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Città vivibili d’Italia: Napoli quasi ultima, de Magistris non ci sta

Napoli risulterebbe al 107° posto, pronta la reazione del sindaco de Magistris: "Parametri sbagliati"

Il Sole 24 Ore stila una classifica della qualità di vita registrata nelle città italiane, e il quart'ultimo posto di Napoli provoca la reazione del sindaco Luigi de Magistris e dello scrittore Erri De Luca. Per il sindaco Napoli darebbe fastidio perché “è rimasta umana” con la sua voglia di vivere, passione, solidarietà, voglia di mettersi in gioco, onestà e coraggio

Sicurezza, reddito, lavoro, integrazione, servizi e tempo libero sono solo alcuni dei criteri su cui si è basata l’indagine annuale condotta da Il Sole 24 Ore, che ha messo a confronto tutti i capoluoghi del Bel Paese e dalla quale è emerso ancora una volta un profondo divario tra Nord e Sud.

Aosta rimonta di sette posti in classifica rispetto al 2015, scavalcando Milano e Trento e spodestando Bolzano, che attualmente occupa la settima posizione dopo aver confermato il suo primato cinque volte in 27 anni di ricerca. Subito dopo la top 10, dominata da città settentrionali, troviamo le province del centro, in particolar modo toscane ed emiliane, mentre nella parte finale si concentrano quelle meridionali, restituendoci l’immancabile fotografia di un’Italia spaccata in due, nonostante qualche recente segnale di dinamismo: si tratta di città che faticano a rinnovarsi in chiave sostenibile, con qualche piccolo passo in avanti sul fronte della raccolta dei rifiuti e delle energie rinnovabili, ma ancora arretrate riguardo ai trasporti pubblici. Tra queste spiccano le province delle regioni Calabria, Sicilia, Puglia e Campania: Barletta-Andria-Trani e Crotone precipitano rispettivamente di 19 e 17 posizioni rispetto all’anno scorso, mentre ultima in graduatoria è Vibo Valentia. Il capoluogo campano perde sei posizioni, piazzandosi al quart’ultimo posto, ovvero al 107°, immediatamente seguito da Caserta.

In un’intervista che potete vedere nel video dell’agenzia Vista, il sindaco di Napoli Luigi de Magistris critica negativamente i parametri adottati da Il Sole 24 Ore per stilare la classifica, trovandosi esattamente d’accordo con le parole dello scrittore Erri de Luca e sostenendo l’esclusione della città partenopea da queste statistiche, in quanto i criteri di valutazione rispecchierebbero esclusivamente quelli del consumismo, del denaro e della proprietà privata. “Confrontandomi con gli altri sindaci d’Italia e d’Europa – ha dichiarato l’ex pm – non si ha da parte loro la percezione che Napoli sia ultima tra gli ultimi”. Secondo de Magistris, Napoli darebbe fastidio perché “è rimasta umana”, grazie alla sua voglia di vivere, passione, solidarietà, voglia di mettersi in gioco, partecipazione politica, onestà e coraggio. Se i criteri di giudizio fossero stati questi, “non dico che saremmo primi, ma sicuramente prenderemmo la medaglia”, ha affermato il sindaco, sottolineando la palpabile energia culturale e l’esponenziale crescita turistica registrate durante il suo primo mandato.

E se per de Luca, la qualità di vita in una città, come quella napoletana, consiste nel poter mangiare buon cibo a basso prezzo, nel poter ascoltare musica per strada, nel potersi vantare nel mondo di eccellenze come il caffè e la pizza e nel poter ammirare il mare del golfo, ci sono ben altri aspetti da prendere in considerazione. Non c’è, infatti, nessun campo in cui il capoluogo campano superi la prova in termini di vivibilità: ultimo in “Giustizia, sicurezza e reati” e penultimo in “Demografia, famiglia e integrazione”. L’unica categoria in cui raggiunge il miglior risultato (70a posizione) è “Cultura, tempo libero e partecipazione”, rispetto alla quale va riconosciuto il merito dell’amministrazione de Magistris per il progetto Monumentando, che prevede il restauro e il recupero di 27 monumenti attraverso introiti pubblicitari, nonché per il record di presenze turistiche dal 2013, grazie a una strategia di rilancio della città tramite iniziative culturali e sportive, come le regate di World Series di America’s Cup, il Giro d’Italia e le partite di Coppa Davis.

Per il resto, Napoli si trova a scontare da anni problematiche che nessuna delle ultime giunte è riuscita a risolvere del tutto, dall’emergenza rifiuti alla mancanza di lavoro, dalla criminalità organizzata all’inefficienza dei servizi per carenza di risorse economiche e debiti accumulati. Insomma, la strada da fare è ancora in salita, ma si spera che il risultato tanto immeritato sia un punto da cui ripartire con una maggiore carica e voglia di superare le avversità, ma che rappresenti soprattutto uno stimolo per far schizzare Napoli in vetta alla classifica negli anni a venire.

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