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Zibaldone

L’escort di Gheddafi

di Elisabetta De Dominis

TUTTO a causa della benzina. Perché con i 5 miliardi versati dall’Italia alla Libia, per risarcire i danni coloniali, il Colonello si è comprato le armi con cui sta facendo fuori  i suoi. Il Cavaliere è stato costretto a indennizzare la Libia, altrimenti come avrebbe fatto il pieno alle auto delle escort? E senza pieno quelle non sarebbero arrivate lontano, figurarsi arrivare ad Arcore.

L’ha pure detto una di loro: “Senza di lui non abbiamo neanche i soldi per fare il pieno di benzina…”. E senza le escort cosa avrebbe fatto il governo, avrebbe dovuto governare? E come? Meglio sviarci con le notizie sul bunga bunga. Berlusconi ha dovuto dargli quel bacio sulla mano, fare l’escort di Gheddafi, dimostrargli sottomissione. Non chiamiamolo baciamano, che è altra cosa: omaggio alla femminilità, alla bellezza. Va beh, che con l’introduzione della pratica del bunga bunga essere maschio o femmina non fa differenza. Ma alla fin fine non ho capito se le amazzoni di Gheddafi abbiano un ruolo maschile o femminile, insomma chi faccia l’uomo e chi la donna.

Ci sarà pure una che si senta un po’ uomo, che abbia il coraggio di farlo fuori? Non abbiamo altro da sperare, perché di governati con le palle, scusate, che gli buttino una bomba sopra la testa, non ne vedo. Berlusconi però potrebbe inviargli in dono la escort più serpe di cui dispone, magari quella riesce ad avvelenarlo, come nella migliore letteratura.
I governi volgono al femminile: gli uomini potenti si comportano da donne e le donne di cui si attorniano sono delle donnicciole, perché assecondano i pervertiti al potere per coprirsi di quattro firme. Comandano dunque i sarti, che oggi si chiamano stilisti. Il re è nudo e non lo sa perché ha gli armadi pieni di abiti, scheletri della democrazia. Quello che resta dei migranti africani respinti da Gheddafi e lasciati morire nel deserto di stenti.
Berlusconi faceva finta di non sapere: lui ha pagato con i nostri soldi l’annientamento di questi disperati che correvano verso la libertà. La benzina è costata cara. Carissima. Nel costo c’è anche il traffico di organi libico. Ironia del destino: i mercenari che combattono per il Colonello sono africani.
 
E’ sempre, solo una questione di soldi. Ma il complice di un assassino cos’è? Facile dire: io sono buono, io non mi sporco le mani. Essere pulito non è una conseguenza della bontà, ma del benessere. Il Nostro affonda nel bagno schiuma e poi si prostituisce, facendo sporchi affari, per fare il pieno di benzina. Ma l’Europa non è da meno. Non vuole altri sporchi immigrati e se ne frega di aiutare l’Italia che fa parte dell’Unione europea: è solo un’unione monetaria che si identifica nell’euro.
Con l’euro in tasca ma senza spirito di coesione non si va lontano. Senza umanità non sopravvivono i migranti ma l’anima dell’Europa muore. Una volta – al tempo del mito – era la luna piena, la dea rassicurante “dalla larga faccia” (questo il suo significato) che indicava la via, la più antica guida del viandante. Poi un giorno Zeus, il padre degli dei – guarda caso è sempre chi si pone al di sopra degli altri che combina guai – trasformatosi in toro, rapì Europa per approfittare di lei. E la lasciò a Creta. Lì è rimasta finché qualcuno non ha pensato che bisognava farla rivivere. Ma della sua bella faccia, della poesia della luna, dei suoi sogni noi abbiamo solo saputo far moneta. Contiamo i migranti e contiamo gli euro. Il Mediterraneo ha le acque rosse di sangue mentre c’è chi ancora gioca a fare il toro, a irretire donzelle, a vedere rossi solo i comunisti. Ora è a Lampedusa che il toro deve andare: è lì che si deciderà il destino dell’Europa. E anche il suo.
Non è più tempo di scorazzare come Zeus con un pieno di benzina insanguinata. Il tempo degli dei è finito. E non ci sono eroi. Ci accontenteremmo di uomini. Per governare basta.
 
bibisi@tin.it

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