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Zibaldone

Forza donne

“Women in the World 2011”, il summit internazionale organizzato da Tina Brown dedicato alla condizione femminile nel mondo. La mortificante situazione italiana dibattuta con Emma Bonino e Violante Placido

Da sinistra Barbie Latza Nadeaus, Emma Bonino, Violante Placido, Lesley Stahi venerdí scorso all’Hudson Theatre di Manhattan durante il dibattito "Italian Women Fight Back"

Quando diminuisce o arriva a mancare la partecipazione della donna nei processi decisionali di una società, questa inevitabilmente decade fino ad autodistruggersi. Si potrebbe sintetizzare così la tre giorni di “Women in the World 2011”, summit internazionale organizzato da Tina Brown, direttrice del giornale on line “The Daily Beast” e ora anche del celebre settimanale “Newsweek”.

A rispondere all’appello di Brown per discutere all’Hudson Theater di Broadway dei diritti delle donne nel mondo, molte delle 150 donne che la giornalista di origini britanniche ha inserito in una speciale classifica pubblicata sul primo numero del settimanale da lei diretto e sotto il titolo: “Le 150 donne che scuotono il mondo”.

Unica donna italiana presente tra le magnifiche 150, la vicepresidente del Senato Emma Bonino.

Ad aprire l’evento maschietti dal calibro di Bill Clinton e il sindaco Michael Blomberg, poi sul palco donne coraggiose che hanno discusso di condizione femminile nei loro paesi con situazioni complicatissime, come per esempio la Somalia. Qui a parlarne c’era la Dr. Hawa Abdi, che ha messo su un ospedale nel paese martoriato dalla guerra civile. Quando squadre di uomini armati lo hanno attaccato, lei li ha affrontati, convincendo gli aggressori a desistere dalle violenze. Quell’ospedale ora è diventato un grande campo dove abitano 90 mila persone, e sono le donne a gestire gli incarichi amministrativi più importanti e a mantenere l’ordine: “Abbiamo persino una prigione, con un consiglio di donne che decide. Se un marito picchia la moglie, lo sbattiamo in galera”.

Tanti i giornalisti accreditati, anche perché a dibattere di diritti della donna c’erano pure l’ex segretarie di stato Madeleine Albright e Condoleezza Rice, seguite subito dopo dall’attuale capo della diplomazia Usa Hillary Clinton. “In Egitto e Tunisia stiamo monitorando attentamente affinché le donne non vengano escluse dai processi decisionali, solo così si arriva ad una società più democratica” ha detto Hillary.

Prima di Clinton, un seguitissimo panel dedicato solo all’Italia. Invitate a parlare la vice presidente del Senato Emma Bonino e l’attrice Violante Placido, che con la giornalista Barbie Latza Nadeaus, corrispondente dall’Italia per Newsweek, sono state protagoniste di un dibattito dedicato alla condizione femminile in Italia intitolato: “Italian Women Fight Back”. A fare da moderatrice, Lesley Stahi della trasmissione 60 Minutes.

Così Bonino e Placido, in inglese,  hanno descritto la deprimente condizione della donna nella società italiana, una condizione che ha attratto l’attenzione degli organizzatori della conferenza dopo che il 13 febbraio un milione di donne italiane sono scese in piazza per gridare “basta!”. Nel numero di Newsweek in edicola, c’è infatti una grande foto di quella manifestazione e nella didascalia si legge: “L’affluenza ha superato le attese, le italiane sono scese in piazza contro il premier Berlusconi e la cultura sessista creata dal suo impero mediatico. Dopo mesi di scandali sulle avventure sessuali di Berlusconi, e anni di stallo in una nazione dove il 90% degli uomini non ha mai usato una lavatrice, le donne italiane dicono Basta”.

Bonino, leader storica del Partito radicale, ha cercato di far capire che l’intera responsabilità della imperante cultura maschilista non si può far cadere tutta su Silvio Berlusconi e sulle sue televisioni. “Berlusconi è un problema, ma non il problema”. Quando è stato chiesto il ruolo della Chiesa  in questa discesa verso l’inferno della donna italiana,  Bonino ha accusato certe gerarchie cattoliche  di diffondere una cultura che concede alla donna soltanto il ruolo di moglie e madre per tenerla lontana da incarichi di responsabilità fuori dalla famiglia. La vicepresidente del Senato ha ricordato “le grandi conquiste degli anni Settanta, il divorzio, l’aborto, il nuovo diritto di famiglia. Poi il lungo sonno degli anni Ottanta e Novanta. Che altri hanno riempito, fino all’esplosione delle volgarità grazie anche alle tv berlusconiane. Ricacciate in casa, private delle infrastrutture sociali più elementari, le donne italiane ora sono le ultime dell’Unione europea”.

Anche senza Berlusconi, la situazione non cambierebbe e spetta alle donne reagire e riappropriarsi della responsabilità di cambiare la società italiana partecipando attivamente in tutti campi e soprattuto in politica. “Bisogna svegliarsi, avere il coraggio di cacciare certi vecchi uomini attaccati ai loro posti, assumendoci in prima persona le nostre responsabilità”, ha detto Bonino guardando  l’attrice Violante Placido, che ha resistito a chi le chiedeva se sarebbe scesa in politica, mostrando invece una grande passione per il suo lavoro.

Placido ha risposto senza esitazioni anche ad una domanda provocatoria: anche lei si era dovuta spogliare nel suo lavoro: “Non devo scusarmi per la mia professione. Io credo nell’arte e sono orgogliosa anche del mio corpo se questo serve ad esprimere la forma d’arte pensata dal regista del film. Purtroppo in Italia molte giovani donne, non adeguatamente preparate, vengono spinte verso professioni non adatte perché convinte che basti il loro corpo”.

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