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Covid-19 e il turismo a New York sprofondato nel buio: si potrà resistere?

Fino a che non verrà ripristinata la possibilità d'entrata negli Usa, non ci saranno cambiamenti notevoli; gli hotel soffrono ma spuntano alcuni raggi di luce

di Renato Grussu

Times Square illustrated by Antonella Martino (December 2019). The illustration created for La Voce di New York, for New Year's 2020, will be on exhibit along with other works by Antonella Martino at the AD ART SHOW 2020 in Manhattan, from September 1- 30 at The Oculus, designed by architect Santiago Calatrava, at Westfield World Trade Center.

Tante domande poche risposte, aspettando il vaccino in una New York disseminata di Hotel già chiusi o che tentano di resistere con le camere vuote. Il quadro allarmante ma fiducioso nelle capacità dei newyorchesi di salvare la loro città da uno dei maggiori esperti del turismo dall'Italia negli Stati Uniti

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Sicuramente si tratta di tempi senza precedenti anche per una città come New York che è abituata a sopravvivere a situazioni difficili. In questi tempi di Covid-19 che hanno colpito un po’ tutti i settori economici, uno di quelli più danneggiati insieme al retail e  la ristorazione è  il settore alberghiero e delle agenzie di viaggio. Per la prima volta in versione mondiale si è fermato tutto. 

La mente va a cercare periodi simili che possano essere paragonati ad oggi ma, tranne un brevissimo periodo di alcuni mesi dell’11 Settembre 2001, questa situazione è sicuramente unica. New York è una città che negli ultimi 30 anni ha visto un boom del turismo,  senza precedenti. La città usciva dagli anni  ’90,  anni bui di una recessione infinita durata un paio di decenni dove era andata in bancarotta. Famosa la frase del Presidente Ford alla richiesta di aiuto per evitare la bancarotta “Drop dead”.

Union Square a Manhattan il 19 agosto, 2020, a mezzogiorno: una piazza di solito colma di turisti e newyorchesi appare semivuota (Foto VNY)

La corsa dagli anni 90 ad oggi è stata continua, tanto che nel 2019 New York ha raggiunto un picco di 65 milioni di visitatori, se si pensa  che nel 1990 erano solo 25 milioni. Le previsioni erano rosee anche per il 2020 attestandosi a circa 67 Milioni. Il numero di hotels a New York ha raggiunto i 703 con circa 138,000 camere disponibili con prospettive che fino a Marzo sembravano illimitate.

Dagli anni 90 si sono visti spuntare hotel in zone della città che sarebbero stati impensabili solo qualche anno prima. Il  boom nel lower east side, una crescita incredibile nel west side di Manhattan senza contare la proliferazione a Brooklyn ormai diventata meta importante tanto quanto midtown Manhattan. 

Poi in Marzo tutto improvvisamente diventa buio. La città che non dorme mai per la prima volta va a dormire e per ora, non si sveglia.  La maggior parte degli hotel chiude, insieme a ristoranti, teatri, musei, club. Le luci si spengono ovunque. Nessuno l’ha mai vista così.  

Giugno 2020: Times Square a Manhattan non più affollata di turisti (Foto VNY)

Negli hotel è il si salvi chi può: dai gigantic da duemila camere come il Marriott Marquis, Hilton, Sheraton, Hyatt e dai cinque stelle lusso del Four Seasons e Pierre al trendy Refinery e Standard Hotel,  ai tre e due stelle. Tutto spento, tutto vuoto. Per potere far fronte alla catastrofe finanziaria dovuta ad una prolungata  pandemia, alcuni hotel pensano a strategie di sopravvivenza estreme.  Dei pochi hotel rimasti aperti alcuni vengono affittati dalla città e utilizzati come homeless shelters, altri affittano le camere a prezzi bassissimi o anche gratis a medici ed infermieri che combattono la pandemia, altri ancora, ma pochissimi rimangono aperti con un occupancy inferiore spesso al 10% e con prezzi  impensabili, da ostello. E’ un panico silenzioso che getta il settore alberghiero in uno stato di confusione generale. Mai in passato si era verificato nulla di simile per cui è difficile sapere come muoversi e quali strategie seguire per rimanere operativi o per lo meno per sopravvivere per la durata della pandemia.

Teatri chiusi a Manhattan (foto di Chiara Trincia)

Iniziano già voci di hotel che hanno deciso di gettare la spugna e non riaprire, l’Omni, il trendy, Edition Times Square aperto con tutte le fanfare solo un anno fà, Il Maxwell, il Bryant Park hotel e cosi via. Il Wall Street Journal prevede che almeno il 20% degli hotel di New York non riaprirà i battenti.  Si cerca di trovare alternative, alcuni hotel decidono di trasformarsi in uffici, altri considerano la possibilità di trasformarsi in appartamenti. Anche in altri periodi era successo una cosa simile,  se si pensa ad hotel anche storici della città quale lo Stanhope, il Mayfair, il Drake, l’Ansonia etc. che sono passati da hotel ad appartamenti, ma questa volta il cambio potrebbe essere più incisivo.

Con il passare delle settimane ed ora dei mesi, alcuni hotel tentano la prova della riapertura. Le incognite sono però tantissime e con le frontiere ancora chiuse è difficile fare qualsiasi previsione. Alcuni hotel avevano previsto la riapertura a Luglio, ma hanno poi spostato a Settembre ed ora ad Ottobre e oltre. Con tutte le grandi fiere ed eventi cancellati in autunno, dall’apertura delle Nazioni Unite, alla Maratona, è difficile fare sapere se ci sarà un mercato.

Downtown Broadway a Manhattan, di solito pullulante di turisti, il 17 agosto, 2020 (Foto VNY)

Parlavo di recente con alcuni direttori di hotel per avere la loro opinione sul mercato e sul futuro del business. Gli stessi direttori hanno chiesto la mia opinione, considerando che come proprietario di una agenzia di viaggi che si occupa principalmente di business dall’Italia verso Stati Uniti potevo avere un polso della situazione. La mia opinione è al momento molto negativa. Fino a che non verranno ripristinati i voli con possibilità di entrare negli US, non ci possono essere cambiamenti importanti rispetto al quadro attuale.

Il business ad esempio dall’Italia agli USA e praticamente azzerato da mesi, sia per il settore leisure che corporate.  Questo va ad includere anche government che solitamente è un settore impermeabile alle intemperie finanziarie e sociali, dove i rappresentanti solitamente viaggiano in ogni caso per impegni istituzionali. Il settore è profondamente in crisi che cerca disperatamente una via d’uscita.

Come sarà il nuovo scenario, nessuno lo sa. Tutti stanno adottando misure anti-covid, tutti gli Hotelier sperano in un vaccino. Al check in ti misurano la febbre, la camera che il cliente va ad occupare è sanificata e  quando il cliente farà il check out spesso rimane chiusa per i successivi 2-3 giorni prima di essere riaffittata. Le amenities in camera di cioccolatini e fiori sono sostituite da Amuchina e mascherine. I servizi interni agli hotel sono chiusi. Colazione negli hotel a 5 stelle solo con room service. Vetri protettori al front desk e si cerca di automatizzare quello che si può.

Una vista di Manhattan da una stanza di uno dei suoi hotel

Già l’automatizzazione era in corso, in hotel come il Public non vi era front desk e il check in veniva fatto in automatico dal telefonino o laptop. Allo Yotel, il deposito bagagli era fatto da un enorme robot. In alcune catene per i clienti fidelizzati, potevi già fare il check in on-line come in aeroporto, la chiave veniva mandata digitale sul telefono e la porta si apriva poi automaticamente e non dovevi passare dal Front Desk. Tutto questo immagino verra accelerato in un prossimo futuro, eliminando però purtroppo il contatto umano e anche posti di lavoro.

Una finestra sul futuro anche se come cambieranno veramente è una domanda a cui , al momento, nessuno sa rispondere, si pensa solo a sopravvivere. Negli ultimi anni c’è stato un boom di hotel super- trendy,  micro hotels. Le camere di questi alberghi sono molto piccole, spesso solo di 15-20 metri quadri. Ma l’appeal di questi hotel era negli enormi spazi comuni da condividere dai Millennial. Ci ritroviamo con hotel come Arlo, Public, Freehand  e il nuovo concetto di hotel Moxy creati dalla Marriott. Con camere molto piccole, non certamente adatte all’isolamento per tempi prolungati ma con enormi spazi comuni,  con molteplici ristoranti, bar, lounge, rooftop inutilizzabili. Sopravviverà lo stile al covid-19 o spariranno anche loro e, se rimarranno, come cambieranno?

Queensbridge Park, April 2. (Photo by Chiara Trincia)

Tante domande poche risposte, aspettando il vaccino in una New York disseminata di camere vuote. Ci sono però raggi di luce, i Newyorchesi si sono riappropriati della loro città e la aiuteranno a sopravvivere. L’occupancy in alcuni hotel aperti a Brooklyn e Manhattan arriva in certi giorni anche all80%. Sono i Newyorkchesi che abitano nei sobborghi che passano alcune notti a Manhattan, si sono ripresi la città che ormai era diventata intoccabile, con prezzi alle stelle e con hotel sempre sold out fino a Marzo 2020, che sembra ormai un altra era. Sono ospiti che vengono dagli stati vicini che in passato evitavano la città e preferivano altre mete, sono spesso giovani che non potevano permettersi i costi di una notte a Manhattan e che ora con il loro soggiorni in città la stanno aiutando a sopravvivere. La buona notizia è che, anche questa volta la città sopravviverà, grazie allo spirito insormontabile dei Newyorkchesi, sono loro che stanno riaccendendo le luci delle camere degli hotel di New York.

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