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Zibaldone

La droga della Libertà

Ma chi ha acceso la miccia che potrebbe far scoppiare di libertá i popoli del Medio Oriente e non solo, in un modo che non avevamo previsto?

 Giovani egiziani a Tahrir Square (Foto di Stefania Zamparelli)

Mentre in Nord Africa sale la febbre rivoluzionaria, nel mondo cosidetto primo (ma di che? Non piú nella crescita economica e se continua cosí non lo sará nello slancio ideale) chi comanda sempre meno si chiede: ma come é potuto accadere cosí velocemente e senza avvertimento? Bisognava capirlo prima di fare altri colossali accordi con certi figuri. Certo, i despoti che con i nostri contratti bacia anello abbiamo mantenuto al potere per quasi mezzo secolo non sono immortali, ma ci auguravamo che i loro rampolli “educati” nelle nostre universitá, proseguissero nella continuitá per la “stabilitá” dei nostri affari… E invece tutto scorre nel Mediterraneo.
Ma chi ha acceso la miccia che potrebbe far scoppiare di libertá i popoli del Medio Oriente e non solo, in un modo che non avevamo previsto?
Si scopre che gli islamisti di Al Qaeda o dei “fratelli musulmani” egiziani – che ovviamente cercheranno di approfittare delle piazze in rivolta –  non erano in grado di convincere al martirio i giovani tunisini, egiziani, libici, algerini, yemeniti, che hanno preso nelle loro mani, anche a costo delle loro vite, il futuro della loro storia. Chi allora il “colpevole”?
É internet ad aver messo in moto la gioventú nel mondo. Nei paesi abituati ad una certa libertá, il web non ha la stessa forza “devastante”, anzi il “social network” puó avere effetti anestetizzanti. Ma in quell’altro mondo dove nessuno era mai cresciuto leggendo ció che il potere non avesse filtrato, ecco che internet diventa il detonatore di una rivolta inarrestabile. La Libertá come una droga che una volta nel sangue si é pronti a tutto pur di non rinunciarci.
La possibilita di poter comunicare, scambiarsi idée, ma soprattutto la libertá di potersi informare su piú fonti e immunizzarsi dalla propaganda. Questo sta avanzando inesorabilmente la rete, da Il Cairo a Tripoli, ma anche da Pechino a Roma. Diventa cosí una impresa immane per qualunque regime basato sulla propaganda riuscire a non farsi destabilizzare da una tecnologia che ha stravolto l’informazione nel mondo.
Mercoledí scorso alla conferenza stampa dell’ambasciatore cinese Li Baodong, presidente del Consiglio di sicurezza dell’Onu, l’esperto diplomatico ha dato un segnale preciso. Dopo la prima domanda che di rito spetta al presidente dell’associazine dei corrispondenti dell’Onu, mentre l’adddetto stampa stava consultando il suo foglietto con la scaletta dei giornalisti, ecco che invece l’ambasciatore Baodong punta lo sguardo nella direzione opposta ed esclama: “You, Matthew. Fammi la tua domanda”.  Matthew Russell Lee, ex avvocato ora giornalista-blogger che dal Palazzo di Vetro dell’ONU scrive su InnerCityPress.com. Sito scarno nella grafica ma essenziale, é diventato la spina nel fianco di chiunque, dal Segretario Generale Ban Ki-moon all’ambasciatore di una super potenza del Consiglio di Sicurezza, tenti di “addomesticare” l’informazione. Insomma chi vuol sapere quello che dall’ONU non vogliono che si sappia, leggere Russell Lee su InnerCityPress é un must! Cosí quando l’ambasciatore Baodong chiama ad alta voce Matthew invece che un giornalista dell’agenzia cinese, o del New York Times, o di Al Jazeera, sembra voler dire: avete visto, il gigante cinese non ha paura della democrazia, é pronto per la sfida di internet. Vediamo chi vince.
Fa tenerezza quel governo piccolo piccolo a Roma, che nella figura del suo premier Berlusconi, cerca pure di resuscitare la legge sulle intercettazioni, la cosidetta legge bavaglio. L’autorevole Committee to Protect Journalists nel suo ultimo rapporto bacchetta l’Italia proprio su quella proposta di legge. Faccia pure Cavaliere, non vediamo l’ora di mettere on line, da questa America protetta dal First Amendment, tutto quello che il potere in Italia vorrebbe non far leggere, vedere o ascoltare agli italiani. Lo faremo come fa Matthew dall’ONU, senza effetti speciali, ma al massimo della libertá. Tutto ancora in lavorazione, grafica essenziale, ma sui contenuti saremo imprevedibili. L’indirizzo é usitmedia.com e indipendenti e forti saremo grazie all’intesa perfetta con la super America Oggi e il suo valoroso Oggi7. Come scrive Matthew alla fine di ogni suo articolo: “Watch this site”.

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