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La Badia di Cava de’ Tirreni: un gioiello italiano che in pochi conoscono

Situata a circa tre chilometri dal centro abitato di Cava de’ Tirreni, è un luogo poco conosciuto ma ricco di arte e storia

La Badia della Santissima Trinità di Cava de' Tirreni.

La Badia della Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni è uno di quei gioielli poco noti non solo d’Italia ma dei tutto l’Occidente, che vale la pena visitare. Perché racchiude in sé una storia secolare fatta di papi, principi, feudatari e conserva un patrimonio, artistico e culturale, di eccezionale valore

Situata a circa tre chilometri dal centro abitato di Cava de’ Tirreni, la Badia della Santissima Trinità di Cava de’ Tirreni è uno di quei gioielli poco noti non solo d’Italia ma dell’Occidente. Fu un santo romito, S.Alferio, a fondarla, nobile salernitano, che nel 1011 si ritirò sotto la grande grotta Arsicia per condurvi vita eremitica. L’accorrere di discepoli lo indusse a costruire un monastero di piccolo dimensioni che crebbe con gli anni. S. Alferio mori’ nel 1050. Il culto crebbe come pure i discepoli. Fu un nipote di Alferio, Pietro I, a ingrandire il monastero. che fece centro di una potente congregazione monastica con centinaia di chiese e monasteri dipendenti, sparsi in tutta l’Italia Meridionale. Il papa Urbano II, che lo aveva conosciuto a Cluny, nel 1092 visitò l’Abbazia e ne consacrò la basilica.

Papi e vescovi, principi e signori feudali favorirono lo sviluppo della congregazione Cavense, che giovò moltissimo alla riforma della chiesa, promossa dai papi del sec. XI, e al benessere della società civile. I papi, oltre alla conferma delle donazioni, concessero il privilegio dell’esenzione, per cui l’abate di Cava finì per aver una giurisdizione spirituale, dipendente solo dal Papa, sulle terre e sulle chiese di cui la badia aveva la proprietà. Nel corso dei secoli XVI-XVIII l’abbazia fu rinnovata architettonicamente.

La Badia custodisce decine di opera d’arte alcuni di valore universale. Tra esse la biblioteca e l’archivio. La biblioteca della Badia possiede oltre 80.000 volumi. I volumi sono catalogati e sistemati  in tre sale. Le scienze più rappresentate sono la Patristica, la Teologia, il Diritto e soprattutto la Storia.  E’ l’Archivio che ha resa famosa la badia. Nelle due elegantissime sale della fine del ‘700 sono contenuti preziosi manoscritti pergamenacei e cartacei, più di 15.000 pergamene, di cui la più antica è del 792.

La Biblioteca della Badia.

Tra i codici più famosi ricordiamo la Bibbia visigota del IX sec, il Codex Legum Langobardorum del sec XI, le Etymologiae di Isidoro del sec VIII e il De Temporibus del Ven, Beda del sec. XI, ai cui margini i monaci annotarono gli avvenimenti più importanti della badia e del mondo contemporaneo. Tali note marginali costituiscono gli Annales Cavenses più volte pubblicati. Sempre all’interno della Badia è possibile visitare il cimitero longobardo, il capitolo (cioè la sala di riunione dei monaci: l’abate vi tiene regolari conferenze e in essa la comunità monastica, presieduta dall’abate, prende le sue decisioni più importanti), il chiostrino ed il museo della Badia.

Dalla Badia di Cava de’ Tirreni, inoltre, è possibile incamminarsi lungo l’alta Via dei Monti Lattari che conduce sino a Punta Campanella, estremo limbo del Golfo di Salerno. Un percorso di trekking definite tra i piu’ spettacolari del mondo. Visite guidate tutti i giorni feriali e festivi : dalle 8:30 alle 12:00. Per i gruppi è preferibile prenotarsi e concordare orari diversi(E-mail: visiteguidate@badiadicava.it).

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