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Zibaldone

Olimpo senza déi

di Elisabetta De Dominis

Per secoli le figlie sono state mercificate, violate e nel migliore dei casi maritate contro i loro desideri. Poi ci si scandalizza se c’è qualche padre che dice: “Magari fosse mia figlia la fidanzata di Berlusconi”.

A 18-25 ANNI sono già dei palloni gonfiati: dentro e fuori. Si credono delle dee grazie a bocca e seni di silicone. Poi cadono dalle nuvole dell’Olimpo quando  scoprono che una o l’altra per Zeus onnipotente pari sono. Pensavano di essere la migliore, la preferita e gli crolla la volta celeste: danno in escandescenze.

Minacciano di lasciare ministeri, di spiattellare tutto quello che ha detto e fatto il loro papi, il padre onnipotente. Ora piagnucolano che volevano nel loro futuro una famiglia, dei figli. Ma chi più le vorrà? Scarti dell’harem berlusconiano nutrite a borse di Hermes da 5 mila euro cadauna. Difficili da mantenere, se non per un sultano. Che solo di una cosa si rimprovera: di essere stato troppo generoso. Beneficienza da centinaia di migliaia di euro per vestire le dee e case, incarichi politici per sistemarle sulla terra. Cosa volete che sia per uno che guadagna 150 milioni di euro l’anno, quelli dichiarati, quindi mezzo milione al giorno. Per forza che si senta il padreterno e si comporti da padrone di tutti noi.

Insomma le pulzelle volevano farsi la dote griffata: giusto che la pagasse il papi d’Italia, visto che quello naturale non aveva abbastanza soldi. Nelle favole il padre acconsente a barattare la giovane figlia con il potere e il successo. Per secoli nelle culture patriarcali le figlie sono state mercificate, violate e nel migliore dei casi maritate contro i loro desideri. Poi ci si scandalizza se c’è qualche padre di queste berluschine che dice: “Magari fosse mia figlia la fidanzata di Berlusconi”.
Nel nostro Paese il superamento di questa concezione di un femminile sottomesso al potere maschile si è affermato solo negli ultimi decenni e solo tra le classi colte e benestanti. Un’aspirante meteorina (soubrette) ha riferito durante una trasmissione televisiva che Emilio Fede le avrebbe detto: “Mi dispiace ma non ti posso mandare in onda, perché io e te non abbiamo dialogo”. Dialogo sta per rapporti sessuali.
Non mi meraviglia. Anni fa chiesi ad un giornalista se poteva trovarmi una collaborazione nel nuovo tg di Fede e mi disse: “Lascia perdere, perché ci devi andare a letto”. Adesso tutti si scandalizzano, ma soprattutto nel mondo televisivo e cinematografico era ed è la prassi per una donna. Alla quale non è richiesta competenza ma bellezza.
Io ho passato metà vita a scansare proposte sessuali per lavorare. La prima, ricordo, mi capitò quando non avevo ancora 16 anni. Una mia cara amica austriaca aveva appena fatto la patente e venne a prendermi a
Trieste con la sua nuova Opel coupé gialla con la quale partimmo alla volta di Roma. Lì conoscemmo un agente cinematografico che ci portò in discoteca e mi presentò a un regista grassoccio che mi parve pure vecchio. Questi cominciò a propormi di fare la protagonista in un film che avrebbe chiamato “Sedicianni” e mi disse chiaramente che però dovevo fare l’amore con lui. Rimasi talmente stupefatta – non sapevo ancora come andava il mondo – e gli risi in muso.  L’agente mi telefonò a casa, ma io gli dissi quello che pensavo di loro. Un anno dopo vidi il film: la protagonista era una ragazzina bionda simile a me.
Al secondo anno di università, un giorno fui invitata ad una festa dove c’era il professore di diritto canonico. Era identico a Bud Spencer, grasso e grosso, e si diceva fosse la sua controfigura. Lui mi propose di appartarmi con lui così il giorno dopo all’esame mi avrebbe dato 30. Scoppiai a ridere. “Allora – mi disse seccatissimo – domani chi non sa come si leggono le Pandette lo boccio subito”.
Passai la notte a cercare la nota nel libro. La mattina dopo entrò in aula e dichiarò che, se non si sapeva come leggere le Pandette, era meglio ritirarsi dall’esame. Dissi forte a quale pagina si poteva trovare la spiegazione. Quando sostenni l’esame, risposi a tutto ma mi diede solo 26.
Qualche anno dopo mi fidanzai con un avvocato che affermava che ogni persona ha un prezzo, basta scoprire quale. Quando lo lasciai, mi telefonò urlando che cosa volevo: “Un vestito di
Valentino, un Rolex d’oro?” Risi di gusto: mi sentivo libera e magnificamente nuda. Una vera dea, perché non avevo bisogno di essere adorata da nessuno.
Ma sa Berlusconi com’è andata a finire con Zeus? Ha licenziato tutti gli dèi dell’Olimpo e si è
proclamato unico dio. E’ un suggerimento…
 

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