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Carnevale in alta quota

Tra una sciata e l'altra, feste e sfilate di Carnevale sull'arco alpino

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Dalla Valle d’Aosta al Trentino Alto Adige passando per la Lombardia, il Carnevale regala ovunque momenti d’allegria e di festa. Antiche tradizioni, rievocazioni storiche, piatti tipici e un tocco di nostalgia: cinque manifestazioni di Carnevale da non perdere

Febbraio è un ottimo periodo per lunghe sciate, la neve non manca e le giornate si allungano in un preludio di inizio primavera. Nell’aria non solo il profumo di vin brulé ma anche quello goloso dei dolci più tipici del Carnevale. E se in Italia le sue superstar sono Venezia, Viareggio e Putigliano, sull’arco alpino il Carnevale regala tradizioni ancestrali da scoprire all’imbrunire quando calano le ombre sulle alte vette e il cielo si illumina di mille stelle.

A Verrès la dama balla

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Carnevale di Verres, quadriglia. Foto: courtesy Carnevale di Verres

 

Ricca di tradizioni la Val D’aosta rappresenta un felice connubio di feste arcaiche pagane e rituali tipici del cristianesimo. Tra le tante feste che percorrono le valli, il Carnevale di Verrès è sicuramente il più noto ed allegro. Ogni anno, come da tradizione, va in scena, nel castello che domina il paese, il Carnevale storico in onore della democratica Caterina di Challant che il 31 maggio del 1450 scese a ballare in piazza con i suoi sudditi. E la festa inizia proprio al grido “Vive Introd et Madame de Challant” la quale da sabato a mercoledì è la signora incontrastata del paese.

Gli eventi clou sono di domenica con la presentazione e sfilata della Châtelaine e del corteo storico in Piazza Emile Chanoux, cui segue, nel pomeriggio, al castello, un ricco intrattenimento musicale e uno spettacolo di animazione per bambini. Imperdibile lunedì alle 22.30 il Gran Galà, fantasmagorica rievocazione storica di una serata del XIV secolo nel Castello di Verrès (Ingresso € 40,00, senza consumazione). E per finire lunedì goloso a pranzo quando vengono serviti i piatti tipici della zona che comprendono la classica polenta, le saucisses e i fisous, nella Piazza René De Challand, nel borgo di Verrès con la Partecipazione dei Pifferi e Tamburi di Arnad.

I vecchi di Courmayeur

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Il vecchio e la vecchia del Carnevale di Courmayeur

 

Nella ultrachic Courmayeur, ai piedi del Monte Bianco, il Carnevale è un trionfo di colori, suoni e sapori della tradizione, che si mescola ad un’anima attuale, ironica e spesso irriverente.  L’apice della festa si raggiunge il Martedì Grasso, quando a cominciare dal mattino “le vieux et la vieille” di ogni frazione, ovvero le maschere del vecchio e della vecchia, vanno in giro per tutto il paese e annunciano, con il suono dei campanacci, le loro incursioni nei negozi, tra i passanti e anche sulle piste da sci. Nel frattempo, per le strade comincia a diffondersi un gustoso profumo di seuppa, la tipica zuppa che il Comité di Courmayeur prepara con cura, fin dalle prime ore del mattino, in piazza Abbé Henry e che, come da tradizione, viene distribuita all’ora di pranzo con fontina, saucisses e pane nero.

A colorare il tutto, l’allegria dei Beuffon, il variopinto esercito che aveva tradizionalmente il compito di annunciare l’arrivo del Carnevale con il suono dei campanelli. Con la loro energia travolgente i Beuffon invadono le vie del centro, accompagnando la sfilata dei carri allegorici, i cui temi sono ispirati alle vicende locali dell’anno.
A chiudere i festeggiamenti, il tradizionale Seittòn, la gara a coppie miste di taglio del tronco, che, dopo le premiazioni, lascia il posto a musica e balli fino a tarda sera.

