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Viaggio nella favolosa Italia di William Shakespeare

Qualche idea per bighellonare su e giù per la Penisola a caccia di set nel “gran teatro del mondo”

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William Shakespeare ambientò le sue opere negli angoli più reconditi del pianeta e l'Italia fece da scenario a molti dei suoi drammi. Con l'occasione del quattrocentesimo della morte del poeta inglese, che ricorre il 23 aprile, ci siamo messi sulle sue tracce da Venezia a Verona, da Roma a Palermo

Viaggiare sulle tracce di celebri storie letterarie non è una novità, d’accordo. Esistono guide turistiche sulla Cornovaglia di Re Artù, percorsi sulle orme di Sandokan in Malesia e itinerari, inevitabilmente marini, sulle vie di Ulisse (alcune delle quali passano anche per l’Italia).

C’è però qualcosa che rende particolarmente attraente un “viaggio con Shakespeare”: con lui si può fare il giro del mondo. O quasi. Le sue opere sono infatti ambientate negli angoli più reconditi del pianeta, parliamo di una quarantina di posti diversi. Ma il fatto più stupefacente è che l’autore molto probabilmente non aveva conoscenza diretta di molti di questi. I riferimenti che nelle sue opere fa di città e palazzi sono spesso opera della sua fervida fantasia.

Un mondo di fantasia

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Il castello di Kronborg, in Danimarca, probabile riferimento per il castello di Elisnore delll’Amleto

Shakespeare scriveva ispirato da racconti orali e stampe, immaginando i luoghi in cui svolgere le sue storie, riuscendo a rendere assolutamente credibili personaggi e contesti. D’altronde la verosimiglianza dei suoi caratteri sta essenzialmente nelle loro caratteristiche umane, e dunque universali, mentre le ambientazioni erano funzionali ad evocare suggestioni o a spostare l’attenzione su un luogo e un tempo altro, per mascherare la forte critica sociale e politica del suo teatro.

Comunque sia, le opere di Shakespeare vi portano ovunque: inseguendole avrete una scusa per andare a Cipro in cerca del palazzo di Othello, che in teoria si trova nella fortezza medioevale di Famagosta. Potrete girare le isole del Mediterraneo in cerca di quella disabitata del regno di Prospero ne La tempesta, visitare le mitiche rovine di Troia per Troilo e Cressida (quelle esistono davvero!) e naturalmente ad Elsinore, nel nord della Danimarca, dove quel che resta del castello di Kronborg, probabile riferimento per l’Amleto, è una fortezza circondata da cannoni che si fonde con un edificio rinascimentale, regolarmente visitabile e Patrimonio UNESCO dal 2000.

Viaggiare in cerca dei luoghi shakespeariani è dunque un puro divertissement che ha davvero poco di filologico, ma che in compenso può fornire ottimi spunti alla fantasia e di certo essere occasione di piacevoli peregrinazioni. Lungo le quali vi capiterà anche di intersecare i piani di realtà e fantasia, scoprendo fatti curiosi, come che il “vero” set davanti a cui siete arrivati (il balcone di Giulietta, ad esempio) è solo quello che oggi viene simbolicamente indicato come riferimento dell’opera: è l’immaginazione ad aver determinato la realtà, insomma. Ma questo poco sottrae al gusto del viaggio.

Il fascino che i mondi lontani hanno esercitato sul Bardo non è certo da poco e su questa grande mappa del teatro shakespeariano l’Italia vanta diversi punti. L’invito è dunque a rileggere le opere ambientate nel Bel Paese in cerca di spunti per un percorso originale alla sua scoperta.

Suggestioni venete
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Una veduta del Ghetto di Venezia che è stato ambientazione per il °Mercante d Venezia°

In occasione del quattrocentesimo anniversario della morte del bardo, che ricorre sabato 23 aprile, in Italia sono tante le iniziative che vi consentiranno di ritrovare Shakespeare nelle città d’arte. Percorrendo la Penisola da Nord a Sud , da Est a Ovest, sulle tracce del poeta potrete partire da Venezia, dove in Campo del Ghetto Nuovo incontrerete la casa di Shylock, dettagliatamente descritta nel secondo atto, scena VI del Mercante di Venezia, ma anche il Palazzo dei Dogi che appare nell’Otello di Orson Wells come sfondo per la prima parte della storia.

Se in cerca di romanticismo volete spostarvi verso Verona, preparatevi a dovervi affidare alla leggenda.

Se è vero che nella città di Verona esistono effettivamente un balcone e una tomba nell’ex convento dei frati cappuccini attribuiti a Giulietta, è anche vero non ci sono tracce storiche di una famiglia Capuleti. Ma tant’è: è la forza del mito che spinge i turisti a visitare i luoghi dove è ambientata la più famosa storia di amore impossibile di tutti i tempi. Per rendere completa la suggestione, in questi luoghi vi capiterà anche di assistere a rappresentazioni itineranti di queste opere, grazie all’attività teatrale di Casa Shakespeare.

A quanto pare, invece, nel Romeo e Giulietta firmato per il cinema da Franco Zeffirelli, l’unico scorcio di Verona è l’inquadratura panoramica nel prologo.

Sempre in Veneto potrete esplorare la Padova di Caterina, La bisbetica domata.

Finzioni laziali
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Le rovine di torre Argentina a Roma. L’area è stata scenario del assassinio di Giulio Cesare

Nel Lazio troverete invece diversi set spacciati, sempre nell’Otello di Wells, per interni ciprioti: la loggia del Palazzo dei Papi a Viterbo, la cripta della Basilica Romana di S. Pietro a Tuscania (residenza di Otello e Desdemona a Cipro) e una chiesetta romanica della zona, non meglio identificata, filmata come loro letto nuziale. La stessa Basilica di Tuscania è anche il set della scena del matrimonio del Romeo e Giulietta di Zeffirelli, dove la casa dei Capuleti è invece il Palazzo Borghese di Artena, in provincia di Roma.

Spostandovi nella Capitale, le fonti di ispirazione per le ambientazioni sono ovviamente parecchie: nella zona archeologica di Torre Argentina, dove sorgeva la Curia di Pompeo, avviene la scena dell’assassinio di Giulio Cesare, sulla via Appia marciano le armate di Tito Andronico, anche se  è nella zona dell’EUR che ha girato alcune immagini del suo Titus in chiave post-moderna la famosa regista statunitense Julie Taymore. In Coriolano si trovano poi vari scorci della Roma antica: una città decadente, in preda al caos e alle sommosse che per certi versi non vi sarà difficile, purtroppo, riconoscere oggi.

Una Sicilia immaginaria
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L’agrumeto di una villa di Messina fa da scenario a Molto rumore per nulla

Scendendo nel profondo sud del Paese, a Palermo vi troverete al centro della trama di Racconto d’inverno, ambientato per buona parte in una Sicilia immaginaria. E infine a Messina potrete riposarvi nell’agrumeto di una villa medievale (cercatene uno e avrete l’imbarazzo della scelta) dove si svolgono la maggior parte delle scene di Molto rumore per nulla. A questo punto potreste salpare verso la Troia di Troilo e Cressida a meno che, realizzando all’improvviso che siete arrivati proprio davanti a Scilla e Cariddi, non decidiate di passare a Omero e iniziare un capitolo dell’Odissea… In ogni caso, buon viaggio!

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