oppure al Cottonwood Campground. Da qui, il Trans Canyon Shuttle vi riporterà al Grand Canyon Village, punto di partenza dell’escursione nel South Rim.

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Questo meraviglioso itinerario si svolge immersi nella natura più selvaggia, passando dai pini, le conifere e le mandrie di cervi dell’altipiano, fino ai cactus e gli arbusti di Skeleton Point, dove l’arida terra rossa è abitata solo da serpenti a sonagli e roditori. La vegetazione del versante meridionale è simile a quella del deserto di Sonora, mentre quello settentrionale ricorda le foreste di conifere dove vivono cervi e orsi. L'ululato del coyote accompagna le notti stellate e silenziose, mentre il condor californiano, esemplare raro e  in via d'estinzione, si libra sulle correnti calde del canyon. Le pareti del Grand Canyon, arse dal sole e scavate dal vento, recano impresse le orme della storia geologica del nostro pianeta. Il fiume Colorado, che funge da rotta migratoria per molti animali, si snoda in basso come un serpente, a volte torbido e fangoso a volte limpido e cristallino.

L’enorme solitudine del Grand Canyon, la sua imponente grandezza e la sensazione di libertà che si prova ad attraversalo, incarnano davvero la metafora e l’utopia del grande viaggio americano che tanti scrittori hanno raccontato nel corso della Storia; la ricerca della completa libertà individuale.

 



 

Mary Colter: la donna che ricostruì il South-West

M CIl nome del Grand Canyon non può essere separato da quello dell’intrepida e fantasiosa Mary Colter. Quando Mary Colter nacque, nel 1869, le donne non avevano ancora grandi possibilità di indipendenza economica e lavorativa. Architetto e designer americana di fama internazionale, Colter nacque in Pennsylvania e viaggiò tutta l’infanzia, durante gli anni che seguirono la Guerra Civile Americana, attraversando con la sua famiglia il grande Ovest americano. Si iscrisse poi alla Scuola d’Arte di San Francisco e, col tempo, divenne un’icona dell’architettura integrata al paesaggio, nonché un simbolo dell’emancipazione professionale del mondo femminile.

Watchtower

Desert View Watchtower (1932) Grand Canyon National Park South Rim

Appartenente al movimento Arts and Crafts, lavorò a lungo con l’imprenditore anglo-americano Fred Harvey e ricostruì, pietra dopo pietra, l’architettura storica del Sud-ovest degli Stati Uniti d’America. Ispirandosi allo stile Navajo, allo stile Pueblo e al revival dello stile coloniale spagnolo, utilizzava, per le sue costruzioni, solo materiali del posto, per integrare al meglio le sue architetture col maestoso paesaggio americano.

Nel Grand Canyon ha progettato gran parte degli edifici odierni, come la Hopi House (1905), la torre di avvistamento Desert View (1935), il Bright Angel Lodge (1935), il Phantom Ranch (1922), Hermit’s Rest e l’Osservatorio  (1914).

 



dormireDove dormire:

South Rim:

Mather Campground, 1 Village Loop Road, Grand Canyon Village;

Bright Angel Lodge & Cabins, 9 Village Loop Road, Grand Canyon Village.

Sul Fiume:

Phantom Ranch, South Kaibab Trail.

North Rim:

Grand Canyon Lodge, Grand Canyon National Park, Arizona 67, North Rim;

Cottonwood Campground, North Kaibab Trail, North Rim.

mangiareDove mangiare: 

Bright Angel Bicycles and Café, 10 South Entrance Road, Grand Canyon Village;

Phantom Ranch, South Kaibab Trail;

El Tovar Lounge, 1 El Tovar Road, Grand Canyon Village;

The Lodge Dining Room, Grand Canyon National Park, Arizona 67, North Rim.

 

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