Sfida tra contrade a Livigno

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La sfilata dei carri del Carnevale di Livigno. Foto: courtesy APT Lvigno

 

Incastonata in una bellissima valle alpina a 1.800 metri di quota, Livigno celebra il Carnevale all’insegna di carri allegorici, sfilate ma anche di molti giochi di un tempo ambientati sulla neve e sul ghiaccio. Per l’occasione, la popolazione locale si sfida difendendo la bandiera delle contrade del paese: Rane, Spazzon, Truzz e Trepalle, quest’ultimo noto per essere il paese più alto d’Europa. Per aggiudicarsi il trofeo di Carnevale bisogna essere i più bravi nei giochi di abilità, i più fantasiosi nella sfilata delle maschere e i più creativi nella preparazione dei carri allegorici. Il Carnevale di Livigno è un appuntamento molto sentito dalla comunità locale, che riesce a trasferire ai turisti presenti nella località, uno spettacolo fatto di musica, colori e buon umore. E per le serate sono numerose le cene a base di pizzoccheri e sciatt e le feste a tema nei numerosi pub e locali by night del paese.

Ladini in Val di Fassa

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Maschere di legno per il Carnevale Ladino in Val di Fassa

 

Spostandosi verso il Trentino Alto Adige, le tradizioni cambiano totalmente: siamo infatti in area ladina. Nel comune di Penia, infatti, una frazione della nota stazione sciistica Canazei, vengono rappresentate le mascherèdes, spettacoli scherzosi e canzonatori in ladino. Il momento clou della festa, si svolge a Campitello di Fassa, la domenica di Carnevale, con la sfilata di Bufòn, Marascons e Lachè. Tutte i personaggi indossano maschere in legno realizzate artigianalmente dagli scultori della valle. Il Bufòn, che indossa un cappello conico e una maschera dal naso pronunciato, mette in evidenza vizi e virtù dei popolani, divertendosi anche a prendere in giro le ragazze del paese. In piazza, infine, è possibile assistere al Molin de le veies, rappresentazione allegorica di un mulino antico capace di trasformare le signore anziane in giovani fanciulle. E ladino è pure il menù delle cene a base di saporiti cajoncìe, piccoli ravioli a forma di mezzaluna e gnoches da formài, gnocchi conditi con formaggio di malga.

Al ballo con Sissi

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A Campiglio il Carnevale asburgico. Foto: curtesy Campiglio Dolomiti

 

“Sulle cime più alte e solitarie io riesco a respirare più liberamente, mentre altri si sentirebbero perduti”. Con queste parole Elisabetta d’Austria, conosciuta con il nome di “Sissi”, descrisse, a fine Ottocento, il suo profondo legame con le Dolomiti di Brenta e Madonna di Campiglio dove l’Augusta Sovrana soggiornò la prima volta nel settembre 1889. Una montagna che rimase impressa nell’animo dell’“eroina del sogno”. Tanto che dopo poche stagioni, era il 1894, ci fu il grande ritorno. Risuonarono per tutto il Trentino i 33 colpi a salve sparati dalle batterie di cannone, si sparsero ovunque i suoni delle campane e gli evviva di riverenza di un popolo in festa: Madonna di Campiglio e tutto il Trentino salutarono nuovamente l’arrivo dell’Imperatrice, questa volta accompagnata dal grande Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe. E anche quest’anno, dall’8 al 16 febbraio, Madonna di Campiglio celebrerà il suo passato più prestigioso con la 32ª edizione di Campiglio Asburgica. Le vie di Campiglio saranno adornate con il vessillo austroungarico, il tempo tornerà indietro di più di un secolo e l’elegante Sissi ricomparirà nella Perla delle Dolomiti. La vita della corte imperiale verrà rievocata con un susseguirsi di suggestive sfilate in abiti d’epoca, spettacoli, balli, sciate e fiaccolate. Appuntamento da favola venerdì 12 febbraio, ultimo giorno di festeggiamenti, con il Gran Ballo Imperiale nello storico Salone Hofer di Madonna di Campiglio.

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