Cerca

ItaliaItalia

Commenti: Vai ai commenti

Corleone, parla il sindaco neo-eletto: la mafia nella storia e il futuro nel turismo

Intervista a Nicolò Nicolosi, che torna primo cittadino nella città dove regnava Totò Riina e che Puzo e Coppola resero famosa con "Il Padrino"

Il sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi nel suo ufficio il giorno del suo insediamento (Foto LB/VNY)

"Corleone viene ritenuto ovunque un paese di mafia e dalle presenze devastanti e tragiche, oggi il fenomeno è molto attenuato.... Noi siamo a Corleone sapendo di questo disvalore... Si possono conoscere anche le tragedie del passato ma apprezzare le cose belle del presente.. Intanto la valorizzazione del turismo, dei siti storici della città ma sono anche nelle piacevolezze agricole del territorio come grano, olio, formaggi, vino"

Una immagine di Corleone

Nell’immaginario collettivo, Corleone è la città del Padrino che Mario Puzo raccontò nel suo famoso libro. E’ la città di Totò Riina, il criminale più feroce della Mafia che fu l’autore delle stragi di Falcone e Borsellino. La gente arriva da ogni dove per fermarsi alla tomba o davanti la casa del famigerato boss mafioso. Ma Corleone per fortuna non è rappresentata solo dalla mafia: è una città a vocazione agricola, con un centro storico che risale al 1500 ma con insediamenti fino alla dominazione araba. E’ la città delle campagne tra le più belle della Sicilia, ha le cascate immerse nella natura selvaggia. E’ il luogo prescelto dai Frati Francescani Rinnovati che la governano dall’alto. E’ la città che con il CIDMA  vede l’arrivo di studiosi da tutto il mondo: il CIDMA è il Centro Internazionale Documentaristico della Mafia e dell’Antimafia, dove si possono consultare gli atti dei famosi processi di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino che inflissero un duro colpo alla mafia prima di morire per mano loro.

Abbiamo incontrato nel giorno del suo insediamento il neo eletto Sindaco Nicolò Nicolosi che, partendo da un rinnovamento radicale della città, pensa al futuro. Del passato atroce legato alla mafia? Ne fa soltanto una questione di memoria.

Nicolosi lei è il nuovo Sindaco di Corleone. Lo era già stato e ora ritorna dopo 11 anni alla guida della città commissariata per infiltrazioni mafiose: nel suo discorso di insediamento è partito proprio dalla mafia, la mafia come disvalore.

“E’ assolutamente un disvalore purtroppo aggravato anche da questo commissariamento del Comune per scioglimento per mafia. Corleone viene ritenuto ovunque un paese di mafia e delle presenze devastanti e tragiche, in passato oggi il fenomeno è molto attenuato. Esistono delle scorie che pensano di poter percorrere strade impossibili ormai. Noi siamo a Corleone sapendo di questo disvalore, per il riscatto della città, per rilanciarne l’immagine perché Corleone è una città d’arte, di storia, da visitare. Si possono conoscere anche le tragedie del passato ma apprezzare le cose belle del presente”.

La piazza del municipio a Corleone

Il suo progetto di Corleone si basa anche sull’industria turistica?

“Intanto la valorizzazione del turismo, dei siti storici della città ma sono anche nelle piacevolezze agricole del territorio come grano, olio, formaggi, vino. Una Corleone che guarda al futuro, che vive nella legalità e forte delle sue tradizioni”.

A Corleone ha sede il CIDMA, il Centro Internazionale Documentaristico Mafia e Antimafia: come pensa di rilanciare questo centro così importante?

“Secondo me il CIDMA è la spalla ideale per un grande processo di crescita e di rinnovamento per questa città. Importante per tutto quel che rappresenta e per quel che può fare per diffondere la cultura della legalità”.

Questa città è stata raccontata nel libro di Mario Puzo e poi al cinema con Il Padrino, pensa di rilanciare Corleone anche con un Festival del Cinema?

“Sarei contento di poter raccogliere proposte in questo senso. Devo dire che nella mia passata amministrazione avevamo ipotizzato intanto un rilancio con una serie di proiezioni per far conoscere questo mondo, soprattutto ai giovani che non lo hanno vissuto. Noi pensiamo di puntare a far conoscere le cose di Corleone che l’hanno tristemente caratterizzata per poi farne un paragone con le cose belle che invece esistono in questa città. La storia da leggere e da seguire è quella che l’ha ampliamente rappresentata ma oggi si apre un nuovo capitolo”.

E’ stato eletto con la lista civica dai suoi concittadini, una cittadinanza attiva e vicina ma c’è una parte legata a quelle famiglie. Come pensa di dialogare con loro?

“Noi speriamo comunicando pubblicamente e apertamente con tutti, di raccogliere con un progressivo rientro nella legalità di tutti i corleonesi, anche quelli che hanno sentito e subito il fascino della mafia, vogliamo far capire che è una via da interrompere per rientrare sulla via della legalità. Solo così potranno avere futuro, altrimenti anche per loro ci sarà il pregiudizio di sempre e per sempre”.

Lo stemma di Corleone

A pochi giorni dalle elezioni a Corleone c’è stato lo scivolone del candidato Maurizio Pascucci del Movimento 5 Stelle che si fa fotografare con il nipote di Provenzano. Luigi Di Maio ne ha preso subito le distanze. Qual è il suo commento?

“Credo che il paese abbia gridato ad alta voce. Il voto del 25 di novembre vuole chiudere con l’inefficienza delle amministrazioni passate, vuole chiudere con questo marchio della mafia. Ha espresso un voto deciso, dando a me il mandato di primo cittadino. Nei confronti dell’altra parte che ha conteso con me la candidatura a sindaco, devo dire che presumibilmente hanno sbagliato nel messaggio: un messaggio di quel genere può avere anche intenti positivi, non va lanciato pochi giorni prima del voto perché al quel punto si presta all’equivoco, può sembrare che si vogliano catturare voti impropri. La distanza del voto di un 56% circa conseguito da me, determina una valutazione politica perché alle elezioni politiche di un anno fa a Corleone quel mondo ha dato il 60% dei voti ai Cinquestelle, adesso ha capovolto il risultato dandolo a noi, come dissenso dove finalmente la politica riprende a interessarsi della cosa pubblica”.

Ci leggono anche gli italo americani: ha uno slogan per Corleone?

“Io vorrei tanto che tutti gli italo americani che sono ancora raffigurati e avvicinati all’idea che essere corleonesi sia sempre legato alla mafia, da ora in poi avranno la possibilità di venire a Corleone e potranno trasmettere un messaggio positivo perché la città va verso il futuro all’insegna della legalità”.

A proposito di...

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter