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Un viaggio chiamato New York

Un passato da globetrotter, è arrivata a New York nel 2012 e ha accettato la più americana delle sfide: fare l’imprenditrice. Kiara Di Paola ha fondato NYC4All con cui organizza visite guidate di New York, a contatto con la città di chi ci vive 

Da piccola voleva fare la hostess perché viaggiare era la sua passione. Un sogno che in qualche modo ha realizzato, anche se non ha mai lavorato come hostess.

Kiara Di Paola, con la K, ci tiene lei a precisare, è figlia della generazione italiana di globetrotter. Di quella  dei ragazzi Erasmus che si muove in lungo e in largo per l’Europa, il continente che, a un certo punto, fa da ponte inevitabile con l’America. Mamma marchigiana e papà siciliano di Bagheria, cresce ad Ancona e si laurea in Comunicazione di massa all’università di Perugia. Il progetto Erasmus a Leeds, un’esperienza di lavoro come ragazza alla pari ad Amsterdam e poi la Grande Mela, dove approda nel 2012.

Due anni fa Kiara accetta la sfida che più rappresenta l’America: fare l’imprenditrice. Nasce NYC4All, una guida alla scoperta della città di New York, con tour personalizzati. Kiara porta i turisti italiani, e non solo, alla scoperta della Big Apple e ci racconta cosa ama di più del suo lavoro e qual è la sua New York, lontano dalle rotte turistiche.

3Kiara come è nata questa idea in una città che ha il più alto numero di turisti al mondo ma anche molte offerte turistiche?

L’idea è nata quando ero in vacanza a New York, in visita al mio compagno. In quei giorni, ho fatto da guida turistica ad una coppia di amici che erano in viaggio di nozze, annotando tutto in un bloc-notes. Sono stati loro a suggerirmi, con una battuta, l’idea di fare il lavoro di guida turistica. Per me è stata  una battuta illuminante. Così inizia tutto.

Cosa offre di particolare la tua guida, a differenza di altre?

Il fatto che io sono un punto di riferimento per loro. Li seguo prima dell’arrivo, durante i trasferimenti, racconto la quotidianità di New York, porto  i miei clienti a contatto con la cultura del luogo.

Quali sono i tour più gettonati?

Manhattan, Brooklyn, Tour curiosità e luci di Natale, Harlem anche se Harlem sta un po’ scemando rispetto a prima.

2C’è una New York che ha tappe alternative che meritano di essere viste nei tuoi tour?

Sto studiando come proporre il tour dei graffiti, quello della metropolitana.

Dopo Brooklyn, quale, secondo te, il quartiere che esploderà in senso turistico?

Il Bronx. Per questo sto cercando di creare dei percorsi che facciano conoscere la parte italiana di questo quartiere. Ma anche nuove zone di Brooklyn non ancora scoperte e il Queens.

Il profilo dei tuoi clienti. Chi sono?

Sono soprattutto coppie, famiglie ma anche molte donne single. E molti sposini in viaggio di nozze.

Cosa amano di questa città? Cosa li colpisce?

Tutti  mi dicono che pensano di conoscerla, anche se non ci sono mai stati. Si sentono a casa, al sicuro, amano l’aspetto multietnico, l’avanguardia, il fatto che questa città non muore mai.

1Pensi che la gentrificazione abbia privato molti quartieri della loro originaria autenticità?

Una conseguenza inevitabile anche se credo che l’autenticità di New York sta proprio in questa grande capacità di sapersi rinnovare.

La New York di Kiara. Quali sono i luoghi che ti piace visitare?

In riva al fiume, Roosevelt Island in solitaria, Long Island City, il bar galleggiante sull'Hudson scoperto questa estate. Amo andare in bici da Astoria a Williamsburg.

Non solo New York, non pensi che ci sia anche un bel pezzo di America che merita di essere vista?

Certo. Per questo il mio prossimo progetto includerà altre città come Boston, Chicago ma anche Portland, Seattle, San Francisco.

Pensi che New York sia per te di passaggio?

Ho il pallino della California, di Los Angeles. Vedremo. New York mi piace molto, amo la sua funzionalità, il modo in cui si lavora. Il mio progetto non a caso ha trovato sbocco qui. Amo viaggiare perché solo in questo modo si allargano le prospettive e gli orizzonti.

Ultima domanda, perché ci tieni a farti chiamare Kiara con la K.

Perché è una lettera che mi affascina, ha una bellissima forma e non è nel nostro alfabeto.

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